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Cocktail stories, il Mint Julep Dalle assolate praterie del Kentucky

Cocktail stories, il Mint Julep Dalle assolate praterie del Kentucky
Tendenze 01 Novembre 2015 ore 05:00

Mentre si rilassava nel portico del suo ranch di cavalli in Kentucky, Auric Goldfinger offriva al suo ospite James Bond un coppa di Mint Julep, commentando «tradizionale, ma soddisfacente». La famosa spia, grande cultore del buon bere, accettava il drink aggiungendo, «per me, non troppo dolce». Grazie a questo film, 007 Missione Goldfinger (1964), questa bevanda dissetante divenne famosa anche fra gli italiani.

Un po' di storia. In America si consumava praticamente da sempre. Le prime ricette che riportano questo preparato sono dei primissimi anni dell’Ottocento, anche se probabilmente veniva sorseggiato molto prima come tonico e talvolta medicinale, soprattutto nelle torride e afose giornate della Lousiana e della Virginia. Come spesso accade dall’altra parte dell’oceano, a fare la parte del leone c’è un whisky, per essere precisi un bourbon, e il Kentucky, Stato che è uno dei migliori e maggiori produttori di questo distillato e in cui il Mint Julep è praticamente bevanda tradizionale.

 

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Come prepararlo. L’equazione anche questa volta è molto semplice: una base alcolica (e di carattere) che viene allungata e corretta per renderla ancora più apprezzabile. In questo drink la spalla aromatica è offerta dalla menta che, miscelata con un po’ di zucchero e allungata con acqua, dà i risultati migliori, e proprio da qui deriva il nome: Julep, (dall’arabo gulab) indica appunto una bevanda acquosa e zuccherina aromatizzata.

Le varianti. Le varianti attestate del nostro sono moltissime, capita spesso quando gli elementi in gioco sono pochi e semplici e la fama così popolare. Sostituendo la vodka al bourbon si ottiene il cosiddetto Kremlin Colonel mentre si racconta che gli americani usassero gustarlo anche con la variante di gin e bacche di ginepro, ricetta oggi quasi totalmente scomparsa, ma in effetti di grande gusto.

Come servirlo. Comunque lo si voglia bere, però, la sua immagine è legata alla classica coppa di argento o peltro brinata, ricolma di ghiaccio tritato e immancabilmente guarnita con un rametto di menta fresca.

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