Spettacoli
sotto una buona stella

Il "Re Lear" dà il via alla nuova stagione di prosa del Donizetti, con oltre 4 mila abbonati

Lo spettacolo, che vede per la terza volta nei panni di Lear l'attore Glauco Mauri, andrà in scena dal 14 al 19 dicembre

Il "Re Lear" dà il via alla nuova stagione di prosa del Donizetti, con oltre 4 mila abbonati
Spettacoli Bergamo, 09 Dicembre 2021 ore 16:31

La stagione di prosa al Teatro Donizetti, al via martedì prossimo (14 dicembre), prende le mosse partendo da un dato confortante visto il momento ancora segnato dalla pandemia: quello degli oltre 4 mila abbonamenti staccati.

«Tanta emozione accompagna l’inizio di questa nuova stagione – commenta Maria Grazia Panigada, direttrice artistica della stagione di prosa e altri percorsi della Fondazione Teatro Donizetti -. Le molte persone che lavorano all’interno della Fondazione, il pubblico e gli artisti hanno atteso questo momento e ognuno, nel proprio ruolo, se lo è prefigurato. Non vediamo l’ora di ricominciare a condividere spettacoli di diversissimo ingegno, stile, poetica e contenuti, tutti di altissima qualità. Abbiamo voglia di stupirci, divertirci, ma anche di ricominciare a fare del teatro un centro vivo di riflessione e d’incontro della comunità».

Da martedì a domenica 19 dicembre (alle 20.30; domenica alle 15.30) andrà in scena il classico shakespeariano Re Lear, nell’interpretazione di un grande maestro del teatro Italiano, Glauco Mauri, nei panni del protagonista principale. Lo spettacolo, che proprio da Bergamo riprende il suo viaggio nei teatri d’Italia dopo il primo lockdown del 2020, vedrà sul palcoscenico anche Roberto Sturno (Conte di Gloucester) e un cast parzialmente rinnovato con  Linda Gennari (Goneril), Melania Genna (Regan), Emilia Scarpati Fanetti (Cordelia), Francesco Sferrazza Papa (Edgar), Woody Neri (Edmund), Dario Cantarelli (Matto), Laurence Mazzoni (Conte di Kent), Giulio Petushi (Oswald), Marco Blanchi (Duca di Albany), Francesco Martucci (Duca di Cornovaglia).  La regia è stata affidata ad Andrea Baracco, mentre la traduzione è di Letizia Russo.

Mauri, nella sua lunga carriera artistica, ha dato vita a 24 personaggi shakespeariani e affronta per la terza volta, in modo diverso rispetto alle due precedenti, quella che viene considerata la «più titanica tragedia di Shakespeare, dramma dell’amore padri-figli e della follia».

«Non ho mai smesso di credere che bisogna sempre mettersi in discussione, accettare il rischio pur di far sbocciare idee nuove per meglio comprendere quel meraviglioso mondo della poesia che è il teatro - racconta Glauco Mauri nelle note di presentazione dello spettacolo -. Ed eccomi qui per la terza volta, alla mia veneranda età, impersonare Lear. Perché? Mi sono sempre sentito non all’altezza ad interpretare quel sublime crogiolo di umanità che è il personaggio di Lear. In questa mia difficile impresa mi accompagna la convinzione che per tentare di interpretare Lear non servono tanto le doti tecniche maturate nel tempo, quanto la grande ricchezza umana che gli anni mi hanno regalato».

«Quello che mi ha sempre colpito di questa tragedia – aggiunge il regista Andrea Baracco -, che è una delle più nere e per certi versi enigmatiche tra quelle dell'autore inglese, è che sotto quel “nero” sembra splendere qualcosa di incredibilmente luminoso e proprio questa luce sepolta dall'ombra la rende così affascinante».

Riduzione e adattamento dello spettacolo sono a cura di Andrea Baracco e Glauco Mauri, le scene e costumi sono di Marta Crisolini Malatesta, le musiche di Giacomo Vezzani e Vanja Sturno. Luci di Umile Vainieri e la produzione della Compagnia Mauri Sturno – Fondazione Teatro della Toscana. La durata è di 2 ore e 50 minuti, intervallo compreso.