Questione di talento e savoire-fair

Cinque regole per fare la diva (che poi non significa esserlo)

Cinque regole per fare la diva (che poi non significa esserlo)
Tendenze 03 Giugno 2015 ore 16:42

Da Greta Garbo a Eleonora Duse, da Marlene Dietrich a Rita Hayworth, da Ginger Rogers a Gloria Swanson, per arrivare ai personaggi dei giorni nostri, da Amy Winehouse a Madonna (la cantante, s'intende), passando per Monica Bellucci e Kim Kardashian. Cos’hanno in comune questi nomi? Appartengono tutti a donne spesso etichettate dai media, e non solo, come "dive".

8 foto Sfoglia la gallery

Secondo l’Enciclopedia Treccani il divismo è quel «fenomeno per cui personaggi noti dello spettacolo o dello sport vengono mitizzati dal pubblico, che tende a identificarsi in essi anche fuori dello spettacolo, nella vita quotidiana». Un fenomeno che viene alimentato dagli stessi personaggi, spesso esibizionisti, stravaganti, fuori dagli schemi, capaci di enfatizzare un aspetto del loro carattere, del loro corpo, del loro atteggiamento, così da poter essere facilmente riconoscibili. L’ambito in cui il divismo ha avuto maggiore successo, storicamente, è quello del cinema.

Nato negli anni ’10 per soddisfare le richieste del pubblico che chiedeva di conoscere qualcosa di più della vita degli attori che nei primi film erano totalmente anonimi, il divismo ha avuto la sua maggiore espressione negli anni ’30 e ’40, quando si è affermato il cinema hollywoodiano. Negli Usa il divismo diventa una vera e propria industria, almeno nel cinema, mentre in Italia rimane a un livello casereccio e provinciale, non potendo competere con la “macchina” hollywoodiana. Negli anni il fenomeno si è evoluto e ogni epoca ha avuto i suoi divi, maschi o femmine che fossero. Calciatori, starlette, attori, attrici e cantanti, periodicamente, sono stati esaltati dal pubblico per la loro vita avventurosa e spesso fuori dagli schemi.

 

 

Oggi, in tempo di crisi, accanto ai personaggioni dello star system, sono in molti ad aver assunto atteggiamenti divistici, anche se spesso si è in presenza di semplice e palese esibizionismo. Per tutti questi il minimo è almeno sapere come comportarsi se si vuole dare l’idea di essere divi. Di qui le regole, declinate al femminile, che la rivista Internazionale ha stilato per essere una diva perfetta. Insieme all’oroscopo di Rob Brezsny, la rubrica delle Regole è una delle pagine più spassose della rivista. Consigli semiseri, talvolta molto utili, su come affrontare la quotidianità, in appendice a una serie di pagine che raccontano i fatti del mondo. Un modo per sorridere, sdrammatizzare, e molto spesso riportarci con i piedi per terra. Ma, dicevamo, ecco le regole per fare la diva. Ci permettiamo di ricordare che queste sono soltanto regole per fare la diva, esserlo è ben altra cosa.

 

1. Dimenticati di avere un cognome

Una diva che si rispetti è conosciuta da tutti solo e soltanto con il nome di battesimo. Le grandi top model degli anni ’90 si chiamavano così, per nome: Naomi, Linda, Claudia. E le vere dive del passato, anche se un cognome l’hanno avuto, sono solite essere ricordare come Marilyn, Audrey, Liz. E ai giorni nostri Shakira o Rihanna. Qualcuno forse conosce il loro cognome?

 

2. Il ritardo e le pretese da star devono essere proporzionate al tuo talento

Le dive, per poter apparire "sciantose" come sono, hanno bisogno di tempo al trucco. Per questo sono quasi sempre in ritardo. Anche perché arrivare tardi significa farsi aspettare e, soprattutto, notare. Ma se si vuol fare davvero diva, ritardataria e capricciosa, bisogna essere dotate di talento e savoir-faire. Altrimenti si rasenta il ridicolo e la maleducazione.

 

3. Mostra spietata sufficienza nei confronti delle tue rivali

Una diva che si rispetti non può perdere il suo tempo a litigare platealmente con una rivale. Molto meglio non considerarla oppure fare in modo che emerga la sua vera natura. In alternativa, interloquire con essa mostrandosi superiori (o quantomeno considerandosi tali).

 

4. Ridi in pubblico, spacca i piatti in privato

Una regola strettamente collegata alla precedente, perché mostrare sufficienza nei confronti di una rivale spesso è fonte di frustrazione e stress. Quindi sorridere sempre quando si è tra i "fan", ma poi sfogarsi rigorosamente a casa. Meglio se in una stanza insonorizzata, per non fare troppo rumore con i piatti che si rompono. I vicini di casa apprezzeranno, e i venditori di piatti anche.

 

5. Cambia marito ogni anno e resta fedele solo ai tuoi fan

Cosa rende davvero tale una diva? Coloro che la acclamano. Che nella quasi totalità dei casi coincidono con perfetti sconosciuti. Il vizio del capriccio, del ritardo e di tutte le “qualità” di cui abbiamo discorso poco sopra, sono cose difficili da sopportare alla lunga nella vita quotidiana. Quindi meglio circondarsi di fan, almeno per avere l’illusione di non essere mai sole. Un marito impegna, soprattutto quando dopo la luna di miele il miele finisce e rimane solo la luna. Meglio cambiare spesso, anche per non dargli il tempo di rendersi conto dei nostri difetti.