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Bergamospia (si dice, non si dice) Valter Grossi ha fatto boom

Bergamospia (si dice, non si dice) Valter Grossi ha fatto boom
Eventi 02 Settembre 2015 ore 13:08

Che cosa si dice, che cosa si scrive, ma soprattutto cosa non si dice e non si scrive (solitamente) della nostra città. Tra sussurri e grida una raccolta indiscreta.

 

Grossi la spara grossa: cannonate sui leghisti
Belotti risponde al fuoco e lo manda a quel paese

grossi

Scontro duro su Facebook, sempre più simile a un campo di battaglia virtuale che a una bacheca dove scambiarsi pacatamente idee. Bergamonews annuncia il presidio anti profughi della Lega davanti alla Prefettura e l'ex assessore all'Urbanistica Valter Grossi la spara grossa, letteralmente: «Marmaglia da disperdere alla Bava Beccaris». Ovvero a cannonate, come quelle che il generale fece piovere sui milanesi durante i moti del 1898. Daniele Belotti, che parteciperà all'assedio della Ferrandino, non si fa pregare nel rispondere al fuoco social. «Solo una rinfrescatina – dice il segretario padano – Bava Beccaris provocò una strage, in cui furono uccisi 80 cittadini e altri 450 rimasero feriti... E questo è considerato nel centrosinistra un opinion leader (uso questo termine del cazzo, perché fa tanto chic)». La conclusione è in puro stile belottiano, tradizionalmente differente da quello oxfordiano: «Ah ovviamente, caro Grossi, ma vaff...».

 

Sindaci sceriffi, ronde e vigilantes: il far west della sicurezza

trenord

In stazione arrivano i nuovi vigilantes in teoria dovrebbero essere guardie giurate, ma secondo il Corriere svolgono funzioni di cortesia, tipo portiere del palazzo. Simpatici ragazzoni disarmati che si guardano attorno, danno informazioni, al massimo portano la valigia all'anziano. A Torre Boldone il vulcanico sindaco Claudio Sessa si veste da sceriffo e insegue un ladro, catturandolo. Senza contare che le ronde spuntano periodicamente qui e là. C'è grande confusione sotto il cielo della sicurezza bergamasca. Si parla tanto, ognuno vuole fare e dire la sua. Come se non bastassero tre forze di polizia, più polizia locale, provinciale, forestale, rangers e chi più ne ha più ne metta. Sarebbe forse meglio fidarsi delle divise, senza voler (stra)fare il lavoro degli altri.

 

Mai accettare caramelle dal sindaco

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Non si dovrebbero mai accettare caramelle da uno sconosciuto, ma nemmeno dal sindaco. Perché poi potrebbero costargli un richiamo della Corte dei Conti. È accaduto a Giuseppe Pezzoni, primo cittadino di Treviglio, che si è visto contestare la spesa di 48 euro e 25 centesimi per i dolciumi elargiti ai bambini per Natale. I magistrati hanno aperto un'istruttoria, facendo le pulci anche su altri 58 euro (e 56 centesimi) spesi per i diplomi del “San Martino d'oro”. Che spendaccione questo sindaco. La prossima volta si compri piuttosto un'auto blu.

 

Da Ferrari con il cuore fuori dalla giacca
Alberto Bombassei apre l'album dei ricordi

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Alla Brembo atterra Vettel per festeggiare i 40 anni dell'azienda e il presidente Alberto Bombassei apre l'album dei ricordi, raccontando all'Eco quando andò da Enzo Ferrari a offrirgli i suoi freni. «Andai a bussare alla sua porta, con un po' di patema d'animo e il cuore che usciva dalla giacca. Sui giornali si era letto che avevano avuto qualche problema. Aveva fama di essere un uomo rude, invece fu un colloquio familiare, mi colpì molto l'aspetto umano. Ma ha avuto molto più coraggio lui ad affidarci la fornitura». Le fortune della Brembo iniziarono così. «Osare poco o tanto costa uguale», dice Bombassei. Ma si guadagna tantissimo.

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