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Bergamospia (si dice, non si dice) La cattiva Sorte dei pendolari

Bergamospia (si dice, non si dice) La cattiva Sorte dei pendolari
Eventi 08 Luglio 2015 ore 10:43

Che cosa si dice, che cosa si scrive, ma soprattutto cosa non si dice e non si scrive (solitamente) della nostra città. Tra sussurri e grida una raccolta indiscreta.

 

I pendolari esasperati da cancellazioni e treni-fornace
Ma per l'assessore è tutta colpa della cattiva Sorte

caos pendolari

Treni cancellati, vagoni caldi come un un forno a legna, convogli bloccati nel mezzo della campagna. L'odissea quotidiana del pendolare bergamasco continua secondo il copione di sempre. Dal banco degli imputati, l'assessore regionale ai Trasporti se la prende con la cattiva Sorte, che si è accanita contro i viaggiatori sommando una serie di circostanze a suo dire eccezionali. La rete «sotto stress per l'Expo», la «questione sicurezza che ha destabilizzato il personale», ma soprattutto un'ondata di afa «come non capitava da cent'anni». Povero assessore, come non capirlo. Alla lista delle calamità manca solo un'invasione aliena in stazione. C'è da sperare che arrivi in ritardo.

 

Laura Cremaschi, la bionda tutta social e yacht
(vista panoramica da entrambi i lati)

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Una bionda impazza sui social. Twitta che è un piacere, turbando ogni volta i suoi affezionati follower. Laura Cremaschi, virtualmente detta @cremaschina, si diverte a bucare lo smartphone. Bergamasca trapiantata a Roma, si è costruita una fama in tv con i sexy pronostici calcistici, scritti direttamente sul generoso décolleté. Oppure sul levigato lato B, che va bene lo stesso. All'attivo vanta pure qualche comparsata con le Iene. In questo inizio d'estate il suo ben sagomato profilo sbuca tra piscine, spiagge, yacht e locali alla moda. Chi è fortunato la può avvistare in Sardegna, magari in (striminzito) bikini d'ordinanza. Sempre che all'improvviso non rimbalzi fino a Miami, dove pare sia un'habitué. Una vita Smeralda, la sua. Però, in fondo, anche faticosa. Per mantenere le curve al posto giusto le tocca sgobbare non poco in palestra. Sforzi, anche questi, ben documentati. Ha un unico difetto, è romanista. Ma di fronte a una così si può anche chiudere un occhio. Due no, sarebbe un peccato.

 

Test del dna al pesce marcio di via Quarenghi 
ma non cadiamo nell'intolleranza (alimentare)

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Pesce avariato, molluschi vietati importati dentro sacchi di cemento, etichette scadute o alterate. Questo il ributtante spettacolo che gli agenti della polizia locale di Bergamo si sono trovati davanti quando hanno spalancato il frigorifero di un market cinese di via Quarenghi. Per capire di che cibi si trattava c'è voluto persino il test del dna. Non è la prima volta che dai negozi della via saltano fuori sgradevoli sorprese. Anni fa, durante un blitz dei carabinieri, si scoprirono merluzzi tagliati con la motosega, cibi confezionati in età preistorica, bottiglie di olio per friggere color nero pece. Gli immigrati hanno abitudini diverse dalle nostre. Anche alimentari. Ma questo non può giustificare standard igienici al di sotto di ogni sospetto. Guai però pensare che tutti i negozi etnici vivano in un mondo a parte, lontani dalle regole. Ci sono tanti esempi virtuosi. In via San Bernardino kebab e rosticcerie sudamericane si sono alleati con i ristoratori nostrani per proporre un'offerta gastronomica ricchissima e genuina. In piazza Pontida Al Sultan tenta da anni i palati bergamaschi con le specialità palestinesi. In via Borgo Palazzo spopola il ristorante eritreo Dahlak. Meglio non cadere, insomma, nell'intolleranza (alimentare). Tutto il mondo è Paese, c'è sempre chi fa il furbo. Quando accade basta alzarsi e cambiare tavolo, senza badare al colore della pelle. È sufficiente guardare quello del pesce.

 

A Palosco il talent show “dal vivo” 
Dilettanti allo sbaraglio senza telecomando

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Il talent show esce dallo schermo televisivo e si cala nella realtà, quella ruspante della sagra di paese. Esperimento interessante, ad altissima tensione per l'aspirante artista di turno. L'1 e il 2 agosto, la festa patronale di San Lorenzo di Palosco offrirà un palcoscenico a cantanti, attori, cabarettisti e chi più ne ha più ne metta. Tutti pronti ad esibirsi senza filtro, dunque ben preparati a raccogliere fischi e insulti in caso di performance deludente. Dilettanti allo sbaraglio, decisamente. E coraggiosamente. Perché se in tv il rischio non va oltre la stroncatura di qualche giudice snob, al “Palosco's got talent” ci si giocherà la faccia. Tutto in diretta, tutto in una sera. Di fronte ad amici, parenti e colleghi la figuraccia non è ammessa, perché si andrebbe incontro a decennali prese in giro. Il telecomando, stavolta, non li salverà.

 

Sant'Agostino si veste di verde 
Nel chiostro spunta un grande prato

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Sant'Agostino si mette il vestito verde. I lavori di restyling proseguono a buon ritmo, il complesso dovrebbe esser pronto subito dopo l'estate. Gli studenti e i bergamaschi tutti avranno la soddisfazione di calpestare un bel prato spuntato d'incanto in mezzo al chiostro. Il Comune ha “twittato” le prime foto e il risultato, c'è poco da dire, è assai suggestivo. Dopo Astino e il Carmine, Bergamo recupera un altro pezzo di storia. E i turisti avranno una meraviglia in più da scoprire.

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