Dalla scolaresca a...

Il cafonometro da mezzi pubblici Dieci tipi di passeggeri da evitare

Il cafonometro da mezzi pubblici Dieci tipi di passeggeri da evitare
Tendenze 06 Settembre 2018 ore 03:00

È iniziato settembre, l’attività è ripresa a pieno regime e abbiamo ricominciato a prendere i mezzi pubblici, incontrando quotidianamente la varia gamma di umanità, sempre molto cafona, che allieta con i propri comportamenti ricorrenti e scostumati i tragitti casa-lavoro.

 

10) La scolaresca

Che tu creda o meno nella legge di Murphy, non ci saranno dubbi: la gita scolastica salirà proprio sul tuo vagone. Si tratta di una scolaresca diretta al museo della qualunque, che accorpa varie sezioni di una seconda elementare (nelle mattine più schifose, seconda media). I bambini starnazzeranno, le maestre richiameranno all’ordine i più scapestrati, la pace abbandonerà il vagone lasciando il posto a un senso di disordine diffuso. Tutta la gamma di pensiero tra “che teneri sono” a “io alla loro età ero più educata” attraverserà il vostro cervello con il costante risultato di far sentire ogni singolo anno di differenza con i pischelli come un macigno. Qualsiasi attività andrà interrotta: telefonata, lettura, musica.

Livello cafonaggine: molto basso.

Piace perché: mette allegria.

 

9) la telefonata

Uomo, donna, cyborg, alieno: è indifferente. L’importante è che ci sia un auricolare, bluetooth se possibile. Il cafone di questa categoria scorderà il meccanismo dell’attrezzo che ha attaccato in faccia – dimentico della tecnica di trasmissione dei suoni – e, semplicemente, urlerà. Tutti saranno al corrente del contenuto della conversazione, dei problemi che assillano il soggetto, delle ragioni a fondamento della sua opinione. Tutti gli ascoltatori avranno sviluppato una propria opinione, qualcuno si tratterrà anche dall’intervenire per suggerire una soluzione.

Livello cafonaggine: basso.

Piace perché: umanità che intrattiene.

 

8) I ragazzi che si amano

Si baciano in piedi contro le porte della notte. E i passanti che vogliono passare, niente, non possono. Sono giovani, ma non sempre, appiccicatissimi, in piena passione. I più cafoni di questa categoria – altrimenti poetica – si lanceranno in effusioni rumorose e ingombranti, regalando agli astanti uno spettacolo in continua oscillazione tra il romantico e l’inopportuno. I peggiori si collocheranno al centro della banchina, impedendo il transito degli altri pendolari. Interrompere certi momenti crea imbarazzo e costringe a severa autovalutazione (qualcuno ha preferito prendere il treno successivo piuttosto che interrompere una potenziale scena d’amore solo per non sentirsi solo, disilluso, infelice).

Livello cafonaggine: medio.

Piace perché: abbiamo sempre bisogno di romanticismo.

 

7) Il passeggino pt.1

Il passeggino merita comprensione. Le mamme che trascinano tutto il giorno i figli su quattro ruote condotte a braccia non si meritano davvero ironia spicciola. Tuttavia, va detto, in estate, con i sandali, quelle rotelle sul mignolo non sono proprio proprio piacevoli.

Livello cafonaggine: medio-alto.

Piace perché: quanto è bello fare le faccine ai bambini.

 

6) Il passeggino pt. 2

Scale, scale mobili, dislivelli. La mamma col passeggino avrà spesso bisogno di una mano per farcela. Chiederà aiuto a un uomo nei paraggi, confidando nella proverbiale prestanza fisica. Chissà perché tutti i passanti hanno: strappi, lividi e infortuni che gli impediscono di sollevare pesi, mogli gelose che gli impediscono di rivolgere parola ad altre donne, sordità parziali che non fanno arrivare al cervello la richiesta di aiuto. Chi interverrà? Altra donna con sacchetti della spesa che ci è passata o che ci passerà e che semina sulla sua strada buone azioni in attesa del giorno in cui la mamma sarà lei e avrà bisogno dello stesso favore.

Livello cafonaggine: alto.

Piace perché: c’è qualcuno più meschino di te.

 

5) Il palo

Si posiziona esattamente di fronte all’apertura della porta. La sua presenza crea automaticamente due correnti di passaggio e lui sarà in grado, ondeggiando alternativamente a destra e a sinistra, di interromperle entrambe. Mai e poi mai però abbandonerà la postazione che ha scelto per sé, proprio lì, dove devono avvenire la salita e la discesa. I meno cafoni vi si posizionano per un numero trascurabile di fermate, mentre i peggiori stazioneranno al centro, abbandonandosi poi con la schiena al palo (impedendo altresì agli altri passeggeri di reggersi con le mani) per molti minuti.

Livello cafonaggine: altissimo.

Piace perché: picchiarlo è necessario e liberatorio.

 

4) “Er pennica”

L’ora tarda, la mattina presto, l’ondeggiare lento e ritmico del sedile, il tepore dato dalla presenza di un numero indefinito di esseri umani, l’alta concentrazione di anidride carbonica: tutti gli elementi cullano il passeggero più stanco che, ogni tanto, sente chiudersi gli occhi e abbandonare il collo. A questo punto, può succedere di tutto. Russare, scivolare col sedere sulla seduta, cellulari che cadono, varie amenità. È un passeggero che merita comprensione, ma che ci ricorda perché dormire è una fase della giornata che deve svolgersi nella più intima privacy.

Livello cafonaggine: rilassante.

Piace perché: trasmette tenerezza.

 

3) La discoteca

Grande classico: chi non ha mai sentito il volume disturbante della musica del vicino di posto? Gli astanti si preoccupano delle condizioni del timpano del soggetto, sollecitato da impulsi sonori molto aggressivi. I più cafoni della categoria si esibiranno in un playback del pezzo, i peggiori accennando anche qualche passo di danza. La vera sfida, quando si riconosce la canzone, è resistere e non unirsi in una performance corale spontanea.

Livello cafonaggine: intrattenimento.

Piace perché: la filodiffusione genere liti.

 

2) Usain Bolt

Forse non tutti sanno che, a parte alcune fasce orarie critiche, i mezzi si susseguono. Ci saranno altre metro, ci saranno altri treni. Si comprende certamente lo stato di necessità e la fretta, in certi casi. Ma occorre ricordare che perdere un treno non è poi una tragedia. Molti passeggeri si lanciano sulle scale mettendo a repentaglio la loro vita e quella degli altri, scapicollandosi a velocità supersoniche, urtando con gomiti, spallate e ginocchiate chi si frappone lungo il tragitto. In questi casi, poetizzare ricordando il film Sliding Doors.

Livello cafonaggine: olimpionico.

Piace perché: classico urbano.

 

1) Lo zaino

I peggiori della categoria. Tra tutti i passeggeri, questi sono i più terribili. Peggio dei puzzolenti sudati (non in elenco), ecco i maledetti che non tolgono lo zaino. La mattina inizia con la convinzione che per costoro esista un inferno a parte e che l’eterna punizione divina sia all’altezza del fastidio che hanno arrecato in vita a un numero indefinito di innocenti.

Livello cafonaggine: dantesco.

Piace perché: non piace mai. Impossibile.

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