L'escursione consigliata

Un nido d'aquila nel bel mezzo della Conca dei Giganti: è il rifugio Merelli al Coca

Conosciuto in tutto il nord Italia, sorge su uno sperone roccioso a 1.892 metri di quota, in uno dei luoghi più severi e amati delle Orobie

Un nido d'aquila nel bel mezzo della Conca dei Giganti: è il rifugio Merelli al Coca
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di Angelo Corna

In alta Val Seriana, anche il rifugio Mario Merelli al Coca si prepara ad affrontare l’estate. Conosciuto in tutto il nord Italia, sorge su uno sperone roccioso a 1.892 metri di quota, in uno dei luoghi più severi e amati delle Orobie: la cosiddetta Conca dei Giganti. Questo "nido d’aquila" - com'è ribattezzato dagli alpinisti bergamaschi - si erge a guardia delle montagne più alte della provincia di Bergamo: il Pizzo Coca, il Pizzo Redorta e la Punta di Scais.

1 - Gita rifugio coca stambecco
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2 - Gita rifugio Coca
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3 - Gita rifugio Coca
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Raggiungere questo baluardo orobico non è per tutti e richiede attenzione, impegno e anche sacrificio: a ripagarci non saranno solo gli stambecchi incuriositi e il fischio delle marmotte, ma sarà soprattutto un panorama unico ed eccezionale.

Il sentiero trova partenza dalla frazione Sambughera di Valbondione, sempre ben marchiato dal segnavia Cai 301. Una leggera discesa conduce a un piccolo ponte, che permette di attraversare il fiume Serio; raggiunta la sponda opposta si risale, sempre con pendenza costante, costeggiando dei grossi massi.

Il nostro sentiero sale rapidamente nel bosco, fino a raggiungere, dopo circa mezz’ora di cammino, la deviazione per il borgo di Maslana. La ignoriamo e continuiamo sul sentiero, che, sempre in costante salita, ci porterà al limitare del bosco e alla parte più bella di tutta l’escursione.

4 - Gita rifugio coca Il Pizzo Coca
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5 - Rifugio Mario Merelli al Coca
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6 - Gita rifugio Coca
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7 - Gita rifugio Coca Lago di Coca
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Raggiunti i 1.600 metri di quota, il panorama si apre alle montagne della zona e gli alberi lasciano posto a prati, rocce e ad ampie vedute sull’abitato di Valbondione. Dei ripidi gradini in cemento, protetti da catene di sicurezza, caratterizzano quest'ultimo tratto, che continua senza sconti fino a raggiungere una piccola diga, recentemente restaurata. Il rifugio è ben visibile sopra di noi: attraversiamo nuovamente il torrente e, con un ultimo sforzo, raggiungiamo la storica capanna, appollaiata a sbalzo su un cocuzzolo roccioso.

Il rifugio Mario Merelli al Coca venne costruito dal Cai di Bergamo nel 1919 (su progetto dell'ingegnere Luigi Albani), successivamente ampliato e dotato di alimentazione autonoma nel 1957…

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