Il nuovo bandierù e le maglie

Tifoserie così ce ne son poche Le foto di un galà in nerazzurro

Tifoserie così ce ne son poche Le foto di un galà in nerazzurro
Eventi 01 Giugno 2015 ore 11:15

"La tua maglia ha cambiato colore ma Bergamo ti porta nel cuore". La grande scritta sopra la curva Nord accoglie Jack Bonaventura all'ingresso in campo per il riscaldamento. Il figlio di Zingonia riceve anche il premio che spetta ad ogni ex che si rispetti al suo ritorno: il mega bottiglione di vino da 5 litri. Jack posa per le foto di rito, poi si gira verso i tifosi che non l'hanno dimenticato e mai lo faranno. Alza le braccia, saluta, stringe i pugni come dopo un gol. Non lo farà dopo, in partita, dopo aver timbrato l'impietosa doppietta che abbatte la sua Atalanta. Ma non si può avercela con lui e infatti, quando Inzaghi lo sostituisce, scatta la meritata standing ovation.

12 foto Sfoglia la gallery

Bandierone chic - Il Jack Day è il capitolo più bello di un'altra festa mancata. Il popolo nerazzurro, nonostante il ponte, riempie lo stadio nella speranza di chiudere in bellezza un campionato bruttino. La Nord per l'occasione sfoggia il nuovo bandierone: più piccolo di quello tradizionale, però molto chic. Il volto della Dea si staglia sullo sfondo nerazzurro, emergendo nel bel mezzo della marea umana dei tifosi. L'atmosfera è suggestiva e si incendia ancor di più quando Baselli, altro talento fatto in casa, butta giù la porta di Abbiati. Boato assordante, il Diavolo è colpito e spaventato. Ma come troppe volte quest'anno, è solo un'illusione. Pazzini, cuore ingrato, pareggia su rigore. Poi Jack infierisce.

20 foto Sfoglia la gallery

Famiglia nerazzurra - Sugli spalti la gente non se la prende troppo, un po' per rassegnazione un po' perché ormai dai, è fatta, siamo comunque salvi. Anche in tribuna vip i minuti scorrono via senza stress. Ci sono le famiglie dei giocatori al completo: i pargoli, con divisa nerazzurra d'ordinanza, sfilano prima e dopo il match in braccio ai loro padri. Tra i due momenti clou, riempiono i 90 minuti a modo loro: qualcuno gioca con mamma, altri si gustano l'hot dog, molti semplicemente ronfano. Le wags atalantine sorridono più del solito, si vede che non c'è l'ansia del risultato. Dal gruppo ad un certo punto sbuca anche un teleobiettivo per immortalare gli amati sul campo.

Qualche fila sopra spuntano i giornalisti giapponesi, che hanno occhi solo per il loro Honda. Calati in massa a Bergamo, prima del fischio svuotano il buffet in sala stampa: le tartine al salame spariscono in un baleno, altro che sushi.

20 foto Sfoglia la gallery

Maglie d'antan - L'invito a vestirsi con maglia nerazzurra, magari d'antan, non cade nel vuoto. Sulle tribune spunta di tutto. C'è anche la casacca atalantina di Inzaghi, doveroso omaggio a Superpippo. Peccato che venga proposta in un accostamento assai improbabile: a sinistra "c'è" Barreto, a destra Tissone. Qualcuno porta sulle spalle Lorenzi, l'uomo che una volta fece secca la Juve. Ma c'è anche chi sfoggia il 27 di Doni, come se nulla fosse accaduto. In campo, le maglie nerazzurre rincorrono invano il pareggio. E alla fine riabbracciano i figlioletti per il giro di campo. Non trionfale, però comunque applaudito. Gli ultras del Milan tolgono il disturbo prima. A un quarto d'ora dal termine se ne vanno sdegnosi, in polemica continua con la società. Poco importa ai bergamaschi, che restano (quasi) tutti per la passerella finale. C'è anche da salutare Scaloni, vecchio pirata che si congeda. Non c'è tempo per commuoversi, però, perché gli Atalanta boys strappano un sorriso: all'improvviso si sganciano dai genitori e sciamano di corsa verso la porta, inseguendo il pallone. Puro istinto e divertimento, la tattica può attendere. Reja osserva e lascia fare: è da due mesi che si sforza di spiegare gli schemi ai loro papà, figuriamoci. Per quest'anno può bastare.

28 foto Sfoglia la gallery