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Bergamospia (si dice, non si dice) Calderoli sposo. E non soltanto lui

Bergamospia (si dice, non si dice) Calderoli sposo. E non soltanto lui
Eventi 05 Settembre 2015 ore 06:00

Che cosa si dice, che cosa si scrive, ma soprattutto cosa non si dice e non si scrive (solitamente) della nostra città. Tra sussurri e grida una raccolta indiscreta.

 

Matrimonio Calderoli-Gianna Gancia. Pochi invitati, nessun politico

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Il vicepresidente del Senato Roberto Calderoli e la consigliera regionale piemontese Gianna Gancia, entrambi della Lega, si sono sposati stamattina a Narzole, nel Cuneese. Il matrimonio, dopo anni di convivenza, è avvenuto nel municipio del piccolo comune delle Langhe di cui la sposa è originaria. È stato celebrato da Anna Mantini, ex assessore della Provincia di Cuneo nella giunta guidata proprio dalla Gancia. Tra i pochi invitati nessun politico: la coppia ha scelto di festeggiare con amici e parenti stretti. Calderoli aveva annunciato il matrimonio due settimane fa alla Berghem Fest di Alzano Lombardo. «Mi sposo perché non voglio che vada niente della mia eredità ai miei fratelli», aveva detto dal palco. Detto e fatto.

 

E Nicola Radici sposa la Gatta Nera

Fiori d'arancio nella real casa Radici. Nicola, 42 anni, ha sposato la sua Ainett Stephens, 33, dopo quasi dieci anni di fidanzamento. La coppia, che aspetta un bambino, ha detto sì in gran segreto giovedì, poi la notizia è trapelata su Facebook. Il manager sportivo (da luglio è presidente della Pro Sesto) e l'esplosiva soubrette venezuelana (difficile dimenticarsela negli striminziti panni della Gatta Nera del celebre quiz tv) hanno festeggiato Da Vittorio con parenti e amici stretti. Pochi ma buoni, come testimoniano le foto pubblicate dal Corriere Bergamo.

 

Da Bottura al mercato, Gori c'è (sempre)

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Appare con la first lady Cristina alla cena di Bottura («Eccezionale»), poi sale in piazza Vecchia per inaugurare “I Maestri del Paesaggio”. In pausa pranzo si concede un giro sui Colli con lo scooterone elettrico della manifestazione, al pomeriggio incontra il governatore Maroni per parlare di autonomia lombarda. Giorgio Gori è ovunque, non c'è appuntamento che non lo veda presente. Sindaco da copertina? Forse. Ma Gori trova il tempo (non si sa come) di scivolare anche in periferia, dove non ci sono i flash dei fotografi ad attenderlo. Giovedì l'inquilino di Palazzo Frizzoni è andato a curiosare tra i banchi del mercato ampliato di Longuelo. Ha parlato con i commercianti, ha discusso con le massaie, ha ascoltato i pensionati. Sindaco presenzialista? No, semplicemente presente.

 

Ferrandino-Belotti, incontro ravvicinato 
prima dell'assedio (bagnato) alla prefettura

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Stamattina, aprendo la finestra, il prefetto Francesca Ferrandino avrà sogghignato. Fate pure il vostro presidio anti profughi, cari leghisti, ma beccatevi questo acquazzone. Giove Pluvio sta con Via Tasso, è ufficiale, l'assedio dei padani sarà più duro del previsto. La prima saetta è stata scagliata venerdì sera proprio dalla Ferrandino, come racconta l'Eco. Incontrando sull'uscio il nemico Belotti, che scortava Maroni al vertice con Rossi e Gori, gli ha sibilato: «Lui non lo dice, ma tifa Napoli». Il segretario ha reagito con ironia: «La querelo per diffamazione!». Velenosetto l'arrivederci del prefetto: «Ci rivediamo presto». Cioè oggi. Tipetto tosto, la Ferrandino. Ha i celti sotto il portone ma non si impressiona. Degna rappresentante del potere di Roma.

 

Il nuovo comandante dei carabinieri 
investigatore di razza, ma non di ghiaccio

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«Il nostro sforzo consisterà nello stare il più possibile vicini ai cittadini». Si è presentato così il colonnello Biagio Storniolo, nuovo comandante dei carabinieri di Bergamo. Siciliano, 46 anni, arriva da Milano, dove ha guidato brillantemente il reparto operativo: 28 gli omicidi risolti in tre anni. Ma sarebbe sbagliato immaginare un investigatore di ghiaccio. «Ne ho viste tante, ma la strage familiare di Motta Visconti (dove un uomo ammazzò moglie e figli piccoli) mi ha segnato» ha confessato. Storniolo ha garantito impegno per «contrastare l'odioso fenomeno dei furti in casa», ma ha anche garantito attenzione sul fronte dell'ordine pubblico: «So che ci sono stati problemi con la tifoseria, se ce ne saranno altri li affronteremo. Ma spero di poterli prevenire». A Milano si è occupato di importante indagini contro la 'ndrangheta, ma è prematuro chiedergli come interverrà sulle infiltrazioni in Bergamasca. «Prima fatemi studiare le carte e il territorio. Poi di sicuro il tema sarà affrontato». Infine, il caso Yara. Apparentemente chiuso, ma non si sa mai. «Aiuteremo la magistratura ad arrivare il prima possibile a una verità processuale, lo dobbiamo alla famiglia. Se servirà, saremo pronti ad effettuare eventuali ulteriori approfondimenti».

 

La morte di Salini è un giallo. E Bergamo fa parte della trama

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La morte del costruttore Claudio Salini diventa un giallo e la trama si allarga a Bergamo. Schiantatosi domenica scorsa con la sua Porsche su un viale di Roma, avrebbe dovuto testimoniare il 16 settembre contro tre presunti estorsori campani. Il gruppetto pretendeva un risarcimento dopo che l'imprenditore aveva revocato due subappalti a un'azienda di Caserta, uno dei quali relativo ad alcuni lavori da effettuare nell'ambito della ristrutturazione dell'Accademia Carrara. Salini era andato dritto dalle forze dell'ordine, raccontando di esser stato minacciato. Ora i carabinieri indagano, non si esclude il sabotaggio della sua Porsche. Mistero a parte, è un altro segnale di come a Bergamo si aggirino figure (e interessi) inquietanti. Sarà bene alzare le antenne, invece che cadere ogni volta dal pero.

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