Un viaggio firmato Matteo Marani

I consigli di lettura di Libri di Sport Quando il calcio è solo il contorno

I consigli di lettura di Libri di Sport Quando il calcio è solo il contorno
Tendenze 30 Ottobre 2018 ore 09:05
Foto in apertura di Paul Earl / Libri di Sport

 

È nato un nuovo progetto editoriale. Giovane, fresco, moderno. Si chiama Libri di Sport e ha un obiettivo: raccontare quanto di meglio (o comunque di bello) offra la letteratura sportiva. Un settore che, negli anni, ha preso vigore e che è composto da una galassia di piccole realtà a cui Libri di Sport vuole dare visibilità. Sono recensioni di libri, sì, ma soprattutto consigli per letture più o meno conosciute, di grandi case editrici così come di piccole realtà italiane e straniere; grandi vite di campioni così come storie inedite che meritano di essere ricordate. Tutto questo viene inoltre arricchito da una scelta grafica accattivante: l’illustratore Paul Earl, infatti, firmerà tutte le immagini del sito, dando al progetto un’impronta ben definita e che ambisce ad abbinare l’estetica alla letteratura, passando per il contenuto. Per tutti questi motivi, BergamoPost ha deciso di riproporre ai suoi lettori, settimanalmente, alcuni degli articoli di Libri di Sport. Buona lettura.

 

“Dallo Scudetto ad Auschwitz. Storia di Arpad Weisz, allenatore ebreo” – Matteo Marani

«Lei conosce Arpad Weisz?». Con questa domanda, conficcata nella mente e nel cuore, Matteo Marani ha condotto la sua indagine alla ricerca dell’ex allenatore di origine ebraica. Dallo Scudetto ad Auschwitz diventa quindi la biografia di Weisz, figura densa di storia e quasi pressoché inesplorata prima di questo libro. Che ci ricorda anzitutto il palmares del magiaro condito da uno scudetto con l’Inter, il terzo nella storia dei nerazzurri, e due con il Bologna del presidente Dall’Ara; squadra che, sempre con la sua regia, arriverà a distinguersi pure sul palcoscenico europeo.

Trionfi significativi anche perché sparsi attorno a un altro dominio juventino, non troppo dissimile da quello odierno (5 titoli filati dal 1930 al 1935). In quegli anni, Weisz fu l’eccezione alla regola bianconera. Senza dimenticare la salvezza ottenuta con il Bari, celebrata come un Carnevale di Rio e le successive avventure sulla panchina del Dordecht Fc, agli albori del calcio olandese. Proprio in Olanda però la personale partita dell’ungherese ha vissuto un brusco – per quanto non imprevisto – ribaltone, perché dal tunnel degli spogliatoi è emerso l’avversario più crudele. La dittatura nazista – altro che Juventus – con la sua missione…

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