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L'escursione consigliata

Un "cumulo di massi" che regala grandi emozioni: ecco sua maestà il Pizzo Zerna

Poco conosciuto, spesso dimenticato in favore del vicino Corno Stella, si erge per 2572 metri, regalando una panoramica sui rilievi della Valtellina

Un "cumulo di massi" che regala grandi emozioni: ecco sua maestà il Pizzo Zerna
Escursioni Val Brembana e Imagna, 04 Maggio 2022 ore 10:11

di Angelo Corna

Il Pizzo Zerna, conosciuto anche come “Corno del Publino”, divide l'alta Val Brembana dalla Valle del Livrio, tributaria della Valtellina. Poco conosciuto, spesso dimenticato in favore del vicino Corno Stella, si erge per 2572 metri, regalando una panoramica sui rilievi della Valtellina, dal Gruppo del Bernina al Monte Disgrazia, oltre che sui vicini monte Masoni e monte Chierico. Il suo nome deriva probabilmente dalla voce "zernà" che, in dialetto bergamasco, significa "cumulo di sassi”.

Raggiungerlo non è una passeggiata; tuttavia vari punti di appoggio ne facilitano l’ascesa, offrendo una valida alternativa a chi non volesse percorre tutto il tracciato fino alla vetta della montagna.

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Il nostro percorso è marchiato dal segnavia Cai 210, comune alla traccia che risale in direzione dei rifugi Longo e Calvi: un sentiero che in molti conosco, ma mai banale per le bellezze celate lungo il cammino.

Zaino in spalla, seguiamo la strada sterrata transitando per il borgo di Pagliari, fino a raggiungere la Baita Birone dei Dossi, nei pressi della quale è posta una fontana e un cartello che indica il sentiero per la Val Sambuzza e il Passo del Publino. Pieghiamo a sinistra e continuiamo nel bosco tra facili saliscendi; il sentiero, ora marchiato dal segnavia Cai 208, risale costeggiando alcuni casolari abilmente ristrutturati per sfociare ai piedi della valle, in prossimità della “Baita Vecchia” (m.1860). Noi pieghiamo a destra, fedeli alle indicazioni, tra i colori primaverili e il lento risveglio della natura. Raggiungiamo così gli ampi prati che caratterizzano questo angolo di Val Brembana. La mulattiera, sempre ben visibile anche grazie ai numerosi bolli, continua costeggiando il torrente Sambuzza fino a raggiungere il lago omonimo, specchio d’acqua di origine naturale.

Abbiamo superato le due ore di cammino: i meno allenati possono fermarsi qui e assaporare la bellezza di una valle circondata da un anfiteatro di montagne, tutte superiori ai 2500 metri di altezza.

Se invece vogliamo proseguire lasciamo il lago alle nostre spalle per imboccare il sentiero che risale ben segnalato in direzione del Passo del Publino, valico che divide la Val Sambuzza dalla Valle del Livrio, tributaria della vicina Valtellina…

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