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Apple, tutte (ma proprio tutte) la novità dell’iPhone 6

Apple, tutte (ma proprio tutte) la novità dell’iPhone 6
10 Settembre 2014 ore 11:16

Eravamo tutti lì ad aspettare il nuovo oggetto-del-desiderio con la mela morsicata bene in vista e ce ne sono stati regalati (per modo di dire: presentati è meglio) due: quello previsto (iPhone 6) e quello imprevisto (iPhone 6 Plus). Il secondo è più grande.

Cosa colpisce subito, appena lo si vede? Il display (lo schermo) enorme. Il modello base (iPhone 6) presenta un display Retina HD da 4,7 pollici, il che significa che la diagonale del rettangolo è di circa 12 cm (11.9, per la precisione). Il display del fratello maggiore (iPhone 6 Plus) è di 5,5″, equivalente a una diagonale di 14 cm. Mai vista una cosa simile in casa della mela. E in HD, ossia in alta definizione.

Cosa si capisce dalle clip di presentazione della casa di Cupertino? Che la risoluzione dello schermo del piccolo è di 1334×750 pixel per centimetro quadro (una nitidezza sorprendente)  e mentre quella del maggiore raggiunge i 1920×1080 pixel/cmq (spaventosa). Il problema di immagini così tremendamente precise è che non migliorano la vista, quindi uno che ci vede poco di suo non riuscirà a sfruttarne tutta la nitidezza. Scherzi a parte, avere a che fare con schermi come questi è un vantaggio per gli occhi. In più la Apple li ha dotati di una tecnologia IPS (In Plane Switching) che non solo permette “di vederci bene” anche quando non si è proprio perpendicolari allo schermo, ma aumenta anche ulteriormente la nitidezza delle immagini.

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Altra cosa che non si vede, ma che viene detta nel sito della Apple, è che tutte le app già disponibili nello store (il negozio virtuale) saranno automaticamente adattate (“scalate”) a questi nuovi display. Quelli che “se non ho tutto, allora non lo prendo” saranno felici di sapere che il modello Plus consente (“supporta”) anche la modalità landscape (“paesaggio”; al cinema si sarebbe detto “cinemascope”) che i possessori di un iPad hanno già potuto apprezzare.

Torniamo adesso alle cose che si vedono – o meglio si immaginano – dai filmati. La scocca, la carrozzeria, la forma esterna dei due gemelli asimmetrici è seamless (liscia che più liscia non si può, perché priva di sporgenze, canaline o saldature) e dello spessore di una matita o di una biro: 6,9 mm per iPhone 6 e 7,1 per il modello Plus. In alluminio satinato con inserti in gomma è disponibile in nero, argento e oro. Bianco? No. Il bianco satinato è orribile.

Dentro cosa c’è? Un motore che qualche tempo fa avremmo detto Ferrari e oggi tocca dire Mercedes: il nuovo processore A8 a 64bit con velocità della CPU cresciuta del 25% rispetto al modello 5s e grafica più veloce del 50percento. Che è come dire che quello che il modello 5s faceva in 5 millisecondi adesso viene fatto in 4 e che le immagini ci mettono la metà del tempo a farsi nitide, anzi più nitide per quel che si è detto sopra. Entrambe le cose servono soprattutto per i filmati e per i giochi. Se si usa il telefono solo per leggere i messaggi e farsi i selfie la differenza si nota poco. Ma se – come è successo nel corso dell’evento – capisci che puoi giocare in rete sapendo che il cervello del telefonino è in grado di muovere contemporaneamente oltre cento “oggetti” tra personaggi e sfondi, le cose cambiano.

C’è poi tutta una parte molto sofisticata (il suo nome tecnico è coprocessore SoC A8 a 64 bit) che consente di avere tra le mani un device (dispositivo, in questo caso l’iPhone) che risulta 50 volte più veloce del primo iPhone uscito sul mercato sul quale si può giocare come su alcune console di ultima generazione. Questo SoC è stato integrato con un coprocessore di movimento (il sistema che permette di gestire in tempo reale tutti i dati di movimento provenienti dalla bussola, dall’accelerometro e dal giroscopio) la cui sigla è M8 e che agevolerà in maniera significativa l’uso delle mappe. Questa SoC gestisce anche tutta la parte relativa a quella che alcuni hanno iniziato a chiamare “la coscienza che il computer ha di sé”. Il telefonino sa infatti dove si trova (per gestire le mappe  come si è detto, agganciarsi a una cella telefonica, scegliere tra la rete telefonica e quella domestica, …) in che posizione si trova (verticale o orizzontale, appoggiato su un tavolo o tenuto inclinato, al buio o in luce viva,…) e, adesso, anche a che altitudine si trova. In altre parole, ci hanno aggiunto l’altimetro.

A proposito della connettività va detto che i due gemelli difformi sono delle schegge quando devono trovare la rete perché, fra l’altro, sono in grado di accettare oltre 20 bande e in casa – o in una qualsiasi area Wi-Fi – vanno tre volte più veloci di prima. Certi paragoni non si possono fare – li si facevano per riderci su al tempo dei primi pc – ma è come se, passando da un vecchio modello di Panda ad uno nuovo, la velocità di crociera passasse da 120 a 360 Km/h.

E passiamo alla parte fotografica e cinematografica. Qui si vede che ci hanno pensato su molto a lungo e molto bene. Hanno lasciato la sensibilità di 8 Megapixel, senza farsi trascinare nel vortice di chi ne promette di più, perché sanno che tanto le foto col telefonino raramente diventeranno più grandi di uno schermo di computer o di Mac. E per queste dimensioni 8Mpx sono più che sufficienti. Hanno invece puntato tutto sulla velocità di messa a fuoco, perché sanno che con l’iPhone si faranno soprattutto istantanee di ragazzi in gita o comunque in situazioni occasionali nelle quali bisogna cogliere l’attimo fuggente. E sulla qualità della messa a fuoco, che è davvero incredibile perché consente di scegliere quali diversi elementi della scena privilegiare. Una cosa che un fotografo tradizionale, non digitale, non potrebbe mai immaginarsi di fare (o di far fare alla sua macchina). Anche lo scatto è stato velocizzato, così che non succederà più che l’obiettivo si metta in funzione quando la quaglia è già fuggita da un pezzo. C’è scritto che fa anche meno rumore. E poi sarà possibile scattare foto panoramiche (quelle che si muove la macchina ma viene una foto sola); per chi ha la mano tremula o emozionata c’è – ma solo sul Plus – uno stabilizzatore meccanico che evita le foto “mosse”: insomma, sbagliare una foto sarà davvero impossibile. Lo dicevano anche dei modelli precedenti, ma adesso è diventato una specie di dogma. Notoriamente falso, fra l’altro, perché le foto non le fa la macchina, ma l’occhio di chi la tiene in mano.

Volete fare del cinema? Con l’iPhone 6 Plus potrete registrare video in Full HD a 30fps o 60fps, oltre che a 120fps o 240fps in modalità Moviola. fps “Significa Feet Per Second” (piedi al secondo) e ovviamente più alta è la velocità di ripresa, più rallentata sarà la scena. Fino alla moviola, come è detto sopra.

Quanto consumano i due gioiellini? Meno di prima. Hanno la batteria più grande che dura, in proporzione, di più: 11 ore di navigazione Wi-Fi su iPhone 6 e 12 su iPhone 6 Plus. Un giorno intero, in un’area Wi-Fi.

E poi la chicca: l’NFC, ovvero la Near Field Communication (la comunicazione in prossimità). È la tecnologia che fornisce connettività wireless bidirezionale a corto raggio (fino a un massimo di 10 cm). A cosa serve l’NFC? a mettere in comunicazione, per esempio, il telefonino con un lettore bancomat o di carte di credito, così da pagare senza digitare niente, firmare niente, esibire documenti o altro. Si mette l’iPhone accanto alla macchinetta ed è tutto. E questo perché Apple non ha soltanto inserito il meccanismo: ha anche creato un sistema di pagamento chiamato Apple Pay, che funzionerà nei circuiti che vorranno adottarlo.

Ma è sicuro? Per ora è il più sicuro che esista perché l’iPhone si sblocca solo con l’impronta digitale del proprietario (Touch ID: Tocco d’identità) e in più bisogna disporre di Passbook, un’app sviluppata da Apple che permette di gestire biglietti di viaggio e carte fedeltà. Basterà scattare una foto per memorizzare la carta di credito (Mastercard, Visa e American Express) e tutto quello che resterà da fare sarà avvicinare l’iPhone alla macchinetta. Come scrivono al termine dei trailer sullo schermo cinematografico: da ottobre.

I nuovi iPhone arriveranno già con iOS 8 (la versione più recente del sistema operativo sviluppato da Apple per iPhone, iPod touch e iPad) disponibile dal 17 settembre. iPhone 6 e iPhone 6 Plus saranno in vendita negli Apple Store americani già dal 19 settembre e in Italia si potrà ordinarli dalla settimana successiva, ossia dal 26 settembre. Il prezzo del modello più piccolo è fissato a partire da 729 euro, l’altro da 839. iPhone 6 sarà compatibile con Apple Watch, che presenteremo in una prossima occasione.

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