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«Italia, lo straordinario luogo comune»

Mafia, pizza e mandolino, un video per dire che l'Italia è molto di più

Mafia, pizza e mandolino, un video per dire che l'Italia è molto di più
Eventi 24 Gennaio 2015 ore 12:09

Pizzaioli, latin lover, festaioli incalliti, eterni bambini. Sono queste alcune delle etichette che, in diverse occasioni, sono state affibbiate al popolo italiano. Ma ora basta, è venuto il momento di darci un taglio. E così il Ministero per lo Sviluppo Economico ha realizzato un cortometraggio di qualche minuto pronto a sfatare tutti questi falsi miti. Il Vice Ministro Calenda l’ha mostrato qualche giorno fa in anteprima a Davos. Il video s’intitola Italy the Extraordinary Commonplace e, oltre a rilanciare con forza la presenza di Expo sul nostro territorio, cerca di svincolare il Made in Italy dagli unici ambiti a cui è solitamente associata: prodotti di moda e agroalimentari. «C’è di più, molto di più» è questo il messaggio racchiuso nel video.

La prima immagine del cortometraggio mostra due mani coperte di polvere bianca, sembrano quelle di un panettiere coperte di farina: «Italiani pizzaioli?», suggerisce il sottopancia. Quando il quadro si allarga, però, compare a tutto schermo il modellino di un progetto e l’architetto che lo sta ultimando, la frase che correda l’immagine è «L’Italia è leader mondiale nella realizzazione di infrastrutture: mille in 90 Paesi». Il secondo cliché sugli italiani richiama quell’aria da latin lover che ci portiamo dietro; ma, mentre ci dà l’illusione di stare affrontando il tema, il video in realtà mostra le eccellenze nel settore manifatturiero d’alta gamma. E le immagini continuano così, tra equivoci simpatici e nuove scoperte.

Mafia, pizza e mandolino (soprattutto mafia). Sono questi le principali etichette con cui spesso viene bollato il popolo italiano. Queste due categorie sono naturalmente legate alle vicende del Bel Paese, ma ridurre tutta la sua gloriosa storia unicamente a tali realtà sembra veramente poca cosa. È vero che molti mafiosi attivi all’inizio del secolo scorso avevano il passaporto italiano; tra gli altri, Vito Genovese, Jhon Gambino, Lucky Luciano, Frank Costello, Al Capone. Però bisogna anche ricordare, ad esempio, che Joe Petrosino, il poliziotto che iniziò un’agguerrita e serrata lotta contro la cosiddetta Mano Nera (e ne fu anche vittima) era di origini italiane.

Ad ogni modo, il facile pregiudizio non scompare. Al contrario, in alcuni casi, si è trascinato fino ai giorni nostri. Robert Messa, presidente dei Sons of Italy, la più antica associazione degli italoamericani, si è più volte lamentato di questa facile etichetta. «Pubblicizzano mentine, succhi di frutta, siti Internet usando personaggi italiani dipinti come mafiosi e galoots, zoticoni».