Cose di casa nostra

Bergamospia (si dice, non si dice) Tipo i due tavoli per lo sviluppo

Bergamospia (si dice, non si dice) Tipo i due tavoli per lo sviluppo
Eventi 09 Giugno 2015 ore 11:45

 

Quando basta un tavolo (per lo sviluppo)
Bergamo concorde ne fa subito due

gori-rossi-divergenze-in-casa-pdin-ballo-il-futuro-della-societa-abm_2ba01550-0196-11e5-a8bc-90799577f47d_998_397_big_story_detail

Disse l'Ocse due mesi or sono che per far decollare Bergamo non servirebbe una portaerei, basterebbe un tavolo. Inteso come strumento attorno a cui riunire tutti gli attori economici-politici-culturali-sociali del territorio, chiamati a governare insieme una nuova fase di crescita. Giusto, ben detto, fu il coro unanime degli astanti. Ma nessuno spiegò a quelli dell'Ocse che in realtà a Bergamo di tavoli per lo sviluppo ce ne sono già non uno, ma due. Quello del Comune, avviato nel settembre scorso (tornerà a riunirsi dopo l'estate) e quello della Provincia, più noto come Modello Bergamo, che mercoledì ha presentato i dati sul lavoro. «L'Ocse ci ha raccomandato di portare avanti una cabina di regia e noi lo stiamo facendo» ha sottolineato il vicepresidente di Confindustria Matteo Zanetti, convitato di entrambi i tavoli. E il tavolo del Comune? Chi se lo ricorda. Forse per questo mercoledì Gori non è stato invitato. Il sindaco del capoluogo non è previsto nella cabina provinciale, pilotata da Matteo Rossi. A dire il vero, non risulta che Gori si sia strappato i capelli per essere stato lasciato a terra. Però l'Ocse aveva raccomandato di pedalare tutti nella stessa direzione. E così c'è il rischio che ognuno corra per conto suo.

 

Tremaglia, l'ammirevole rompiscatole
e il lavabo e il bagno di casa rimasti sporchi

11328907_10153045398358191_1760077235_n

Bello, bellissimo il piazzale della stazione. Inaugurato appena un mese fa, aveva suscitato la meraviglia di sindaco e assessori. È costato mica poco all'amministrazione - 400 mila euro - però ne è valsa la pena. Poi l'amara sorpresa. Il rompiscatole Andrea Tremaglia, che passa il tempo a scovar magagne in giro per la città, fa notare che la fontana – fulcro della piazza - non solo è a secco, ma pure melmosa e maleodorante. Insomma, come rifare il bagno di casa e poi dimenticarsi di pulire il lavabo. Non è che fai una bella figura con gli ospiti. Il Comune, gli va dato atto, ha reagito con goriana prontezza: oggi il personale di Aprica effettuerà la pulizia, poi la fontana ripartirà. I guai idrosanitari però non sono finiti. Salendo in Città Alta, Federconsumatori (altra rompiscatole) si è imbattuta nei bagni chimici maleodoranti usati dai chioschi estivi. Sarebbe bene bonificare anche questo fronte. Perché Bergamo va ammirata ad occhi aperti, non certo con il naso turato.

 

Se il fante di Sorisole potesse usare la baionetta

19_Banda-Sorisole

Scherza con i fanti, ma lascia stare i santi. A Sorisole il proverbio l'hanno preso alla lettera. Come racconta l'Eco di Bergamo, il monumento al caduto rischia un nuovo trasloco. Negli anni lo statuario milite ha peregrinato un bel po': dall'oratorio al teatro, da piazza Alpini al cortile del Comune. Il nuovo sindaco Stefano Vivi gli ha appena trasmesso un nuovo ordine: dovrà schierarsi di nuovo in piazza Alpini. «In un luogo ben visibile e non nascosto come adesso, anche per rimediare alla tristezza di quel luogo pubblico». Come se non di soldato si trattasse, ma di un giullare. Comunque sia, il trasferimento ha già posto complicate questioni strategiche. L'opposizione avverte che il fante «va approcciato con il dovuto rispetto sl valore che rappresenta, naturalmente all'interno di progetto organico che tenga conto dei problemi più evidenti che il restyling di piazza Alpini ha creato. Quindi nessuna improvvisazione». Ci mancherebbe altro. Il fante attende paziente, con la baionetta in mano. Resistendo alla tentazione di usarla.

 

A Colognola torna a ruggire il Leon d'Oro

leon

La vecchia insegna è già stata issata, dissepolta da un polveroso magazzino: il Leon d'Oro, storico ristorante di Colognola, si prepara a riaprire i battenti. I lavori sono in corso, tempo di ottenere tutte le licenze necessarie e la tavola sarà di nuovo apparecchiata. È un pezzo di tradizione gastronomica bergamasca che torna, per iniziativa di due soci, Claudio Turra e lo chef Emiliano Barone (con esperienza alla Locanda Armonia di Entratico). La cucina sarà tradizionale, ispirata alle ricette delle regioni italiane, con ampio spazio alle proposte del giorno, dettate dalla disponibilità delle materie prime: carne, verdura di stagione, ma soprattutto pesce fresco. Un bel segnale per lo storico borgo: presto ci sarà un motivo in più per riscoprirlo.

 

Sicurezza a pagamento a Ponteranica? 
Il questore: Fate pure, se vi pare

guardia_giurata_800_800

«Le guardie giurate? Le aveva anche mio padre in negozio, tanti anni fa». Intervistato dall'Eco, il questore Girolamo Fabiano liquida così l'idea del sindaco di Ponteranica Alberto Nevola di proporre un servizio di vigilanza privata a cittadini e negozi alla modica cifra di 15 e 20 euro al mese rispettivamente. «Non mi esprimo negativamente né positivamente – sottolinea il questore – è una normale evoluzione della difesa della proprietà privata e ogni cittadino è libero di servirsene o no». E ancora: «Noi facciamo la nostra parte con le forze cha abbiamo. Non possiamo certo mettere una pattuglia fuori dalla porta di ogni cittadino. E comunque sottolineo che i furti avvengono principalmente di giorno, e che ognuno può collegare gratis il suo antifurto con la centrale della polizia o dei carabinieri». Nevola incassa e precisa: «Capisco che la proposta possa esser letta come una sconfitta della forza pubblica, ma le risorse sono poche e questa soluzione ci è sembrata utile. Ma nessuno è obbligato a sottoscrivere l'abbonamento».