chevrolet e cadillac

Le mitiche auto cubane

Le mitiche auto cubane
04 Luglio 2014 ore 10:08

Dal 1959, anno della vittoria di Che Guevara e Fidel Castro, le uniche vetture che potevano essere liberamente vendute a Cuba dovevano risalire a prima della Rivoluzione. Con qualche eccezione, dagli anni Settanta, riservata ad alcune categorie di cittadini: artisti, diplomatici, atleti, medici. Fino a quando, nel dicembre 2013, il quotidiano cubano Granma diede la notizia: Raul Castro, presidente di Cuba, era pronto ad aprire l’isola al libero mercato dell’auto. Niente più folkloristiche vetture degli anni Cinquanta, niente più Chevrolet scolorite tenute insieme con rappezzi ed interventi meccanici al limite dell’irrazionale. Un po’ di nostalgia per gli appassionati dell’immagine dell’isola comunista dei Caraibi, ma anche il riconoscimento che era giunta l’ora di guardare avanti. Oggi, a riforma compiuta, il governo rende noti i primi dati sulle vendite: in sei mesi, sono state vendute appena 50 auto e 4 motociclette. Praticamente niente.

Un’auto nuova a Cuba costa troppo. In realtà la notizia non dovrebbe colpire più di tanto, vista la situazione economica del Paese. In uno Stato in cui la popolazione ha uno stipendio medio di 20 dollari mensili, la spesa per un’automobile nuova, o comunque non risalente al periodo pre-rivoluzionario, è insostenibile. Una Kia Sorrento usata, che in Italia costerebbe sui 9 mila e 400 dollari, a Cuba costa l’equivalente di 80 mila dollari. Ed una Fiat Punto? 30mila dollari. Senza pensare ad una Peugeot 508 nuova di zecca, che per noi costerebbe sui 53mila dollari, mentre nell’isola rossa l’equivalente di 262mila dollari. Un cittadino cubano dovrebbe vivere più di 300 anni per potersi permettere una nuova auto. Uno dei motivi dei prezzi così alti sono le tasse che ha deciso di mettere Raul Castro sulla compravendita di autovetture, imposte che avrebbero dovuto finanziare il sistema del trasporto pubblico. Visti i risultati deludenti però, è difficile che ciò avvenga. Altro problema è la burocrazia ed i tempi di consegna lunghissimi. Attualmente sono 11 le agenzie di vendita presenti a Cuba, 4 solo all’Avana, tutte controllate dall’agenzia statale Cimex.

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Le indimenticabili auto di una volta. La liberalizzazione del mercato dell’auto attuata da Raul Castro non ha avuto l’impatto che si attendeva la comunità internazionale. Già quando la notizia venne diffusa, la sfiducia dei cubani era alta, come riportava l’agenzia Reuters nel dicembre 2013 attraverso le parole di Jorge Canso, residente cubano: «Sì, potrei comprarmi un’auto. Sfortunatamente non posso risparmiare il denaro per farlo». Allo stesso tempo i cubani sono convinti che le vecchie auto degli anni Cinquanta, che rappresentano la maggior parte (se non la totalità) dei veicoli presenti, siano uno dei motivi per cui tanti turisti visitano l’isola. Senza quelle anche il turismo ne pagherebbe le conseguenze. Del resto le Buick, le Pontiac, le vecchie Ford, ma anche le più “recenti” auto di importazione sovietica come le Lada o le Moskovich, sono entrate a far parte dell’immaginario collettivo su Cuba, grazie anche a grandi pellicole cinematografiche come Buena Vista Social Club o Fragola e Cioccolato.

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