Maledetta cintura che suona al metal detector

Il cafonometro dei viaggi in aereo L’odiosa policy dei bagagli a mano

Il cafonometro dei viaggi in aereo L’odiosa policy dei bagagli a mano
01 Luglio 2019 ore 04:00

Con l’arrivo dell’estate e delle ferie, la trasferta in aereo può essere molto probabile. E la cafonaggine può mettere le ali, passare per check-in e gate e attraversare anche le nuvole.

 

10) Il duty free

È una grande, grandissima cattiveria. Sei debole, stressato, stai vivendo una sospensione spazio-tempo innegabile dal momento che sei in un posto sospeso di una città, in attesa di spostarti altrove. Gli stimoli demoniaci della pubblicità troveranno terreno fertile su delle povere anime in balia. Senza sapere come, ti troverai ad acquistare profumi vanigliati dalle atmosfere anni ’80, rossetti metallizzati, incompatibili con la quotidianità.

Livello cafonaggine: debolezza.

Piace perché: povertà.

 

9) I controlli

Hai con te davvero dell’innocente vestiario, dell’inoffensivo make-up, il bene più pericoloso sono i cannoli scomposti. Eppure, ai controlli, lo sguardo degli addetti e il loro gesticolare solenne ti istillano il dubbio di avere caricato una Santa Barbara di munizioni nonché un carico di cocaina che deve esserti rimasto nella tasca frontale. Tu, che quando uccidi le zanzare piangi.

Livello cafonaggine: cintura che suona al metal detector.

Piace perché: lieto fine assicurato.

 

8) L’imbarco

Non si è veramente ancora capito perché, per l’amore del cielo, ci ostiniamo a metterci tutti in fila prima dell’apertura dell’imbarco. Perché? State lì seduti sui seggiolini ed enjoy, dai.

Livello cafonaggine: made in Italy.

Piace perché: fa sentire a casa.

 

7) Il personale di volo

Paga il prezzo di tanti cliché, di iconografie e feticci che toccano il loro apice con la mai dimenticata Britney Spears. Il loro essere così servizievoli e ben vestiti li colloca in un universo parallelo dove non esistono stanchezza, non esiste sudore, non esiste il jet lag, non esistono vestiti stropicciati. Non c’è niente di più cafone di una perfezione incomprensibile.

Livello cafonaggine: due a sinistra e due a destra.

Piace perché: non c’è nemmeno bisogno di dirlo.

 

6) Il ritardatario

Il rompipalle che deve passare la coda perché è in ritardo e poi lo vedi al McDonald’s rilassato.

Livello cafonaggine: «Ho il volo tra cinque minuti».

Piace perché: in realtà non piace mai.

 

5) La cumpa

La gita. Fastidiosa, anche quando è silenziosa.

Livello cafonaggine: cappellini e ukulele.

Piace perché: un po’ di invidia c’è sempre.

 

4) Le foto

Siamo tutti impazziti con questa storia di Instagram e va bene, lo sappiamo. Però, oggettivamente, le foto dal finestrino sono veramente tutte uguali. Basta.

Livello cafonaggine: ala+cielo.

Piace perché: gossip e geolocalizzazione.

 

3) La pennica

È incredibile come questa voglia di dormire subentri non appena allacciate le cinture e come la carenza di ossigeno contribuisca a una perdita di coscienza affine allo svenimento.

Livello cafonaggine: saltare le istruzioni per l’ammaraggio.

Piace perché: puoi dormire a orari insoliti senza sentirti in colpa.

 

2) Il bagaglio a mano

5x5x2 mm. Un appello: basta con questa storia, abbiamo bisogno di vestiti. Ci serve il trolley.

Livello cafonaggine: nuova policy.

Piace perché: fa rimpiangere i vecchi tempi.

 

1) I voli cancellati

Massimo della cafonaggine e del disagio, abbiamo visto gente impazzita e completamente fuori controllo poi cadere addormentata sulle panchine.

Livello cafonaggine: tre scali.

Piace perché: fa apprezzare casa.

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