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Migliorare la propria immagine online

Lo strano caso dell’ex pornostar che si è fatta una nuova reputazione

Lo strano caso dell’ex pornostar che si è fatta una nuova reputazione
Tendenze 20 Gennaio 2016 ore 04:00

Sasha Grey è una delle pornoattrici più amate dei nostri tempi e ciò nonostante la sua carriera nel mondo dei filmini a luci rosse si sia chiusa nel 2011. In cinque anni, tra i 18 e i 23 anni, Sasha Grey (nome “d’arte” di Marina Ann Hantzis) è stata protagonista di ben 321 film hard che l’hanno resa un a vera e propria star nell’ambiente (ma non solo). Poi, senza ripudiare ciò che aveva fino a quel momento fatto, la Grey ha cambiato vita, diventando una richiestissima Dj, una scrittrice (il suo romanzo The Juliette Society è stato pubblicato in Italia nel 2014 da Rizzoli) e un’attrice, questa volta con tutti i vestiti addosso. Resta il fatto che il suo nome e la sua immagine rimangono saldamente collegati alla sua prima carriera, ovvero quello di pornostar. Ma non su Google.

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La nuova immagine di Sasha. Basta digitare il nome della ragazza nel portale di ricerca più usato al mondo per accorgersi che della sua vita passata non resta praticamente nulla. Anche nella ricerca immagini, quelle più “hot” e spinte sono ben lontane dai primi risultati di ricerca. Anzi, lontanissime, in pagine che, solitamente, quasi nessuno guarda. Com’è possibile? Se l’è chiesto anche The Hustle, sito americano che ha realizzato un’inchiesta sul tema, intitolata (senza fronzoli) “How Porn Star Sasha Grey Removed 1000’s of D***s From Internet Search Results” (Come la pornostar Sasha Grey ha rimosso 1000 c***i dai risultati di internet). E si sono dati una risposta: tutta questione di gestione della propria reputazione online.

SelfBrand e reputazione online. In gergo tecnico si dice SelfBrand ed è la capacità di gestire la propria reputazione pubblica. Potremmo dire che si tratta di saper vendere la propria persona e la propria immagine. Come spiegava Vanity Fair in un articolo sul tema, «nella teoria del SelfBrand la dimensione umana non deve essere ridotta a pura strategia di marketing: si entra nel personale e diventano necessari tutti quegli aspetti emozionali che sono in grado di dare un grande contributo alla comunicazione empatica del proprio brand. L’azione di marketing viene così tagliata a misura del singolo e verrà così potenziata e costituita ad hoc». Non stupisce quindi che, attorno alla “reputazione” pubblica di una persona sia nata addirittura una figura professionale, quella del reputation manager, cioè di un soggetto che costruisce e cura l’aspetto online di aziende o singole persone. Oppure che lo Iulm di Milano abbia lanciato, da 3 anni a questa parte, un Master in Reputation Management, un corso annuale di 216 ore che tocca i temi delle relazioni online e offline, l’utilizzo e la misurazione degli strumenti sociali e gli aspetti legali. A questo punto la domanda sorge spontanea: Sasha Grey si è rivolta a un reputation manager per “ripulire” la propria immagine su Internet? La risposta non ce l’abbiamo, ma sicuramente l’operazione di SelfBrand attuata dalla ex pornostar è una delle meglio riuscite di sempre.

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Michael Fertik, l'esperto di reputazione online. Per capire come sia riuscita questa missione impossibile, The Hustle ha pensato bene di chiedere aiuto a un esperto. Si tratta di Michael Fertik, fondatore e CEO di Reputation, azienda che aiuta imprese o persone a rifarsi un’immagine nella rete. Con 67 milioni di dollari di guadagno, Fertik è certamente il miglior reputation manager su piazza, anche perché è stato il primo: capì che le aziende non avevano controllo su ciò che di loro si diceva online e che questa era un’enorme lacuna, anche in termini di business. Il discorso venne poi ampliato anche alle singole persone, volti noti del jet set oppure grandi manager: un giudizio negativo, una foto compromettente, basta a rovinare una carriera. Fertik, dunque, sa alla perfezione di che cosa si stia parlando. E sa che, dal 2012, su Google le immagini più esplicite non vengono più censurate: il colosso di Mountain View, infatti, ha eliminato l'opzione SafeSearch che bloccava le immagini più violente o sessualmente esplicite, spiegando che «non censuriamo nulla, vogliamo mostrare esattamente ciò che una persona cerca». Digitando “Sasha Grey”, pertanto, già nella prima pagina di ricerca, sia degli indirizzi web che delle immagini, ci si aspetterebbe di trovare qualcosa di pornografico. E invece niente.

Come ripulire la propria reputazione. La musica cambia nel caso in cui si usino motori di ricerca meno utilizzati: Bing, ad esempio, offre risultati ben diversi da quelli di Google, interamente legati al mondo della pornografia; lo stesso fa anche Yahoo. The Hustle ha riprovato l’esperimento cercando informazioni su un’altra giovane pornostar “in pensione”, Abigaile Johnson, e in questo caso anche Google ha offerto risultati decisamente più espliciti, soprattutto in termini di siti proposti. Le differenze con i risultati di ricerca legati a Sasha Grey sono evidenti. Fertik spiega che la prima cosa da fare quando si vuole “pulire” la propria immagine, è «affermare il proprio nome come se ne stessi rinnovando l’identità, creando subito un account su Twitter, uno su Facebook, uno su Instagram, registrando un dominio e aprendo un blog». Cosa che la Grey ha effettivamente fatto. Il trucco, infatti, non è far rimuovere o nascondere qualcosa, cosa impossibile su Internet; tutto sta nello «spingere verso il basso» quei contenuti, così che non compaiono nelle prime pagine di ricerca. I dati dimostrano infatti che il 91 percento degli internauti non va oltre la seconda pagina di ricerca dei contenuti. Per fare questo basta inondare, letteralmente, il web di nuove notizie, magari partendo da un utilizzo massiccio dei social. Fertik aggiunge: «Si possono creare anche falsi account che parlino del nuovo te, far condividere a più persone possibili le notizie che ti riguardano, scrivere come “ospite” su diversi siti o blog». Anche aggiornare costantemente il proprio sito aiuta, perché spinge verso il basso i risultati più vecchi.

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Naturalmente una strategia di questo tipo non è cosa da tutti. Una persona normalissima non ha bisogno di tutto questo lavoro sulla propria immagine, gli basta crearsi una reputazione positiva laddove serve (magari su LinkedIn). I personaggi famosi, invece, ne hanno un disperato bisogno, così come le aziende. A loro Fertik offre dei “pacchetti” appositi, che vanno dai 3mila ai 15mila dollari in base a cosa gli si richiede e alla quantità di materiale da far finire nel dimenticatoio. In ogni caso, Fertik ci tiene a ricordare che nell’oceano di Internet nulla sparisce. Né le immagini della tua precedente carriera da pornoattrice, né quel tweet in cui offendevate il vostro capo. Quindi la cosa migliore da fare per la propria reputazione online è pensare prima di fare o postare.