Chi avrà la meglio?

Apple vs Google, la grande sfida Tutti i fronti della battaglia

Apple vs Google, la grande sfida Tutti i fronti della battaglia
08 Maggio 2015 ore 14:58

 

Motore di ricerca

Ancora per qualche tempo Siri e Spotlight, i due famosi servizi che si trovano su tutti i dispositivi Apple, si appoggeranno a Google, anche se presto le cose potrebbero radicalmente cambiare. S’inizia a vociferare che la geniale creazione di Steve Jobs abbia cominciato a progettare un motore di ricerca tutto suo. Che qualcosa bollisse in pentola era già emerso qualche mese fa, quando numerosi siti online dedicavano spazio ad un sospetto annuncio di lavoro targato Apple: engineering project manager per un misterioso Apple Search.

L’azienda di Cupertino, al momento possiede già un proprio crawler, ovvero un software che analizza i contenuti di una rete in un modo metodico e automatizzato. Un crawler, detto con parole semplici, è una sorta d’investigatore che raccoglie dati e consente di creare un database di contenuti presenti in rete. Quello di Apple si chiama Applebot e viene utilizzato per migliorare le prestazioni Siri e Spotlight. Per il momento la situazione è questa, vedremo nei prossimi mesi che cosa succederà.

 

Musica

La rivalità tra Apple e Google si sta acuendo anche sul fronte musica. Secondo quanto scritto da numerose testate online la mela morsicata sarebbe pronta a dar del filo da torcere all’azienda di Mountain View con nuovo servizio di streaming musicale. In sostanzia si tratta di una rivisitazione in chiave iTunes della piattaforma Beats, acquisita un anno fa per tre miliardi di dollari, ma i dettagli tecnici e grafici sono ancora tassativamente top secret.

La strategia di Apple è quella di convincere le maggiori case discografiche ad annullare i precedenti contratti stipulati con la altre piattaforme leader sul mercato in questo momento: Spotify e Youtube. Le spinte nei confronti dei colossi discografici hanno attivato  gli ispettori del Dipartimento di Giustizia americano volti a tutelare gli interessi di tutte le parti in causa. Naturale che il servizio di Apple sarà a pagamento. Al momento sembra che la tariffa che da adottare si aggiri intorno ai 7,99 dollari al mese, cioè due in meno rispetto ai 9,99 di Spotify. Sul prezzo, però, c’è ancora confusione e alla fine la tariffa potrebbe comunque toccare 9,99 dollari.

 

Smartwatch

Il testa a testa tra i due colossi coinvolge anche i nuovissimi orologi digitali. Da qualche settimana Google ha reso pubblico un aggiornamento di Android Wear che sostanzialmente facilita l’uso degli smartwatch e li rende meno vincolati allo smartphone. Le peculiarità di questo nuovo aggiornamento sono: la compatibilità con il wi-fi, maggiori funzioni attivabili con un dito e la possibilità di disegnare emoji sullo schermo dell’orologio.

È proprio la prima caratteristica quella che potrebbe maggiormente dar del filo da torcere all’Apple Watch. Infatti, gli orologi Apple dipendono quasi totalmente dalla presenza di un iPhone, al contrario di quelli che supportano Wear che per ricevere notifiche, sms e chiamate possono semplicemente sfruttare una connessine alla rete. L’intuizione di Google non è da poco, adesso si attende la risposta di Tim Cook.

 

Applicazioni

Sul fronte applicazioni, Apple vince la sfida contro Google per ricavi generati da app scaricate, anche se l’azienda di Mountain View batte il colosso di Tim Cook rispetto alla quantità di download. Questi dati arrivano dalla società di ricerca App Annie e spiegano che nel primo trimestre di quest’anno i ricavi di Apple sono stati nettamente più alti (quasi del 70 percento) rispetto a quelli di Google la quale, però, vanta un 70 percento di app scaricate in più.

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