Una cosa buona anche per la sostenibilità

La moda entra nella sua fase 4.0 Personalizzare tutto, ma low cost

La moda entra nella sua fase 4.0 Personalizzare tutto, ma low cost
Tendenze 15 Marzo 2019 ore 12:04

La chiamano “fashion 4.0”. È l’innovazione che sta cambiando il mondo della moda grazie ai nuovi flussi resi possibili dall’innovazione tecnologica. Una delle innovazioni che sono state rese possibili e che sta conquistando i consumatori è la personalizzazione degli abiti. Una vera e propria febbre che sta condizionando anche i grandi marchi dopo aver portato al successo piccoli produttori che hanno lanciato questa nuova tendenza vincente. In sostanza si tratta, una volta scelto il modello che piace, di potergli mettere un elemento che lo rende unico. E questo in tempo reale. Si esce dal negozio con qualcosa che nessun altro ha. Tra i marchi di peso, il primo a intercettare questa domanda del consumatore è stato Ermenegildo Zegna, che ha lanciato una “sneaker” (scarpa da ginnastica, possiamo volgarmente dire) completamente personalizzabile: si tratta di una scarpa “multimateriale” che può essere personalizzata con una serie di colori Pantone per il logo, sulla tomaia, nei dettagli in pelle e sulla suola in gomma ultraleggera. La personalizzazione può esser ottenuta direttamente negli store Zegna. A ruota, è arrivato Gucci grazie a un’applicazione interattiva che permette di creare e visualizzare un articolo personalizzato: un’opportunità che è stata ribattezzata “DIY – Do it yourself”. Si potrà scegliere di mettere su ciò che si è comperato le proprie iniziali in un nuovo alfabeto Gucci DIY, appositamente creato in un carattere distintivo.

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Ma la vera notizia è la discesa in campo di un colosso della moda low cost come la catena spagnola Zara, un’azienda da 26 miliardi di fatturato l’anno. Zara ha annunciato che in tre dei suoi maggiori negozi europei sarà possibile “customizzare” il modello scelto aggiungendo parole ricamate su pantaloni, shorts, gonne e giacche di jeans della serie “Trf”. I tre negozi sono quelli di Milano in Corso Vittorio Emanuele, di Plaça de Catalunya a Barcellona e di Kalverstraat ad Amsterdam. Sarà un’operazione realizzata seduta state grazie ad apparecchiature allestite nei punti vendita. In sostanza, siamo davanti a una rivoluzione che è la “fashion on demand”. Oggi il cliente finale non si accontenta più di un capo, ma desidera un indumento che identifichi la propria personalità, che gli dia la possibilità di essere riconoscibile. Se con l’avvento del prêt-à-porter c’era stata una democratizzazione della moda a scapito della personalizzazione, ora c’è desiderio di un prodotto più esclusivo, restando però in un segmento di moda accessibile (nei prezzi).

 

 

La personalizzazione, in prospettiva, ha anche una ricaduta che potrebbe essere molto positiva rispetto alla sostenibilità: infatti si va verso una moda che invece di produrre abiti e poi cercare di venderli, produrrà modelli secondo i desiderata del consumatore, quindi tendenzialmente riducendo gli sprechi del non venduto. A guidare questa rivoluzione c’è un’azienda tecnologica francese, la Lectra, specializzata nella produzione di software e soluzioni tecnologiche premium per le aziende dei settori moda e arredamento. Prepariamoci quindi a varcare questa nuova frontiera: se credevamo di essere tutti vittime della moda e dei suoi imperativi, ora possiamo illuderci di essercene affrancati…

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