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Sulle note di Come nelle favole

L’estasi nerazzurra a Parma

L’estasi nerazzurra a Parma
Eventi 03 Aprile 2019 ore 06:30

È iniziata con un’ora in meno di sonno, è finita con la testa tra le nuvole persa in sogni di gloria che nessuno vuol nominare per scaramanzia. L’ottava vittoria esterna in campionato matura sul campo di Parma in un mezzogiorno e mezzo di fuoco; fa caldo e i tifosi della Dea che arrivano in quattromila a rendere l’atmosfera ancora più elettrica. Tutti con un solo obiettivo: dare una mano alla squadra di Gasperini. Un gruppo che ci prova sempre, che vince e convince.

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Il prepartita: la coda e le pizze surgelate. La partenza da Bergamo e provincia è più o meno per tutti verso l’ora di colazione. Tra le 8 e le 9, verso Parma si mettono in viaggio bus e macchine private e in autostrada si capisce subito chi è diretto al mare o da qualche parte per la gita fuoriporta e chi invece ha il navigatore puntato sul Tardini. La conta dei biglietti venduti si è fermata a 3.800, ma nei pressi dello stadio si intuisce che sono molti di più i bergamaschi al seguito. Purtroppo l'attesa del match, almeno per noi giornalisti, non è delle migliori: in sala stampa ci troviamo due pizze surgelate tagliate a spicchi con una bottiglia di acqua naturale per rifocillare venti professionisti (si fa per dire) della penna. Molto male, amici emiliani.

Primo tempo: Pasalic fa e disfa. In avvio di partita, la curva di casa ricorda con una bella coreografia il tifoso della Nord Matteo “Bagna” Bagnaresi, scomparso da ormai undici anni. In campo, invece, le squadre iniziano a battagliare e mentre i bergamaschi al seguito non fanno tropo caso all’Aida sparata all’ingresso delle squadre e alzano subito i decibel del settore, Pasalic spacca lo 0-0 con un pallone perso che favorisce Gervinho e il vantaggio dei padroni di casa. Ma siccome l’Atalanta è una squadra vera (e i suoi tifosi lo sanno), la manovra inizia a essere sempre più insistente e precisa fino a quando lo splendido Papu Gomez serve allo stesso Pasalic il pallone buono per il pareggio. Più del gesto tecnico del gol, va sottolineato il gesto di de Roon subito dopo l’errore iniziale: Pasalic sembra stordito dalla frittata appena combinata, ma il numero 15 nerazzurro corre ad abbracciarlo e lo rincuora. Piccoli gesti di un grande gruppo.

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Secondo tempo: bum bum Duvan. Dopo l’intervallo, Gomez scheggia subito l’incrocio dei pali avversario e fa capire che il pareggio non durerà a lungo. Attaccare sotto la curva orobica in tour è un vantaggio enorme e mentre il Parma perde i pezzi (fuori Gervinho per infortunio) Gasperini legge benissimo una fase di difficoltà di Castagne contro Kucka e con l’ingresso di Reca fa scacco matto mandando il belga largo a destra e Hateboer centrale difensivo. Il polacco, dopo qualche minuto, serve allo stesso Castagne un pallone splendido per il vantaggio, ma il numero 21 sbaglia; al 75’ il ragazzo si fa perdonare con un assist chirurgico per Zapata, che insacca da opportunista e manda al manicomio il settore ospiti. Nel finale il Parma ci riprova, ma la Dea prima fallisce il 3-1 a porta vuota con Gomez e poi ci pensa Zapata a insaccare la doppietta a tempo scaduto con l’assist del solito numero 10 argentino. Gara chiusa e festa totale.

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Il postpartita: come nelle favole. Dopo il fischio finale, il settore ospiti esulta e la squadra festeggia. Le rincorse di gruppo sotto lo spicchio dei tifosi si chiudono con il lancio di maglie, ma siccome il delirio orobico non si placa, Masiello e de Roon tornano dopo un paio di minuti a correre in solitaria ancora verso il settore ospiti. E lo stesso, con tanto di selfie annesso, fanno Raimondi e Fumagalli dello staff di Gasperini: avete mai visto due collaboratori tecnici festeggiare in quel modo? L’altoparlante dello stadio spara a decibel esagerati un paio di canzoni come a voler coprire i canti orobici, ma una delle melodie scelte è Come nelle favole di Vasco Rossi, da tempo diventata una sorta di colonna sonora perfetta per le imprese che Gasperini e i suoi ragazzi stanno facendo in quel di Bergamo. Atalanta a 48 punti con la Lazio, la Roma dietro e il Milan appena tre punti più avanti. Mancano nove partite, abbiamo il miglior attacco della A con la Juventus e giochiamo un calcio spettacolare. Avanti Dea, con il tuo popolo a fianco nulla è impossibile.