Grazie al cielo ci sono i film Dinsey

Il cafonometro delle feste di Natale In famiglia non si salva nessuno

Il cafonometro delle feste di Natale In famiglia non si salva nessuno
26 Dicembre 2018 ore 11:55

È stata dura, lo so. Ma è quasi finita. Una rassegna delle cafonate delle ultime festività, perché a Natale, si sa, la cafonata è dietro l’angolo.

 

10) L’interrogatorio

Grande classico, merita un cenno nella classifica cafona il terzo grado inevitabile al quale saranno sottoposti gli over venti senza laurea e/o figli. Non c’è modo di evitarlo, non c’è risposta corretta, siete condannati agli sguardi sospettosi, indagatori con un pizzico di commiserazione dell’agente incaricato. Il parente che interverrà in vostra difesa vi farà apparire ancora più sfigato.

Livello cafonaggine: neutralizzare il tutto urlando «sono incinta!» (soprattutto se siete uomini).

Piace perché: pensate se non ve lo facessero.

 

9) All I want for Christmas is you

Tregua. Dai basta, veramente. Mettete gli Wham!, mettete John Lennon, fate quello che volete ma finiamola con questo strazio, sono venti giorni che è in filodiffusione in tutta Italia.

Livello cafonaggine: Mariah Carey.

Piace perché: i tormentoni estivi permangono più di due settimane.

 

8) Il cugino guascone

Il figlio della zia più intelligente e di classe è inspiegabilmente questo imbecille che non fa altro che fare scherzoni alla tavolata, il genio che urla «ambo!» al primo numero, il deficiente che dopo nove ore di session cibo/alcol dice «già finito?».

Livello cafonaggine: aspettando Pasqua.

Piace perché: è solo una volta l’anno. Dovete fargli pagare l’ingresso.

 

7) L’intruso

Il misterioso ragazzo all’angolo del tavolo che non si capisce chi sia, che ha ingurgitato venti portate in silenzio. Nessuno osa chiedergli «what’s your name, where do you come from, do you speak english?», ma gli sorridono tutti. Il cugino guascone (punto 8) lo storpia di coppini e pacche sulla spalla.

Livello cafonaggine: servizi segreti.

Piace perché: argomento dei giorni dal 27 al 30.

 

6) La pennichella

Grandissimo classico del post pranzo (o anche del pranzo stesso se si protrae per molto tempo), vede gente vestita di tutto punto accomodata sul divano con braccia incrociate in grembo e un musicale ronfare uniforme.

Livello cafonaggine: mi appoggio un attimo.

Piace perché: necessaria.

 

5) Il cerchietto renna

Ragazze, parlo con voi. Va benissimo per la foto, va benissimo per giocare con i bambini, è perfetto per il selfie con la nonna. Ma su alcune di voi non fa ridere. Guardate come si guardano il marito e vostra cugina, vedrete che il cerchietto corna assumerà improvvisamente un significato tragicamente e comicamente didascalico.

Livello cafonaggine: Carnevale.

Piace perché: immancabile.

 

4) Il panettone per celiaci, senza canditi, senza uvetta, veg, senza lattosio

Risolvibile solo con il mascarpone (senza lattosio).

Livello cafonaggine: intolleranza natalizia.

Piace perché: è Natale per tutti.

 

3) Il neonato pazzo

Piange. Piange. Piange. Ti capiamo, lo sappiamo, però piantala.

Livello cafonaggine: aquila incazzata.

Piace perché: siamo obbligati a farcelo andare bene.

 

2) Lo zio politicamente schierato

Eccolo lì. Seduto proprio di fronte a te. Lo zio che ti provoca tutto il tempo con le sue frecciatine politicamente fiammeggianti di polemiche (solitamente di destra. Estrema). Finché non impazzisci e fai vedere il tatuaggio di Che Guevara (posticcio che hai preso per l’occasione) gigante sugli addominali facendo piangere la nonna, sorridere tuo padre e zittire lo zio.

Livello cafonaggine: anarchia e rivoluzione.

Piace perché: combattiamo la noia.

 

1) I cartoni animati

BELLISSIMI. WALT DISNEY, GRAZIE.

Livello cafonaggine: tradizione infinita.

Piace perché: siamo giustificati ad avere sette anni per dieci giorni.

Turismo 2020
Top news
Glocal News
Video più visti
Foto più viste
Il mondo che vorrei
Gite in treno
Curiosità
ANCI Lombardia