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Terza edizione

Alcune foto che potrete vedere a Fotografica, festival di fotografia di Bergamo

Sono bellissime e saranno protagoniste dell'evento che si terrà dal 2 ottobre all'1 novembre al Monastero del Carmine e a Daste e Spalenga

Alcune foto che potrete vedere a Fotografica, festival di fotografia di Bergamo
Eventi Bergamo, 21 Settembre 2021 ore 17:17

L’Associazione "Fotografica", in collaborazione con il Comune di Bergamo e con il sostegno di Bcc Bergamo e Istituto per il Credito Sportivo, ha presentato oggi (martedì 21 settembre) la terza edizione del suo festival, che si svolgerà dal 2 ottobre all'1 novembre nel Monastero del Carmine e nell'ex centrale di Daste e Spalenga. In questa edizione si esplorerà il tema delle periferie, in un percorso audace che riguarderà i cosiddetti "luoghi non luoghi", ovvero le periferie urbane e sociali. All'interno della rassegna, dieci mostre di grandi fotografi contemporanei: Gabriele Basilico, Monica Bulaj, Francesco Faraci, Sergio Ramazzotti, Giovanni Diffidenti, Silvia Alessi, Fausto Podavini, Valerio Bispuri, Emile Ducke, Christian Rota.

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I giorni per visitare le mostre saranno venerdì, sabato e domenica, dalle 10 alle 20. Il biglietto d'ingresso per quelle al Monastero del Carmine sarà di 7 euro l'intero e di 6 euro il ridotto (dai 14 ai 24 anni se studenti, per chi ha almeno 65 anni compiuti, gli iscritti al Fai e quelli al Festival Acli Molte Fedi). Sarà gratuito per gli under 14, portatori di disabilità e giornalisti. All'ex centrale, dove sarà allestita unicamente la mostra di Basilico, l'ingresso sarà invece gratuito.

Verrà proposto un ricco calendario di eventi: dagli incontri con Mario Calabresi e Monica Bulaj ai workshop con Podavini e Bispuri, dalla conferenza "Periferia a Memoria" alla proiezione del docufilm Baraccopolis di Sergio Ramazzotti.

«Fotografica intende focalizzarsi su un grande tema di attualità, attraverso gli scatti di fotografi che lavorano per restituirci un approfondimento puntuale - ha spiegato Daniela Sonzogni, direttrice del Festival -; si sporcano le mani, vanno oltre i confini, oltre il filo spinato, affinché il loro obiettivo diventi per noi la chiave per comprendere e non dire “non lo sapevo”. La fotografia non chiede permessi e non lascia spazio a scuse. Ci fa riflettere sulla necessità di assumerci nuove responsabilità. Ai partner va il nostro ringraziamento, perché è grazie a queste collaborazioni che il Festival cresce e diventa fulcro culturale di ripartenza».