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Strade, luoghi e manifestazioni

Perché si chiama Boccaleone?

Perché si chiama Boccaleone?
Eventi 05 Settembre 2015 ore 19:05

Una delle leggende sull'origine del nome di Boccaleone vuole che esso derivi da una buca a forma di bocca di leone collocata in passato proprio nello storico quartiere, esattamente in Via Rosa. Si dice che i cittadini vi depositassero le delazioni destinate al governo, allora corrispondente alla potente Serenissima, e il cui simbolo era, come è ben noto, il leone. Da qui, la scelta di posizionare la buca a est della città lungo la strada per Venezia.

Oggi il quartiere di Boccaleone conta circa 8500 abitanti e si estende su una superficie che confina con i comuni di Seriate e Orio al Serio. Ha una parrocchia attiva e una comunità vivace, formata da molti giovani e da una buona fetta di extracomunitari, perlopiù marocchini, boliviani e senegalesi. L'oratorio è uno dei principali punti di ritrovo per la gente del quartiere (e non), e molto apprezzate sono le attività sportive rivolte ai giovani: il calcio (il Centro Giovanile Virescit Boccaleone ha riscosso in passato un discreto successo), il basket, la pallavolo e il calcio balilla.

 

 

Avventurarsi in Boccaleone significa lasciarsi affascinare dalle tipiche case da borgo ancora presenti nelle tortuose vie e scoprire alcuni edifici di inaspettato interesse storico e artistico. Partendo dalla piazza principale, in Via Santa Bartolomea Capitanio, si trovano la Chiesa dei Santi Pietro e Paolo e la vecchia chiesetta del 1260. La prima, fondata nel 1910 e inaugurata nel '54, è una costruzione imponente e massiccia realizzata sul progetto dell'architetto bergamasco Elia Fornoni. Le statue dei due Santi sorgono severe e longilinee sulla facciata dell'edificio, quasi a sorreggere spiritualmente i due importanti campanili. L'interno a una navata contiene gli affreschi del pittore Arturo Compagnoni e alcuni tesori artistici. Da vedere: il grande crocifisso sopra l'altare maggiore realizzato da Eugenio Coter (1943), le statuette dei Santi Pietro e Paolo poste nelle nicchie dell'altare maggiore, opera dello scultore Camillo Magni (1937) e il Pulpito in legno dei Fratelli Brozzoni.

La vecchia chiesa del 1260, che sorge all'angolo della via e all'ombra del vicino viadotto, è oggi un negozio di restauro. Viene rinnovata e ampliata nella seconda metà del 1800 (Boccaleone diventa parrocchia nel 1847), quando l'allora parroco don Giuseppe Fenaroli fa erigere un nuovo campanile e sui resti di quello vecchio fa costruire la canonica, visibile ancora oggi appena dietro la chiesa.

 

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Diamo le spalle alla ex chiesa e buttiamo l'occhio a quella parte del sotto viadotto che questa estate ha ospitato i laboratori a cielo aperto dell'associazione Open Space. Per anni teatro di esperienze negative, tra senzatetto e tossicodipendenti che sfruttavano l'area di abbandono dell'ex convento delle Clarisse e di quello che doveva diventare il centro sportivo dell'Atalanta, il parcheggio del sotto viadotto è stato reinventato con successo lo scorso luglio, grazie a concerti, conferenze, mercatini e street art che hanno riempito lo spazio underground così come le serate dei molti accorsi.

Proseguendo su Via Boccaleone si incontrano alcune tipiche case da borgo, talune perfettamente ristrutturate. Gli esterni in pietra a vista, i grandi portoni contornati dai mattoni rossi, la dimensione contenuta degli edifici a due, massimo tre piani e i cortili interni rendono piacevole la passeggiata nella via. Altri esempi si possono osservare qua e là in tutto il quartiere, specialmente nella zona attorno a Via Piccinelli. Qui si trova anche il Convento delle Suore Missionarie Comboniane, arrivate a Boccaleone nel 1905 e stabilitesi nell'ex Villa dei Conti Romilli.

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Usciamo da Via Boccaleone e arriviamo in Via Gasparini, che percorriamo sino a trovare alla nostra destra la vecchia Cascina Ravelli. Ristrutturata nel 2003, è ora sede della biblioteca Betty Ambiveri, che ha occupato l'area delle vecchie stalle e dei fienili. La parte rimanente è stata invece destinata ad abitazioni. Un altro esempio di casolare magistralmente ristrutturato si trova in Via Rovelli. Prima di arrivarci possiamo fare tappa al Monastero di Clausura delle Clarisse, in Via Lunga. Qui le parti aperte al pubblico sono la chiesa e la foresteria (se volete documentarvi sulla storia del convento, tra qualche mese dovrebbe uscire un libro scritto dalle suore con l'aiuto di alcuni storici bergamaschi). Attraversando il passaggio a livello e voltando a destra, ci ritroviamo su Via Rovelli, da dove osserviamo la Cascina Gargana. La vista del casolare con la sua torretta centrale, la corte interna e la vecchia chiesetta esterna va a chiudere in modo più che soddisfacente la nostra escursione in Boccaleone, che si può definire a tutti gli effetti un quartiere ricco e vivo, se sai dove guardare.

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Eventi a Boccaleone:

 

Sabato 5 settembre,  “La Notte di Boccaleone” in Via Tolstoj (zona Clementina)

17.30–19.30: animazione, stand, giochi e ristoro

20: concerto Karavan Orchestra

22: concerto Zibram

Durante l'evento saranno a disposizione truccabimbi, aree gioco, artisti di strada, aree ristoro e dimostrazioni ambulanza

In caso di maltempo l'evento verrà rimandato a sabato 12 settembre

 

Fino al 27 settembre, “Il Circo di Moira Orfei” in Via Lunga (zona Fiera)

Tutti i giorni due spettacoli alle 17.30 e alle 21

Martedì e mercoledì riposo

Domenica 27 settembre solo 17.30