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Da Dublino a Joyce con amore

Che cos'è il Bloomsday

Che cos'è il Bloomsday
Eventi 16 Giugno 2014 ore 11:43

«Oggi, 16 giugno 1924, 20 anni dopo. Qualcuno ricorderà mai questa data?». James Joyce, che si trovava in ospedale per un’operazione agli occhi, scarabocchiò quell’appunto sul suo diario, quasi sconsolato. Non avrebbe mai immaginato che quel giorno così importante per la sua vita affettiva e letteraria sarebbe diventato in pochi decenni una ricorrenza attesa da tutti i Dublinesi: il Bloomsday, una vera e propria festa della letteratura che ancor oggi, a oltre un secolo di distanza, celebra il romanzo più importante dello scrittore irlandese, l’Ulisse.

La data è sempre la medesima dagli anni Cinquanta: il 16 giugno, un giorno stratificato. Il 16 giugno del 1904 un giovane Joyce usciva per la prima volta con Nora Barnacle, sua futura moglie. Il 16 giugno di vent’anni dopo, l’appunto sul diario. E in quella stessa data lo scrittore volle ambientare la giornata di Leopold Bloom, l’ebreo protagonista del romanzo, dal cui cognome è stata battezzata la festa.

 

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Per l’occasione alcuni angoli della città ospitano attività culturali, letture e rievocazioni storiche per consentire a chiunque di ripercorrere le tappe dell’Ulisse (in realtà, gli eventi cominciano già la settimana precedente). All’esterno del James Joyce Center può capitare, ad esempio, di incappare in auto d’epoca e abiti in stile edoardiano, con maschere che leggono alcuni dei passi più significativi del libro, mentre alla Martello Tower di Sandycove – una torre che dà sul mare all’imbocco della Dublin Bay – si recitano i passi iniziali del romanzo, che proprio qui si apre, nella casa di Buck Mulligan Nel centralissimo Davy Byrne’s pub, invece, si servono bicchieri di bordeaux e sandwich al Gorgonzola, lo stesso pasto che Leopold consuma in quel locale nell’episodio 8.

La prima edizione del Bloomsday risale ai primi anni Cinquanta, anche se già 30 anni prima era stato lo stesso Joyce ad annotare, in una lettera, il fatto che alcuni amici avevano iniziato a «osservare quello che chiamano il giorno di Bloom, 16 giugno». Ufficialmente però il battesimo del Bloomsday avvenne nel ’54, quando John Ryan, artista e fondatore della rivista Envoy, organizzò una sorta di pellegrinaggio nei luoghi dell’Ulisse lungo una giornata intera. Ryan coinvolse i poeti Patrick Kavanagh e Anthony Cronin, più altre persone: il gruppo prese posto in una carrozza nera trainata da due cavalli, la stessa usata nel romanzo da Bloom e i suoi amici per andare al funerale di Paddy Dignam.

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Intento degli artisti era girare per la città leggendo passi dell’opera, e finire in serata a “Monto”, il quartiere a luci rosse. Tuttavia il programma fu rispettato molto poco: più il tour avanzava e più il gruppo collezionava visite ai pub lungo la strada. Il più ubriaco di tutti era Brian O’Nolan, scrittore comico: una volta arrivata nel centro di Dublino, la comitiva si fermò definitivamente al pub The Bailey, preferendo l’ennesima pinta di Guinness al tour letterario. C’è anche un video, filmato da John Ryan, che ritrae gli squinternati fondatori del Bloomsday.

Che, è bene dirlo, non si celebra solo a Dublino. Giornate di letteratura dedicate a Joyce vengono organizzate in tutto il mondo: a Szombathely, in Ungheria, dove è nato il padre di Bloom; in diverse comunità irlandesi degli Stati Uniti e a Philadelphia, la città intellettuale che conserva un manoscritto dello scrittore. E ancora in Australia e in Inghilterra. E pure in Italia, in particolare a Trieste, dove lo scrittore visse per tanti anni e abbozzò la prima parte dell’Ulisse. Come noto, dette anche lezioni di inglese a Italo Svevo. Quest'anno il Bloomsday della città istriana comincerà il 14 giugno e si chiuderà il 16, con letture, tour letterari, concerti di musica irlandese e rappresentazioni teatrali. Da qualche anno anche Genova ha deciso di ricordare James Joyce nell’ambito dell’annuale Festival di Poesia. Letture si effettuano un po’ dappertutto: pub e ristoranti, musei e librerie, vicoli e uffici.