E non costa tanto

La chitarra che diventa un’orchestra e altre 4 novità tecnologiche

La chitarra che diventa un’orchestra e altre 4 novità tecnologiche
11 Dicembre 2015 ore 12:07

 

1) Starstream, l’acqua con gli ultrasuoni
che disinfetta gli strumenti medici


Uno dei maggiori rischi della medicina moderna sono le infezioni che possono crearsi ed espandersi a seguito di operazioni anche banali. Le procedure di sterilizzazione non sono ancora a prova di germi e chiunque passi sotto i ferri ha degli obblighi di controllo giornalieri proprio per scongiurare eventuali problemi.

Un gruppo di scienziati britannici ha così realizzato StarStream, un dispositivo che eroga acqua trattata con ultrasuoni, creando delle bolle in grado di distribuirsi sulle superfici e di infiltrarsi anche nella più piccola crepa. Questo meccanismo permette di svolgere una pulizia molto efficace degli strumenti medici e soprattutto di ridurre l’utilizzo di additivi chimici o di alte temperature, come avviene normalmente nelle procedure di igienizzazione. L’invenzione arriva dall’Università di Southampton ed è stata premiata ai Brian Mercer Award for Innovation della Royal Society: è già in fase di produzione, seppur limitata, ma si spera entro breve di renderlo disponibile al grande pubblico. Il professor Tim Leighton, a capo del team di sviluppo, ha spiegato il funzionamento delle bolle sottomarine: «Quelle sfere di gas sono normalmente ferme sotto l’acqua, ma se vengono colpite con un campo sonoro, ecco che si crea un moto di ondulazione. Questo movimento genera uno sfregamento che pulisce le superfici in modo efficace».

 

2) La chitarra acustica che diventa orchestra

La musica si evolve con nuovi suoni, ma la tecnologia non è ancora riuscita a sostituire i cari vecchi strumenti in legno, nonostante l’avvento di computer, mixer e console in grado di produrre suoni ed effetti di ogni genere. Tra qualche mese, però, il modo di fare musica di molti chitarristi potrebbe cambiare drasticamente, grazie a un’invenzione ormai in cantiere da diversi anni e che dopo alcuni passaggi è finalmente pronta per essere commercializzata. Si tratta di una tavoletta adesiva che aderisce perfettamente alla superficie della cassa armonica di una normale chitarra acustica: funziona senza l’ausilio di fili o altri accessori e  trasforma un normale strumento in una vera e propria orchestra self-standing.

ACPAD è un controller fornito di tasti completamente programmabili tramite il PC con qualsiasi suono, ma è anche in grado di registrare armonie create al momento dalla chitarra stessa, che vengono poi riprodotte a ripetizione, come base musicale per la canzone che si sta eseguendo. I risultati sono davvero sorprendenti e infatti la campagna di Kickstarter, che richiedeva solo 40mila euro, ha raggiunto in pochi mesi quasi 300mila euro, dando un’ulteriore spinta al processo di produzione. È già possibile preordinare questo piccolo gioiello, il prezzo non è certo economico, si parla di 250 euro per il preordine e 350 euro per quando verrà commercializzato, ma le potenzialità sono sotto gli occhi di tutti e i chitarristi più intraprendenti faranno probabilmente a gara per aggiudicarsene uno.

 

3) La cassa wireless per i maniaci dell’audio perfetto

L’arredamento di una stanza può seguire diversi criteri, il principale è quello estetico, che vuole gratificare l’occhio riempiendo gli spazi in maniera uniforme. Ma si possono anche seguire l’utilità e l’efficacia, con mobili od oggetti che vengono adattati alla forma della stanza. Gli appassionati di musica e di suono però prediligono l’acustica, soprattutto in stanze della casa dove sono presenti televisioni o casse per la riproduzione della musica, che spesso vengono posizionate senza particolari remore, ma che cambiano decisamente la loro qualità di riproduzione a seconda di dove vengono appoggiati.

Spesso però le case sono piccole, le stanze poche e la gestione dello spazio lascia ben poche alternative. Per questo motivo nasce HiddenHub, una cassa wireless in grado di riprodurre musica proveniente da qualsiasi fonte con ottima qualità e fornita di tutte le tecnologie più avanzate. Accellerometro, funzioni touch, batteria interna, caricatore USB, ma soprattutto possibilità di essere posizionata in qualsiasi punto della stanza senza intaccarne le qualità di riproduzione.

L’impianto è formato da speaker omnidirezionali che sono in grado di rilevare il riverbero delle onde sonore nella stanza, gestendo grazie a complicati calcoli matematici la perfetta emanazione del suono. È possibile addirittura attaccarlo ad una parete verticale dietro ad un divano, o semplicemente appoggiarlo in un angolo della sala, il dispositivo capirà la distanza dagli oggetti circostanti e calcolerà la migliore modalità di riproduzione, emanando le onde sonore nelle diverse direzioni con intensità diversa. Il look minimale, che ricorda i prodotti Apple, rende inoltre HiddenHub perfetto come oggetto di design, il che sicuramente non guasta, e infatti ha raccolto la sbalorditiva cifra di 1 milione e 200mila dollari su Kickstarter, pur avendone chiesti 200mila.

 

4) La prima macchina per riciclare da soli la carta dell’ufficio

Gli uffici di tutto il mondo sono costantemente invasi dalla carta, spesso si è costretti a buttare nell’apposito bidone per la raccolta differenziata centinaia e centinaia di pagine ormai inutili per liberare spazio e acquistare forniture abbastanza ricche da coprire le esigenze future. Epson potrebbe semplificare il lavoro di molte persone, ha infatti creato il PaperLab, ovvero il primo sistema compatto al mondo per l’auto-riciclo della carta direttamente nel vostro ufficio.

Non ha bisogno di acqua ed è in grado di produrre fogli di carta A4 o A3, tipicamente i più utilizzati, ma anche biglietti da visita, carta colorata e addirittura profumata. È capace di creare circa 14 fogli A4 al minuto, che in una giornata lavorativa di otto ore equivalgono a 6720 fogli, grazie alla tecnologia chiamata Dry Fiber Technology, che funziona in tre fasi: durante la prima fase, la carta da riciclare viene sminuzzata in fibre lunghe e sottili; queste fibre vengono poi compattate ed unite con dei leganti che possono essere bianchi, colorati o donare diversi profumi e resistenze; infine, il foglio viene ritagliato a seconda della necessità nel formato richiesto. Sarà disponibile in Giappone già dal gennaio 2016 ma presto arriverà anche in Europa.

 

5) Parabrezza con visione notturna grazie al grafene

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I visori notturni non sono certo una novità. In ambiente militare, infatti, già da anni esistono dispositivi che permettono ai soldati di avere una visuale più o meno chiara anche in condizioni di scarsissima illuminazione. Il principale meccanismo utilizzato fino a oggi è quello che rileva le diverse fonti di calore, ed è quindi in grado di segnalare la presenza di nemici, ma questa tecnologia è piuttosto scomoda, perché richiede circuiti avanzati di raffreddamento che filtrano il calore sviluppato dai dispositivi stessi. Queste problematiche rendono i visori notturni molto scomodi e pesanti, e soprattutto costosi. Per questo motivo gli scienziati del MIT, in collaborazione con l’Università di Harvard, l’Università della California e l’esercito degli Stati Uniti, hanno cercato una soluzione più funzionale.

La risposta è stata trovata nel grafene, un materiale costituito da uno strato di atomi di carbonio con una struttura esagonale, in grado di resistere a pressioni 200 volte superiori a quelle dell’acciaio e molto sensibile ai segnali infrarossi. Gli scienziati hanno quindi creato un sensore infrarossi sulla base di fogli di grafene, capace di convertire il segnale termico in elettrico, altre strisce di grafene inoltre mantengono il sensore sospeso ed isolato dal resto del dispositivo, dissipando il calore e trasferendo i segnali elettrici. Il prototipo funziona perfettamente e grazie a queste caratteristiche del tutto nuove potrebbe aprire il mercato dei visori ad ambiti civili comuni, come ad esempio i parabrezza delle automobili, che con questo materiale potrebbero fornire una visuale perfetta anche in condizioni di scarsissima visibilità.

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