Lo dicono gli studiosi americani

Le infradito fanno male alla salute 5 buone ragioni per non portarle

Le infradito fanno male alla salute 5 buone ragioni per non portarle
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È una legge dell’estate: dopo abiti più leggeri e freschi, anche i piedi fanno la loro parte e chiedono di essere messi all’aria. E dalla scarpiera saltano fuori, come ogni anno, anche le infradito. Che al passo (è proprio il caso di dirlo!) con le mode sono di mille fogge e colori. Per la spiaggia, magari in gomma e contro gli effetti salsedine e mare; per le passeggiate pomeridiane con la calzata in cuoio e vera pelle (almeno per la strisciolina che rimane), fino alla versione con strass da sera.

Belli da vedere, specie con un piede ben curato e abbronzato, ma al riguardo delle infradito gli specialisti, specie dell’American Podiatric Medical Association, esprimono qualche perplessità e ne raccomandano l’uso esclusivo e limitato in piscina o fronte mare. Le ragioni del nì verso questa scarpa estiva per eccellenza vanno da questioni di salute a quelle di look e portamento. Tutte racchiuse in un decalogo che è bene conoscere o tenere a mente prima di esporre i piedi a qualche rischio o malessere evitabile.

 

 

  • Problemi cutanei e infezioni. Non si pensa di certo a malattia o affini quando si indossano le infradito, ma è proprio così. La limitata copertura del piede lo esporrebbe maggiormente al rischio di attirare più sporcizia mentre si cammina, la quale avrebbe come diretta conseguenza un’aumentata probabilità di contrarre micosi (infezioni da funghi) o batteri, come lo Staphylococcus, che può essere pericoloso se entra in contatto con una ferita. A queste infezioni si può aggiungere anche un maggior rischio di verruche, che insorgono a causa di una particolare specie di papilloma virus umano. E, sempre per quanto riguarda la pelle, bisogna fare attenzione alla qualità dei materiali: spesso queste scarpe sono in lattice o plastica e possono essere causa di alcuni problemi cutanei o di patologie più serie.
  • Andatura e postura peggiorano. L’infradito non è una scarpa che si possa definire comoda e così, per evitare il mal di piedi o gli scivolamenti vari da una parte all’altra, secondo uno studio della Auburn University, si assumerebbe una camminata  più lenta e caratterizzata da piccoli passi. Non è bello a sapersi, ma l’infradito potrebbe pure rendere un po’ più goffi per il fatto di dover prestare maggior attenzione alla camminata e a non inciampare. È infatti risaputo che qualsiasi scarpa estremamente piatta altera la biomeccanica e influisce sull’acquisizione di una scorretta postura.
  • Fanno male ai talloni. E non è solo questione di duroni, ma di vero e proprio dolore. Perché il tallone, a causa della suola sottilissima e misera, sarebbe costretto a venire a contatto con il suolo senza avere una efficace protezione che lo ripari da eventuali ostacoli. Anche il tendine di Achille può infiammarsi. È la conseguenza dell’ultrapiatto che obbliga le articolazioni a un lavoro in eccesso per compensare la mancanza di sostegno strutturale.
  • Provocano calli e vesciche. E già, ci mancava pure questo. Colpa delle stringhe e dei cinturini laterali che sono l’unica cosa a mantenere fermo il piede, ma che, strofinando di continuo contro la pelle, possono portare all’insorgenza di piaghette. E di una posizione delle dita chiamata “presa a tenaglia”, che il piede assume per mantenere le infradito al loro posto.
  • Dita a martello. Che dire? Le infradito non ne saranno certo le dirette responsabili, ma in caso di propensione potrebbero favorirne la formazione, perché, indossando questa scarpa per lungo tempo, le dita dei piedi sono costrette a lavorare più duramente. Un rischio che non è da sottovalutare perché la risoluzione delle dita a martello nelle forme più gravi è solo chirurgica.

Dunque, è l’elogio funebre all’infradito? Non proprio. L’uso è consentito in occasioni marinare e per un tempo limitato. Perché se si desidera sfoggiare una scapa minimal, meglio scegliere un sandalo più classico con un cinturino in pelle.

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