Con una breve storia delle lenti a contatto

Microchip nelle lenti a contatto Google punta sulla salute

Microchip nelle lenti a contatto Google punta sulla salute
16 Luglio 2014 ore 12:10

La multinazionale farmaceutica Novartis ha stretto una collaborazione con Google per rivoluzionare il mondo delle lenti a contatto. Come annunciato a inizio anno, l’impegno congiunto riguarderà la creazione di un nuovo tipo di lenti che potrebbero avere diverse funzioni, tra cui la misura dei livelli di insulina nei pazienti diabetici. Oggi in commercio esistono numerosi tipi di lenti: morbide toriche, rigide gas-permeabili, morbide a uso prolungato, morbide cosmetiche o a protezione UV. Ma nessuna di queste, fino ad oggi, ha mai offerto delle possibilità simili a quelle previste da Google.

«Siamo impazienti di lavorare insieme a Google per unire la loro tecnologia d’avanguardia alle nostre ampie conoscenze in campo biologico, per rispondere a bisogni terapeutici ancora non soddisfatti», ha dichiarato Joseph Jimenez, Ceo Novartis, «Per noi questa è una tappa fondamentale nel percorso che ci porterà a superare i confini tradizionali nella gestione delle patologie, a partire dall’area della cura dell’occhio».  L’azienda, riferisce il Wall Street Journal, spera di avere a disposizione un prototipo su cui lavorare già dal 2015.

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Come funzionano. La lente analizzerà costantemente il livello di glucosio nel fluido lacrimale e le informazioni raccolte saranno inviate sul proprio dispositivo mobile. Tra i due strati di materiale morbido che costituiscono la lente ci sono, poi, incorporati un chip wireless e un sensore di glucosio. Oltre a monitorare la glicemia, la lente intelligente aiuterà le persone che hanno bisogno di occhiali per la lettura, ripristinando l’autofocus dell’occhio. «Il nostro sogno é quello di usare l’ultima tecnologia nella miniaturizzazione dell’elettronica per contribuire a migliorare la qualità della vita di milioni di persone», ha detto il co-fondatore di Google, Sergey Brin. «Siamo molto entusiasti di collaborare con Novartis e con questo accordo speriamo di riuscire a farlo», ha aggiunto.

Google e salute. Il campo della salute sta diventando quasi una priorità per l’azienda di Mountain View. Il mese scorso, per esempio, Google ha firmato un accordo negli Stati Uniti con l’organizzazione americana Autism Speaks per la costruzione del più grande database di genomi di persone affette da autismo e dei loro famigliari. L’archivio ospiterà 10mila genomi e avrà lo scopo di creare uno strumento che possa accelerare la ricerca sulle cause dell’autismo, migliorarne la diagnosi e le strategie di gestione del disturbo. I Google Glass, intanto, si sono rivelati utili per migliorare la qualità della vita dei malati di Parkinson: il dispositivo ricorda loro di prendere i medicinali, consente di fare una telefonata o cercare informazioni sul web senza utilizzare le mani o addirittura di tenere sotto controllo alcuni sintomi della malattia come la scialorrea, l’eccessiva salivazione e l’incapacità di deglutire la saliva.

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Breve storia delle lenti a contatto. Nonostante alcuni studiosi sostengano che già nel Cinquecento Leonardo da Vinci avesse sviluppato il concetto di lente corneale, non è certo che le sue idee sulla riflessione delle immagini andassero in questa direzione. Dopo secoli di studi, il grande passo in avanti nello sviluppo delle lenti a contatto si è avuto con l’introduzione della plastica. Grazie a questo materiale, il diametro e lo spessore delle lenti diminuirono gradualmente, fino a raggiungere il design odierno verso l’inizio degli anni settanta. Nel 1961, alcuni farmacisti cecoslovacchi costruirono la prima lente a contatto morbida usando un materiale assorbente, in plastica morbida, di loro invenzione, chiamato idroxietilmetacrilato. Essendo più sottili e più confortevoli rispetto alle lenti a contatto rigide, le nuove lenti morbide (che sono il 90 percento di quelle vendute attualmente) aumentarono la popolarità delle lenti a contatto, che iniziarono ad essere considerate un valido strumento correttivo dei difetti visivi.

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