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Il Redentore, la città e la sua festa È il giorno in cui andare a Venezia

Il Redentore, la città e la sua festa È il giorno in cui andare a Venezia
Eventi 18 Luglio 2015 ore 17:15

È l'appuntamento immancabile di ogni terza domenica di luglio: Venezia si veste a festa e celebra il Redentore. È un rito che si rinnova dal 1577 quando il senato della città decise di indire una giornata di ringraziamento per la fine della spaventosa peste che aveva decimato la popolazione. In quell'occasione venne commissionata ad Andrea Palladio la costruzione di una chiesa che si affacciasse sulla Giudecca e venne appunto indetta una giornata di festeggiamenti e di devozione.

 

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438 anni dopo, il canovaccio si ripete ancora una volta sabato 18 e domenica 19 luglio. Si inizia con il ponte di barche che permette di attraversare la Giudecca a piedi per arrivare a far visita al Redentore. Il sabato sera tutta Venezia mangia per le strade, con un rito che è tra i più curiosi e interessanti: ognuno porta nelle calli o nei campi tavoli e sedie, per formare una gigantesca tavolata di piazza. Una forma di rinnovata coesione cittadina da cui giocoforza sono escluse le migliaia e migliaia di stranieri che arrivano in città per la festa. In realtà ora è più semplice aggregarsi al rito, in quanto una delle forme di accoglienza più in crescita è quella dell'affitto di appartamenti per poche notti (anche una sola: il portale AirBnb presenta un'offerta enorme). Così, avendo una casa a disposizione, si possono prendere tavoli e sedie e mangiare in riva ai canali come un vero veneziano doc.

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A mezzanotte il clou sono i fuochi sparati dal bacino di San Marco: l'acqua davanti alla Riva degli Schiavoni e davanti alla Riva San Biasio diventa un autentico tappeto di barche che salutano lo spettacolo con le sirene a tutto spiano. Mezz'ora dopo tutto si tace, perché al Redentore inizia la messa di ringraziamento celebrata dal Patriarca. La festa si completa la domenica pomeriggio, con la regata delle imbarcazioni tradizionali sul Canal Grande. Conclusione alle 19 con la solenne messa votiva, naturalmente sempre al Redentore.

La festa della terza domenica di luglio è ormai diventata un appuntamento che va ben oltre le radici popolari, aprendo le porte anch'essa alla globalizzazione. Per capirlo basta vedere l'impressionante sfilata di navi private che fanno a gara per un attracco agli Schiavoni: un habitué è Roman Abramovich, con il suo yacht da 160 metri. Lo scorso anno era giunto in laguna anche l'impressionante e ultramoderno yacht che Philippe Stark ha disegnato per Steve Jobs e che oggi è di proprietà della vedova del signor Apple, Laurene. Venus, questo il nome dell'imbarcazione, misura "solo" 70 metri, ma sembra un'astronave ed è dotata di una plancia di comando con sette iMac da 27 pollici. Così, mentre turisti e "popolino" fanno festa terra, con tavole imbandite alla buona e piatti popolari, sui ponti delle navi si intravedono le sagome di feste esclusive, con decine di personale che s'affretta a servire i commensali. È uno spettacolo curioso, un gioco di opposti che diventano un tutt'uno sotto la grande ala del Redentore.

 

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La festa, nonostante l'alto costo organizzativo, è un affare per Venezia. Il meraviglioso spettacolo pirotecnico comporta un esborso non indifferente all'Amministrazione, ma la folla che osserva a bocca aperti e occhi all'insù dimostra anche che son soldi ben spesi. Anche perché è una festa che non s'addice al turismo di giornata che solitamente contraddistingue il turismo veneziano. Per il Redentore ci si deve fermare a dormire. Per il Redentore gli alberghi si strofinano le mani. Ma per il Rendetore è impossibile non andare a Venezia.

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