Viaggio nel mondo tra crudisti e fruttariani

La dieta diventa total green eccetto che ai matrimoni

La dieta diventa total green eccetto che ai matrimoni
26 Giugno 2019 ore 09:27

Salgono le quote dei vegetariani e scendono quelle dei vegani ma, insieme, si assestano su valori medi compresi tra il 7 e l’8 per cento. Stabili nell’arco degli ultimi 5 anni. Anzi, in crescita rispetto alla rilevazione del 2017 di 1,6 punti percentuali. È questa la curva delle preferenze alimentari degli italiani “green” secondo il Rapporto Italia Eurispes 2018. Senza considerare poi gli estremisti: i crudisti o i fruttariani che rimpolpano, la fetta di popolazione radical-veg.

 

 

Vegetariani e vegani. Un anno bene e un altro meno, con un andamento altalenante: è questo il borsino delle scelte alimentari totalmente green degli italiani. Le preferenze saltano subito all’occhio: 6,5 per cento di vegetariani nel 2014; in calo con il  5,7 per cento nel 2015; un picco del 7 per cento nel 2016, di nuovo un tonfo al 4,6 nel 2017 fino all’ultimo 8 per cento del 2018. Meno bene sono andati i vegani calati, nello stesso arco di tempo, su tutta la linea o con un rialzo poco degno di nota: 0,6 per cento nel 2014, ancora meno con 0,2 per cento nel 2015, una lievissima ripresa fino all’1 per cento nel 2016, il picco del 3 per cento  del 2017 per ripiombare nel 2018 allo 0,9 per cento, assestandosi sui valori iniziali dell’indagine. Sommando le due preferenze veg si raggiunge comunque un tasso del 7-8 per cento, elevato, che definisce come la dieta degli italiani alterna scelte total green fra vegetarianesimo e/o veganesimo a un ritorno di fiamma a una cucina dai sapori e dagli ingredienti della tradizione.

 

 

Il “veg” è quasi sempre disponibile. La dieta a base prevalente o esclusiva di piatti con ingredienti vegetali si trova ormai quasi ovunque: nelle mense scolastiche, dove vi è la possibilità di fare richiesta di un menu alternativo, al pari di altre diete speciali; nei ristoranti secondo cui da una recente indagine effettuata su oltre 225 mila locali italiani, più del 23 per cento propone menu vegetariani e oltre il 17 per cento ricette vegane. Vita facile anche per il reperimento di cibi veg nei supermercati e negozi alimentari in genere, mentre qualche difficoltà si riscontra in contesti più specifici come in pasti consumati in aereo, in treno o in nave o negli autogrill, nel 73 per cento dei casi poco forniti per questa popolazione. Si resta a stecchetto anche nei pranzi di nozze, feste, eventi o nei ricevimenti in genere, dove i menu in oltre il  67 non hanno scelte total green. Figuriamoci per chi opta per un regime ancora più restrittivo, come il 32 per cento di crudisti, che consumano solo alimenti non sottoposti a cottura, o il 23 per cento di fruttariani che fanno della frutta l’alimento quasi esclusivo della dieta, o  ancora il 13 per cento circa che predilige la paleo-dieta che prevede un ritorno alle origini della tradizione alimentare.

 

 

Perché si mangia veg. Le ragioni sono diverse: la prima è salutistica, infatti più del 38 per cento dei suoi consumatori ritiene che essa aiuti a mantenere l’organismo più in forma e sano; un italiano su cinque pari a oltre il 20 per cento, si è fatto veg per amore degli animali, contro il 14 per cento che lo ha scelto per una filosofia e stile di vita più salutistica sotto tutti gli aspetti, compreso quindi quello alimentare. Poi le percentuali scendono a poco meno del 4 per cento per coloro che lo fanno stimando che il veg contenga l’impatto ambientale, si sa infatti che gli animali sono una delle maggiore fonti di emissione di anidride carbonica, o ancora per semplice curiosità.

 

Chi ha scelto il veg per salute. A sorpresa sono più gli uomini, con una quota superiore al 41 per cento contro il 37 per cento circa di donne. In particolare nel 60 per cento dei casi si rinuncia a carne e pesce dopo i 65 anni, ritenendo questa scelta dietetica più protettiva per la salute in età senior. Le donne, però, più del 22 per cento contro il 17 per cento degli uomini, mangiano veg per una sensibilità maggiore nei confronti degli animali il cui rispetto motiva il cambiamento soprattutto nel 40 per cento di 25-34enni.

 

Cosa pensano i non vegani di questo regime alimentare. Oltre il 42 per cento degli onnivori, i mangiatori anche di carne e affini, ritiene che si tratti di una scelta personale rispettabile, mentre l’8 per cento circa stima il veganesimo ammirevole. Invece più del 30 per cento la giudica una scelta estrema e radicale contro il 19 per cento che lo considera uno stile di vita espressione di fanatismo e intolleranza. Opinioni, dunque, metà e metà: gli italiani ritengono per il 50,6 per cento il veganesimo un comportamento alimentare positivo, opinione che spetta soprattutto ai giovani, per il 59 per cento nei riguardi del veganesimo e per più del 55 per cento per il vegetarianesimo, a fronte del restante 49 per cento circa che esprime un giudizio a sfavore.

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