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Dagli USA alla Corea del Nord

Gli eserciti più grandi della storia

Gli eserciti più grandi della storia
Eventi 02 Dicembre 2014 ore 12:00

Nel corso della storia, le forze armate delle grandi potenze mondiali hanno mutato dimensioni e armamenti, a seconda delle contingenze storiche e dello sviluppo della tecnologia bellica. A segnare una svolta, per quanto riguarda la grandezza dell'esercito, fu l'esercito francese, com'era all'indomani della Rivoluzione. Agli inizi dell'Ottocento contava infatti ben 2 milioni e 500 mila unità. Stiamo parlando, ovviamente, non del vecchio esercito i cui ranghi venivano riempiti dai rami cadetti della nobiltà, ma di quello costituito da coloro che avevano contribuito a porre fine alla monarchia e a portare la Francia verso una forma di governo repubblicana. Due milioni e 500 mila uomini sono quasi pari agli abitanti della metropoli più piccola della Cina (Tangshan): un numero così alto si spiega con il fatto che esso era composto in larga misura da volontari e da soldati reclutati con la leva di massa, istituita nel 1794. Secondo all'enorme corpo armato francese (ottocentesco) c'è quello della dinastia Song (960-1279), costituito da 900 mila uomini. L'efficacia distruttiva dei soldati era implementata dall'uso delle prime armi da fuoco, come cannoni, granate, bombardieri. Purtroppo per i cinesi, anche i Mongoli impararono ben presto a farne uso e così riuscirono a porre fine alla dinastia, insediandosi alla guida dell'impero dal 1279 fino al 1294.

Ma gli eserciti più grandi della storia risalgono alla Seconda guerra mondiale. Ai primi posti ci sono l'Unione Sovietica e il Reich tedesco. Durante il conflitto, l'Armata Rossa arrivò a contare 11 milioni di soldati, e la Wehrmacht 12 milioni. Praticamente un Paese intero. L'esercito dell'Impero tedesco unificò tra il 1933 e il 1945 tutte le forze armate, la Heer (forze di terra), Kriegsmarine (forze marine), Luftwaffe (aviazione) e il reparto militare delle Waffen-SS. Segue l'esercito del'Impero giapponese, che nel momento di massima espansione comprendeva di 6 milioni di soldati. Parte essenziale era il corpo dei kamikaze, giovani che avevano accettato di immolarsi per il bene della patria. Piloti scelti, facevano schiantare il loro velivolo contro bersagli nemici, trasformando così l'intero apparecchio in un'arma di distruzione. L'esercito statunitense, invece, contava nell'agosto 1945 più di 5 milioni di uomini. Le forze armate degli Stati Uniti scesero in campo in seguito all’attacco giapponese contro Pearl Harbor, il 7 dicembre 1941. Si schierarono contro l’impero giapponese, ovviamente, e contro i suoi alleati, cioè la Germania nazista e l’Italia fascista. L’esercito era formato da 27 divisioni ed era organizzato in 18 divisioni di Guardia nazionale, 3 di Riserva organizzata, 9 di regolari e 2 corazzate.

 

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Tra gli eserciti contemporanei in grado di inserirsi nella classifica, ci sono, ancora, quello degli Stati Uniti, quello russo e cinese (con più di un milione di effettivi) e quello della Nord Corea, l'Armata Popolare Coreana. Nel 2010 il Paese disponeva di un milione di militari mobilitati e nel 2001 era il più militarizzato del mondo, con il 20 percento degli uomini di età compresa tra il 17 e i 54 anni inquadrati nei ranghi dell'esercito. Le forza armate hanno un ruolo importantissimo, in conformità con la dottrina del Military First: ciò significa che esse hanno la precedenza nelle assegnazioni delle risorse alimentari e hanno anche un certo peso nelle decisioni di politica interna ed estera. Il comandante è il presidente-direttore del Paese, Kim Jong-un. Oltre ai reparti di esercito, aviazione e marina, c'è anche la Guardia Rossa dei lavoratori e dei contadini, il più importante corpo di difesa civile, comprendente 3,5 milioni di persone pronte a prendere le armi in caso di un attacco al Paese. Nonostante la politica di privilegio riservata ai militari, i soldati comuni sono però tenuti in condizioni di vita molto dure e vengono affamati fino allo stremo. Benché in possesso di armi atomiche, il governo di Pyongyang detiene armamenti tradizionali  ormai superati e non sarebbero in grado di fare fronte all'eventualità di una guerra. Qualche anno fa, Kim Jong-un avrebbe perciò ordinato di sviluppare le risorse informatiche del Paese, per portarlo all'avanguardia nel caso di una offensiva cibernetica.

 

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