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Oltre 175mila like

Ecco come ci siamo incontrati L'amore raccontato su Instagram

Ecco come ci siamo incontrati L'amore raccontato su Instagram
Eventi 24 Luglio 2015 ore 10:00

I loro occhi raccontano l’amore. Sono bellissimi insieme. Si sono incontrati a un semaforo rosso. Anzi, no, in metropolitana. Neppure, durante un concerto in Danimarca. A Dinseyland, su Facebook, al matrimonio di amici comuni. In tutti questi posti e in nessuno. Le loro storie e soprattutto i loro volti si possono leggere e guardare su Instagram, al profilo @TheWayWeMet ("come ci siamo incontrati"). Brooklyn Sherman non fa altro che ricevere le foto e pubblicarle con il racconto fornitole dalla coppia: il gioco è fatto. Un nuovo capitolo al suo grande libro virtuale dell’amore è stato scritto. Così, in pochi istanti, un po’ per gioco, proprio nello stesso modo in cui è nata questa sua avventura, rivelatasi un inatteso successo mediatico. Attrice a tempo perso, collaboratrice di un’agenzia di Los Angeles nella quotidianità, Brooklyn è, in realtà, quella che definiremmo senza problemi un’inguaribile romantica. Una di quelle che, corrosa dall’ansia, guardava ogni puntata di Sex and the City nella speranza che Mr Big si mettesse una volta per tutte con Carrie, perché, eccheccacchio, era quello che doveva succedere. Il lieto fine: Brooklyn ci crede ancora.

 

INSTAGRAM thewaywemet

 

«Mi piace parlare d’amore. Amo l’amore. Quando cammino per strada e vedo una coppia felice non riesco a non fermarla dicendo: “Oh mio Dio, siete così carini! Come vi siete conosciuti?”». Romantica, forse, è un aggettivo che sta fin stretto a questa 27enne. Che però, in fondo, ha solo un obiettivo: dimostrare che non si può essere sempre cinici nella vita e che anche pensare che l’amore puro esista, che la vera favola sia la realtà, non è infantile. È semplicemente bello. Per questo Brooklyn ha pensato di aprire un blog, in cui condividere con i lettori le sue sensazioni e il suo romanticismo senza confini. Con questa idea in testa, all’incirca due mesi fa decise di aprire un profilo Instagram che sarebbe dovuto essere il volano per il suo blog. La situazione però le è leggermente sfuggita di mano, in senso positivo: il 24 giugno, a poche settimane dall’apertura, il profilo vantava già quasi 90mila seguaci. Oggi siamo arrivati a 175mila. Più che un volano un vero e proprio fenomeno.

 

brooklyn sherman

[Brooklyn Sherman]

 

Una foto di una coppia felice, il loro sorriso. Sotto, le parole con cui i due raccontano come si sono conosciuti, l’inizio della loro storia perfetta, almeno per loro. «Chi è innamorato ama condividere l’amore» spiega Brooklyn «e chi non lo è ama sapere che è possibile innamorarsi. Innamorarsi per davvero, follemente, inspiegabilmente, quasi per caso». L’amore quando meno te lo aspetti, il sogno di tanti inguaribili romantici, ma anche di tante persone che vorrebbero qualcuno con cui condividere semplicemente la quotidianità. Con @TheWayWeMet Brooklyn ricorda (a sé stessa e agli altri) che tutto ciò succede ancora, succede per davvero. Ci sono storie strane, storie di coppie che si sono conosciute al liceo e hanno voluto condividere con Brooklyn e i suoi fan il giorno delle loro nozze; storie di persone che si sono semplicemente scontrate per strada e si sono piaciute; ragazzi e ragazze che hanno avuto il coraggio di dire “sono omosessuale” quando hanno incontrato la persona giusta. Poi tanti, tantissimi che hanno trovato l’amore online. Ma queste ultime storie Brooklyn non ama raccontarle: «Niente di male, ma preferisco dare risalto alle storie che raccontino di esperienze di vita, di incontri veri. Voglio incoraggiare le persone a condividere, non a chiudersi davanti a un computer. La casualità della vita può esistere solo se usciamo là fuori. Basta guardarci intorno ed è incredibile ciò che il mondo ci dà in cambio». Forse il messaggio alla fine è molto semplice: la favola, quella vera, è solo la realtà.

 

Qualche foto e qualche storia

 

A photo posted by @thewaywemet on

«Ho incontrato il mio ragazzo sul set del video della canzone Masta Blasta di Dillon Francis. Lui si trovava in California perché stava andando in macchina dall'Arizona alle Hawaii. Io sono originaria dell'Arizona, ma vivevo in California. Fondamentalmente gli ho rotto le scatole fino a quando non sono riuscita ad avere un appuntamento con lui. Il primo anno insieme l'abbiamo passato come una coppia che vive una relazione a distanza: io a Los Angeles e lui alle Hawaii».

 

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«Stavo camminando con degli amici lungo Rodeo Drive, quando l'ho visto mentre lavorava in un negozio Yves Saint Laurent. Ho chiesto a un amico un pezzo di carta e ci ho scritto il mio nome e il mio numero di telefono. Sono entrata, gli ho detto: "Ciao!" (in quel momento non sapevo dire altro in inglese). Poi gli ho dato il bigliettino. La sera mi è arrivato un sms: "Ciao, sono Austin, il ragazzo del negozio". Non sapevo cosa rispondere, anche perché non avrei saputo come scriverlo. Alla fine mi ha aiutata Google Translate. Siamo andati a prendere un gelato e abbiamo parlato come gli Indiani, a gesti. Un mese di incontri, poi io dovevo tornare in Spagna. Gli ho detto che se voleva qualcosa di serio con me, avrebbe dovuto incontrare i miei genitori. E lui... lo ha fatto. È partito per la Spagna e ha incontrato i miei. Due anni dopo eccoci qui, marito e moglie».

 

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«Ci siamo incontrati il 26 novembre 2012. Io vivo a Copenhagen, lui nel Regno Unito. Ci siamo parlati la prima volta a un concerto degli Swedish House Mafia nella mia città. A sentir lui, mi ha vista e mi ha seguita fino a quando non ha trovato un momento in cui parlarmi. Quella stessa notte ci siamo dati il primo bacio, un mese dopo mi ha chiesto di fidanzarmi con lui. Dal momento che viviamo lontani, Skype è fondamentale per noi. Le prime volte che parlavamo via Skype ho notato alle sue spalle un grande peluche a forma di panda. "Me l'ha regalato mia nonna e non sono mai riuscito a sbarazzarmene" mi disse. Quando venne a trovarmi gli regalai allora un panda di peluche, così che il suo non fosse più solo. Ma lui ne aveva regalato uno a me!! Per questo da allora ci chiamiamo panda. Siamo due panda che vivono una relazione a distanza».

 

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«Lavoravamo nella stessa azienda. Eravamo in due reparti diversi, ma era questione di tempo perché ci incontrassimo. L'ho portata fuori a pranzo... nella mensa aziendale, e non vorrei lo sapeste, ma mi accorsi di non avere dietro i soldi, così pagò lei! Il resto è storia. Da allora ho sempre pagato io, volentieri. Siamo sposati da più di 58 anni».

 

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«Ho incontrato il mio ragazzo, Jake, perché in qualche modo era finito nella lista delle "persone che potresti conoscere" sul Facebook di mio padre. Mio padre, per errore dice, lo aggiunse agli amici (colpa delle dita grasse). Due giorni dopo ricevo un messaggino da questo gran figo di nome Jake, che dice: "Ehi, ciao. Non credo di averti mai incontrata, ma penso che tuo padre mi abbia chiesto l'amicizia su Facebook". Ero imbarazzatissima, ma è stata una vera manna dal cielo! Jake, poco tempo dopo, mi ha chiesto un appuntamento e ora siamo felicemente fidanzati, con un piccolo bellissimo figlio dai capelli rossi. Felici e contenti».

 

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«Non avrei mai immaginato che servire caffè poteva essere come trovare il vero amore. Lavoravamo entrambi per Starbucks, ma in sedi diverse, quando ci siamo incontrati. Stavo prendendo un caffè nel "suo" negozio quando l'ho visto e mi sono presentato. Le scintille c'erano, ma il rapporto non è decollato fino a due mesi dopo, quando mi hanno trasferito a lavorare nel suo stesso Starbucks. Il caffè è la strada verso i cuori di molte persone, e io ho certamente preso un espresso forte».

 

Altre foto, scoprite le storie...

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