I poveri accompagnatori

Il cafonometro degli eventi culturali C’è sempre lo spettatore esaltato

Il cafonometro degli eventi culturali C’è sempre lo spettatore esaltato
20 Novembre 2019 ore 11:23

In auditorium non attrezzati, in spazi dalla pessima acustica, troppo piccoli o troppo grandi per contenere i presenti, si svolgono mensilmente gli eventi culturali a tema. Che siano i libri, i fumetti o il jazz, nemmeno l’ambiente più radical può sfuggire a un po’ di sana cafonaggine.

 

10) L’evento Facebook

Mettere “mi interessa” è gratis, cliccare “parteciperò” fa figo. Trascinarsi in loco post ufficio o in pieno weekend sotto le intemperie è fantascienza. O coraggio. Oppure amore.

Livello cafonaggine: se solo fossimo andati…

Piace perché: necessario per promemoria.

 

9) L’accompagnatore

Il frequentatore di eventi culturali (FEC) a volte è fortunato: si accompagna a suoi simili per condividere le gioie del confronto intellettuale. A volte, però, il FEC è solo nella sua battaglia e quindi è costretto ad adescare amici e parenti con la promessa di alcol gratis post convegno. L’accompagnatore adescato (AA) andrà incontro a due destini alternativi: la pennichella (89%) o l’esaltazione per osmosi (11%).

Livello cafonaggine: ricatti e delitti.

Piace perché: prova d’affetto.

 

8) Lo spettatore esaltato

Lo spettatore esaltato (SE) si reca all’evento culturale con congruo anticipo. Accademici e pensionati la fanno da padrone, ma non è inusuale trovare anche degli insospettabili. Lo SE avrà un taccuino con sé, prenderà nota dei punti salienti, si prodigherà in sorrisi e annuirà così tanto e a fine convegno avrà bisogno del Voltaren. Ovviamente vorrà partecipare al dibattito finale, ponendo domande incomprensibili ai più. Anzi, a tutti.

Livello cafonaggine: gioia di vivere.

Piace perché: il piacere piace.

 

7) L’impianto audio

Fischia. Fischierà. Nessuna eccezione.

Livello cafonaggine: udito compromesso.

Piace perché: il bello della diretta.

 

6) Il moderatore

Uno SE che ha fatto di quella esaltazione il proprio lavoro, che gestisce gli incontri con la gioia argentina di un bambino. Si caratterizza per un dichiarato autoamore verso la propria voce. Per questo si rivolgerà all’ospite con domande articolate, incomprensibili, senza alcun senso.

Livello cafonaggine: «Per chi non lo sapesse…».

Piace perché: figura necessaria.

 

5) Quello che non conosce nessuno

L’ospite sconosciuto (OS) è una presenza fissa di tutti i programmi. La particolarità che ce lo rende così caro è il suo curriculum, talmente ricco di esperienze meravigliose che la sua mancanza di fama diventa improvvisamente una colpa che anche il FEC fatica ad ammettere.

Livello cafonaggine: nome impronunciabile.

Piace perché: suscita subito affetto.

 

4) L’ospite vip

L’ospite vip (OV) è la star dell’evento, quello della tv, il cantante che ha scritto un libro. Unisce il pubblico dello SE e dell’AA e questa è la sua grande forza unificatrice. La gente si accalcherà ai lati delle porte come ai concerti di Ligabue e l’Evento Culturale diventerà improvvisamente una banale cafonata.

Livello cafonaggine: uscita dallo stadio.

Piace perché: i vip piacciono sempre.

 

3) La registrazione obbligatoria

Non ci crederete, ma in alcuni casi bisogna registrarsi obbligatoriamente. Ovviamente, solo all’incontro dell’OS, col numero dei presenti pari al numero del nucleo familiare del medesimo.

Livello cafonaggine: inutile.

Piace perché: un tenero gesto.

 

2) Il programma incomprensibile

Un appello: è possibile strutturare brochure in ordine cronologico degli eventi? Chiediamo per degli amici.

Livello cafonaggine: prova di pazienza.

Piace perché: spazientirsi è concesso.

 

1) Chi non ci va

Poi non lamentatevi se non si leggono più libri, se va tutto a rotoli.

Livello cafonaggine: ultimo baluardo della cultura italiana.

Piace perché: qualcuno deve resistere.

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