Sotto sotto ci piacciono

Il cafonometro delle luminarie (ce le sorbiamo ancora un po’)

Il cafonometro delle luminarie (ce le sorbiamo ancora un po’)
28 Dicembre 2019 ore 09:05

Il Natale ha portato calorie, stati di ebbrezza, liti in famiglia, tribune politiche, sensibilizzazione allo sconsiderato incremento demografico e conseguente inquinamento acustico. Ma la cafonaggine delle decorazioni persiste per almeno altre due settimane. Una rassegna del travestimento natalizio.

 

10) Il vicino esoso

Il vicino di casa che sente lo spirito natalizio con spirito olimpionico sfogherà la sua competitività addobbando il patio con un tripudio di luminarie, senza alcuna logica, con grovigli casuali e un cervo alto un metro e mezzo con le corna catarifrangenti.

Livello cafonaggine: abbaglio.

Piace perché: sicurezza di ogni anno.

 

9) Il vicino triste

Controbilanciando l’esoso, il tristone appiccica una fila di lucina, la metà fulminate e l’altra metà in via di inesorabile guasto definitivo. La ragione di un tale approccio: vandalismo? Polemica? Chissà.

Livello cafonaggine: tristezza Dickensiana.

Piace perché: sicurezza di ogni anno pt. 2.

 

8) Le precoci

Il vicino che a metà ottobre inizia a montare delle misteriose impalcature elettriche disorienta sempre un po’, all’inizio. Quando gli aperitivi dell’estate sono un ricordo troppo recente, il Natale è uno spauracchio lontano. Improvvisamente, verso il 30 ottobre, l’epifania: l’incipiente Natale.

Livello cafonaggine: che fretta c’era, maledetta luminaria…

Piace perché: qualcuno che si organizza, finalmente.

 

7) Il centro commerciale

Una cafonaggine bombastica, uno schifo di pioggia di luci, il trionfo del kitsch, indescrivibile cattiveria alla retina. Basta, ridimensionatevi.

Livello cafonaggine: evidente.

Piace perché: vecchie certezze.

 

6) Il centro città

Il centro città sotto Natale diventa un girone dell’Inferno, una punizione per chiunque si avvicini. E, onestamente, le decorazioni luminose cafone sono l’ultimo dei problemi, ma sempre degne di nota. Non è mai facile capire se sono più cafone quelle che raffigurano elementi natalizi o quelle minimaliste concettuali.

Livello cafonaggine: urbano.

Piace perché: spirito natalizio confermato.

 

5) L’ufficio

Anche al lavoro, nonostante le imminenti scadenze e le inevitabili camurrie, la decorazione natalizia s’ha da fare. Loghi con i cappellini, alberelli posizionati in maniera del tutto casuale dovrebbero scaldare l’ambiente, rendendo in realtà il tutto totalmente decontestualizzato.

Livello cafonaggine: stelle comete ovunque.

Piace perché: in due settimane è tutto finito.

 

4) Le incomprensibili

Esiste una deriva psichedelica delle decorazioni di Natale: quelle che non raffigurano nulla. La mente inizia a vagare cercando significati, così scavando nei meandri più nascosti dell’inconscio alla ricerca di interpretazioni.

Livello cafonaggine: ma è una candela o un’arma?

Piace perché: introspezione natalizia.

 

3) Il presepe sproporzionato

Il bambino grande come il padre.

Livello cafonaggine: giù le mani dalla natività.

Piace perché: immancabile errore.

 

2) L’albero su Instagram

Basta. Veramente. Basta. Fa schifo.

Livello cafonaggine: inutili testimonianze.

Piace perché: abbiamo bisogno di certezze.

 

1) Tornare alla normalità

Togliere le lucine: non vuole farlo nessuno. Il centro come prima: obiettivamente, un po’ più triste.

Livello cafonaggine: siamo tutti dei sentimentaloni.

Piace perché: è finita, anche quest’anno ce l’abbiamo fatta.

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