Con il trailer

Il film da vedere nel weekend La Bella e la Bestia, fiaba e magia

Il film da vedere nel weekend La Bella e la Bestia, fiaba e magia
Eventi 18 Marzo 2017 ore 08:35

Regia: Bill Condon.
Con: Emma Watson, Dan Stevens, Luke Evans, Kevin Kline, Josh Gad, Ewan McGregor, Stanley Tucci, Audra McDonald, Gugu Mbatha Raw, Ian McKellen, Emma Thompson, Sonoya Mizuno, Vittoria Puccini
Dove vederlo a Bergamo e provincia: qui.

 

 

I cartoni Disney (ormai chiamati – giustamente – “classici”) sono stati una visione obbligata per intere generazioni di giovani spettatori. Con il loro misto di musical e narrativa e con le loro storie originali o riadattate dal repertorio classico della fiaba hanno, che lo si voglia o no, segnato un’epoca. Un periodo che oggi appare forse non tramontato per sempre, ma comunque nel corso di un profondo mutamento: i reboot delle storie originali sfruttano attori in carne ed ossa e grafica computerizzata piuttosto che disegni animati. Il risultato, comunque, è tutt’altro che spiacevole: il grande investimento finanziario legato a questi titoli garantisce sempre (o quasi) una qualità decisamente elevata e gli incassi si rivelano sempre soddisfacenti, anche grazie ad un sapientemente calcolato “effetto nostalgia” che riporta in sala gli ex-bambini (ormai adulti) cresciuti con i film Disney.

 

 

Dopo un’intensa campagna di promozione torna in questi giorni in sala una delle più iconiche vicende del pantheon disneyano: La Bella e la Bestia, fiaba classica ma sempre affascinante, si arricchisce di un comparto animato di grandissimo pregio e si presenta come un film dal successo praticamente assicurato. A dirigere il film è stato chiamato Bill Condon, regista ormai navigato che – dopo un debutto decisamente non promettente negli Anni Novanta – pare essersi riconquistato la fiducia dei grandi studios dirigendo film certo non d’autore ma comunque di discreto successo (Kinsey, Dreamgirls, Il quinto potere e gli ultimi due capitoli della parabola cinematografica di Twilight).

Ancor prima di entrare nel merito del film in sé, che riprende senza troppe variazioni la narrativa originale, vale la pena di segnalare che rimettere le mani su un film tanto iconico come La Bella e la Bestia non era un’impresa da poco. Anzi, ventisei anni fa il film Disney si era distinto – fra le altre cose – per la capacità (inedita fino ad allora) di costruire un mondo credibile nel suo essere favolistico, un universo dove dramma e leggerezza riuscissero a convivere efficacemente. Detto questo, fa piacere notare come il regista abbia deciso di attenersi quasi senza nessuna variazione alle proposte del lungometraggio di partenza: le poche aggiunte appaiono piuttosto insapori e forse contribuiscono solo ad aggiornare (leggermente) l’atmosfera del film.

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Condon è a tal punto fedele al modello che pare averlo rifatto: addirittura alcune inquadrature sono esattamente le stesse. In questo, però, non pare esserci assolutamente nulla di male. A chi potrebbe (anche legittimamente) lamentare una deficienza creativa si potrebbe sempre ricordare che La Bella e la Bestia non si è mai presentato (né pensato) come un film d’autore, ma piuttosto come un prodotto in tutto e per tutto legato a problematiche di tipo commerciale. Per tutti gli altri (soprattutto per i più nostalgici, cui il film sembra quasi esplicitamente indirizzato), il gioco di rimandi fra i due film acquista un senso ludico di decifrazione e memoria che non azzera, ma anzi incrementa il piacere derivante dalla visione.

Nel complesso allora La Bella e la Bestia è un film forse meno innovativo di quanto non si sarebbe creduto in base alla campagna promozionale e ai trailer. Spiccano, evidentemente, gli effetti e le trovate visive in computer grafica ma è soprattutto sul gioco del ricordo che il film basa il proprio fascino, a beneficio – evidentemente – di uno spettatore già a conoscenza del dettato originale dell’opera. D’altro canto in film come questo la strada della nostalgia è una delle migliori strategie da seguire e Condon lo ha compreso molto bene: questo è probabilmente il suo film più interessante e riuscito.