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Bergamospia (si dice, non si dice) Striscia da Piffari. Presi a borsettate

Bergamospia (si dice, non si dice) Striscia da Piffari. Presi a borsettate
Eventi 03 Novembre 2015 ore 02:59

Che cosa si dice, che cosa si scrive, ma soprattutto cosa non si dice e non si scrive (solitamente) della nostra città. Tra sussurri e grida una raccolta indiscreta.

 

Dettori in pensione, caccia all'erede:
c'è anche il pm antimafia Tescaroli

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Francesco Dettori, procuratore capo di Bergamo, andrà in pensione a gennaio. La corsa alla sua successione è già iniziata. Scrive il Corriere Bergamo che i candidati in lizza sono tredici. Due giocano in casa: la pm Carmen Pugliese e il procuratore aggiunto Massimo Meroni. Ma si sono fatti avanti anche nomi suggestivi: Roberto Di Martino, il pm di Cremona dell'inchiesta sul calcioscommesse, e soprattutto Luca Tescaroli, 50 anni, che da giovanissimo magistrato indagò sulle stragi del '92 e i torbidi intrecci tra Cosa Nostra e politica. Argomento su cui ha scritto anche un libro illuminante, Colletti sporchi. A Roma, tanto per restare in tema, ha fatto parte del pool che ha decapitato "Mafia Capitale". Un uomo capace di alzare il tappeto: se sotto si nasconde lo sporco, lui lo trova.

 

Striscia da Piffari, borsettate all'inviato

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Striscia la Notizia sale a Valbondione per fare i conti in tasca all'ex onorevole Sergio Piffari. L'inviato Max Laudadio lo bracca per strada e gli chiede ragione dei finanziamenti europei che secondo l'accusa avrebbe ricevuto indebitamente - processo a luglio 2016, quando il presunto reato sarà prescritto - per avviare alcuni B&B, ora utilizzati per ospitare i profughi. Piffari nega che qualcuno della sua famiglia abbia mai ricevuto i fondi, poi si chiude in un astioso silenzio. Quando Laudadio insiste, lui lo strattona. E la moglie, che lo scorta, assesta una borsettata all'uomo di Striscia (qui il video). Che chiude il servizio ricordando le minacce ricevute su Facebook dopo che ha iniziato a interessarsi dei casi di Piffari. Stessa sorte capitata a Walter Semperboni, colui che ha segnalato alla trasmissione la vicenda dei B&B. Per la cronaca, Semperboni si è ritrovato anche un proiettile davanti al garage. A Valbondione si respira un'aria sempre più pesante.

 

Pesenti scrive, Gori applaude

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La lettera di Carlo Pesenti sul futuro della Italcementi "tedesca" raccoglie pareri contrastanti. Intervistato dall'Eco Luigi Bresciani, segretario Cgil, nota che il consigliere delegato non si è rivolto ai sindacati, «principali interlocutori» della vertenza. Però apprezza che Pesenti si sia impegnato per far comprendere a Heidelberg il valore del capitale umano di Italcementi. Ferdinando Piccinini (Cisl) promette di «tenere alta l'attenzione» sull'operazione, mentre anche il presidente della Camera di Commercio Paolo Malvestiti avvisa: «Vigileremo sulle ricadute». Il più soddisfatto delle parole di Pesenti è il sindaco Giorgio Gori: «Sta facendo tutto il possibile per salvaguardare i posti di lavoro. La lettera contiene prese di posizione molto importanti». Secondo il sindaco l'intervento ha anche «colmato un vuoto comunicativo che pesava un po'». Che diamine, ingegner Pesenti, si apra almeno un profilo Twitter.

 

L'estate di Astino su Bergamopost

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Abbiamo ricevuto questa mail dalla segreteria organizzativa di Astino per Expo 2015:

Spettabile redazione di Bergamo Post,

abbiamo letto con molto piacere il Vostro articolo del 28 ottobre. Ci permettiamo di sottolineare qualche vostro passaggio:

1) Le parole "movida e divertimentificio", dal momento che il nostro pubblico supera abbondamente i 40 anni per la gran parte, non sono particolarmente adatte.
2) "Servirà un solido progetto culturale, però fruibile da tutti”. Il progetto culturale lungo tutti questi 6 mesi è stato condiviso con la Fondazione e la stessa ne è stata promotrice di diversi. Volete dunque affermare che la Mia non ha fatto dei solidi progetti culturali e sposato quelli che riteneva tali? Tra i numeri di Astino (che alleghiamo alla presente) troverà tutte le iniziative culturali che ci sono state in questi mesi.
3) "E non è un’eresia pensare a un bar o a un ristorante permanente, che valorizzi il complesso senza snaturarlo. Ci vorrà però buon senso e soprattutto buon gusto". Tralasciando l'annoso e dibattuto nei secoli nodo filosofico afferente l'oggettività della bellezza, le comunichiamo che tutte le strutture necessarie alle attività ristorative sono state installate con il benestare della Sovrintendenza la quale ha vigilato attentamente per verificare che nulla snaturasse il luogo e le strutture mobili fossero in armonia con il complesso monastico.
4) Le affermazioni riportate nell'articolo lasciano intendere una mancata frequentazione degli spazi che criticate.

Ginevra Rota

 

La nostra replica:

Gentile Ginevra,

più che una critica (costruttiva) la nostra voleva essere una riflessione su quello che Astino vorrà e potrà diventare da grande. L'auspicio è che si continui proprio sulla strada intrapresa in estate, evitando magari qualche sbandata che pure c'è stata. Nessuno è perfetto, nemmeno la Mia. Se ne faccia una ragione. Quanto alla presunta "non frequentazione", chi scrive vive a Bergamo e non sulla Luna, dunque è verosimile che gli sia capitato di visitare l'ex monastero.

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