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Gli incredibili scatti

Questa è l’isola che non c’era

Questa è l’isola che non c’era
Eventi 18 Marzo 2015 ore 15:40

Lì, dove prima c’era solo un’enorme distesa blu senza soluzione di continuità, dove le onde s’infrangevano su altre onde come in un lungo e infinito abbraccio, proprio lì, nel bel mezzo dell’oceano Pacifico, da gennaio è nata una nuova isola. A 65 chilometri dal Regno di Tonga, lo Stato insulare della Polinesia, precisamente 45 chilometri a Nord-Ovest della capitale Nuku'alofa, un’eruzione vulcanica sottomarina avvenuta nel mese di gennaio ha dato avvio alla formazione della nuova macchia di terraferma, larga 800 metri e lunga 1,3 chilometri.

 

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[Gianpiero Orbassano (a sinistra) con l'amico sulla nuova isola. Ph. GP Orbassano]

 

Le prime incredibili immagini del luogo più nuovo al mondo, le ha fornite un nostro connazionale, Gianpiero Orbassano, 63enne proprietario dell’hotel Waterfront di Tonga. Torinese, sotto la Mole era un fotografo quando, 20 anni fa, decise di cambiare totalmente vita, trasferendosi in uno dei luoghi che lui (ma non è il solo) definisce il paradiso sulla Terra. Qui, in una domenica come tante, Orbassano è salito con un amico e il figlio in barca, per fare un’escursione nelle meravigliose acque dell’arcipelago: «Era un giorno perfetto, con il cielo e il mare di un azzurro intenso» ha raccontato l’italiano a una radio australiana. E navigando in quelle acque, all’improvviso, s’è trovato davanti un’isola che, fino a pochi giorni prima, non c’era.

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Orbassano non ci ha pensato due volte e ha deciso di esplorare quella piccola terra nata dal nulla: «La giornata era stupenda e salendo sull’isola avevi una vista meravigliosa. Un paradiso, con migliaia di uccelli marini che vi depositano le uova». Si possono solo immaginare le emozioni provate dall’albergatore mentre si inerpicava su quella terra ancora calda. Orbassano, armato della sua amata macchina fotografica, ha scattato immagini meravigliose, le prime dell’isola “che non c’era”, come è stata presto ribattezzata questa terra, nata dal nulla e a cui ancora nessuno ha pensato che nome dare. Orbassano spiega che l’isola è piena di piccoli laghi naturali dall’acqua verde smeraldo, che emanano ancora un forte odore di zolfo. Forse per deformazione professionale, commenta: «Questo può essere un luogo fantastico per i turisti. Non è nemmeno molto distante dalla capitale». E in effetti, come riporta il sito Matangi Tonga, ci sono già stati i primi visitatori, attratti dal fascino dell'ignoto e dalla stupefacente bellezza del posto.

 

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[L'area del Pacifico prima e dopo l'eruzione vista dal satellite]

 

Non sono però d’accordo gli scienziati. Matt Watson, interpellato dalla BBC, ha sottolineato come quella terra emersa sia ancora instabile: «Essendo nata da un’eruzione vulcanica assai recente, suppongo che l’isola sia composta per la gran parte da materiale liquido e non consolidato. Essendo nata dalla frammentazione del magma, è composta fondamentalmente da piccoli pezzi di roccia, l’uno sopra l’altro, che hanno formato la terra emersa. Non è stabile e avventurarsi sul’isola, oggi, è molto pericoloso, anche perché è vulnerabile alle onde». Dello stesso avviso è Mary Lyn Fonua, editrice del sito Matangi Tonga, che si era già avvicinata in barca a eruzione in corso: «Siamo arrivati circa a 700 metri di distanza dal vulcano, poi, con una piccola imbarcazione, il rischio era troppo alto. È una vista affascinante la nascita di una nuova terra, ma anche molto rischiosa. Io non riesco proprio a capire come il signore sia riuscito a salirci. Non so neppure se l’eruzione è ancora in corso, è veramente pericoloso».

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Il vulcano che ha dato vita a questa meraviglia della natura è lo Hunga Tonga-Hunga Ha'apai e fa parte del cosiddetto “Ring of Fire” (anello di fuoco), una zona subacquea del Pacifico nota per l’alta attività vulcanica e sismica. Così come possono nascere nuove terre, allo stesso modo possono essere distrutte: nel 1883, a Karatoa (Indonesia), un’eruzione vulcanica creò un disastro senza precedenti. L’eruzione distrusse gran parte dell’area circostante, spazzando via ogni cosa. Il suono che creò quell’evento è considerato, ancora oggi, il più forte mai sentito nella storia dell’uomo (leggere QUI per credere).

 

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Lo Hunga Tonga-Hunga Ha'apai non batte però, in termini di costanza eruttiva, il Kilauea, vulcano sottomarino che si trova nei pressi della Big Island delle Hawaii. L’eruzione di questo, infatti, dura ininterrottamente da 32 anni, precisamente dal gennaio del 1983. Da allora, ogni giorno, rilascia gocce di lava nel mare, andando a ingrandire a piccoli passi la massa dell’isola hawaiana. Meraviglie della natura.

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