Commercio multietnico

I negozi sono sempre più stranieri Aumentati del 61 per cento in 3 anni

I negozi sono sempre più stranieri Aumentati del 61 per cento in 3 anni
27 Febbraio 2017 ore 11:00

Se l’Italia non si spopola, è merito degli stranieri. Arrivano qui per lavorare, soprattutto. Fanno più figli degli italiani. Spesso partono dai lavori più umili, poi mettono da parte il necessario per aprire un’attività. Oppure hanno capitali freschi da investire e cercano un mercato che vada bene per le loro esigenze. Così, anche a colmare il deficit demografico, vanno a bilanciare quello delle imprese. Commerciali, anche. Infatti le insegne dei negozi, in città, stanno rapidamente cambiando volto e nazionalità: in tre anni gli esercizi a gestione straniera sono aumentati del 61 per cento, passando da 178 a 286.

Asia a Africa sugli scudi. A fare la parte del leone i negozi africani (erano il 28 per cento, ora sono al 34), in particolare con titolari originari del Maghreb, seguiti da Asia e Medio Oriente (31 per cento). La presenza cinese, in questo settore, resta fortissima. Crescono anche i sudamericani (16,7 per cento). Crolla invece la presenza dell’Est Europa. I titolari sono sempre per la maggior parte uomini (61,5 per cento), ma la quota di donne è salita: erano il 32,6 per cento, ora sono il 38 per cento. E quasi il 60 per cento elle nuove aperture è messo in atto da under 40, con una quota significativa, pari al 17,9 per cento, di under 30.

 

 

La qualità si sta alzando. Il timore che un eccesso di negozi stranieri indebolisca l’offerta commerciale è ancora diffuso. Ma non sempre giustificato. Uno, perché in media sono i titolari sono diventati più esigenti e offrono più qualità. In secondo luogo, perché comunque spesso prendono in affitto locali che altrimenti rimarrebbero vuoti, quindi offrono valore aggiunto. Magari assumono pure italiani, quindi portano lavoro per tutti.

I cinesi nel salotto buono. Il 20 dicembre viale Papa Giovanni XXIII, civico 126, ha dato il benvenuto alla prima attività commerciale cinese (che si va ad aggiungere a un ristorante e un centro estetico): si tratta dell’insegna Mediatech, parte di un gruppo che offre assistenza e manutenzione di computer, cellulari e tablet. Si effettuano riparazione in un’ora e si vendono articoli di tecnologia. «Abbiamo cercato tanto un negozio in questa posizione – ha raccontato Jianfang Zhu, responsabile del punto vendita insieme a Junxiao Sun, a L’Eco di Bergamo – era nostra intenzione trovare una vetrina in pieno centro. Abbiamo scelto questa soluzione perché è una via di passaggio di turisti, oltre a essere vicina a molti uffici. Puntiamo sulla qualità non solo per quanto riguarda l’immobile, ma anche gli arredi e soprattutto i prodotti. Sono tutti a marchio CE, a garanzia della provenienza. Abbiamo mantenuto nel negozio un importante mobile che ha oltre un secolo di storia, lasciato dal proprietario dell’immobile per valorizzare lo stile liberty del palazzo storico».

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