Anche le cannucce no, dai. Eliminiamole

Pensieri segreti di una commessa Addio plastica, siamo invasi di carta

Pensieri segreti di una commessa Addio plastica, siamo invasi di carta
19 Settembre 2019 ore 09:07

Avrete notato che in tempi recenti tutto il pianeta si è finalmente accorto che stiamo annegando nella plastica. Alla buonora, dico io. Insomma, di monnezza sparsa se ne trova un bel po’ e quasi tutta è non biodegradabile. Benvenuti perciò nell’era plastic-free. Questa nuova moda potrebbe in effetti tramutarsi in qualcosa di molto buono per il mondo, anche se come primo impatto sembra una grande operazione di marketing. La nuova mentalità era già entrata a gamba tesa tra noi, provocandoci il grande trauma dei sacchetti biodegradabili per la frutta. Dalle previsioni apocalittiche delle persone intervistate sembrava che a causa della fragilità delle buste nessuno più avrebbe potuto comprare delle mele senza seminarle per strada. Invece, con grande sorpresa, siete riusciti a fare la spesa come sempre. Certo, i guanti con cui si sceglie la frutta sono sempre di plastica indistruttibile, ma queste sono le grandi contraddizioni del mondo. Anche l’utilizzo di borse di carta o di stoffa per insacchettare sta prendendo piede, nonostante le reticenze iniziali. Le cose però si sono evolute ulteriormente.

Innanzitutto borracce e bottiglie riutilizzabili sono diventate un accessorio molto trendy. Sì, voglio dire proprio «trendy», perché è quasi come portare una borsetta o un paio di orecchini. Esistono contenitori per l’acqua di ogni colore, termici, col tappo a bicchiere, col gancio, con scritte personalizzabili, con le foto, col pelo. Non è che potete pensare di portare una bottiglia di vetro qualsiasi col tappo o una borraccia da campeggio ed essere apposto. Le mie care colleghe che da sempre bevono acqua come cammelli perché «per essere idratate bisogna bere almeno due litri di acqua al giorno» e che hanno prodotto plastica bastante a occupare il Polo Nord, ora non possono più fare a meno della loro borraccia di Hello Kitty. Nelle macchinette del caffè ormai i bicchierini sono di carta. Da quando sono bambina conservo sempre un sincero stupore nel constatare che no, non si decompongono appena la bevanda calda li tocca, e mi chiedo quale stregoneria li renda impermeabili. Niente più sacconi pieni di bicchieri di plastica vuoti comunque. Ora solo sacchi pieni di bicchieri di carta.

Le macchinette davvero plastic free, comunque, impongono di avere la propria tazza personale da riempire, che ci risparmia anche quel retrogusto di cartiera quando beviamo il caffè. Bisogna riabituarsi a lavare. O almeno a potenziare le lavastoviglie. Ovviamente con detersivi plastic free (aceto, bicarbonato e olio di gomito?). Provate a visualizzare la festa della birra e a tramutare tutti quei bicchieri di plastica che si crepano appena li guardi in bicchieri di carta. Ugualmente, spariscono le posate di plastica e io di questo mi sento di gioire, tanto non sono mai riuscita a usarle senza romperle. Peccato che fissati come siamo con l’usa e getta non stiamo reintroducendo le forchette di acciaio, ma quelle di legno. Sorvolando sul potere delle lame dei coltelli di legno, io trovo molto fastidiosa la sensazione del legno sotto i denti, quindi non mi sembra una soluzione felicissima neppure questa. La mutazione da plastica a carta vale praticamente per qualsiasi oggetto che siamo stati abituati a buttare via, dal piatto al vassoio del self service. Persino per le cannucce. So che le avete incontrate anche voi e spero abbiate avuto la mia stessa faccia incredula. In un mondo plastic free, la cannuccia non è da rimpiazzare, ma da eliminare. Suvvia, lasciamola agli infanti sdentati o ai malati. E invece no, ecco le cannucce di cartone. Malauguratamente ho l’abitudine di sorseggiare le mie bevande troppo lentamente, e così la mia cannuccia è diventata parte del mio cocktail. Si è sciolta, ne è rimasta solo la parte finale. Sarà anche plastic free, ma non me la sento di mangiare cellulosa.

Comunque mi piacerebbe davvero molto che tutte quelle bottiglie di plastica da cui dipendiamo a causa della qualità scarsa dell’acqua del rubinetto sparissero. Mi piacerebbe almeno un mondo pieno di distributori di acqua, se non proprio plastic free. Si rischia che, per diventare liberi dalla plastica, ci si riempia di carta. Chissà se la foresta amazzonica ne sta davvero traendo giovamento…

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