Bisogna «uniformare i toni»

Pensieri segreti di una commessa Prima del trucco, un po’ di stucco

Pensieri segreti di una commessa Prima del trucco, un po’ di stucco
Tendenze 21 Marzo 2019 ore 09:10

Una volta che ci siamo occupati degli occhi, manca ancora tutto il resto della faccia. Sono già stata redarguita perché per truccarsi non si può mica partire con gli occhi. Mi perdoneranno le mie lettrici, ma come dicevo io possiedo la stessa matita dal lontano 2003, perciò sono partita da ciò che conoscevo. Avrei dovuto invece partire dalla base trucco. Pare che prima di truccarsi una debba preparare la sua faccia (proprio come si fa con le pareti prima di imbiancare) con una mano di stucco. Mi hanno edotto sul primer viso, che non è una spedizione veloce della vostra faccia ma una sorta di crema che dovrebbe uniformare “i vostri toni” (e con questo linguaggio tecnico mi sento già più esperta). Se non basta c’è il correttore. La mia collega commessa mi esorta: «Usalo per coprire le imperfezioni» e mi guarda con una leggera compassione, penso riferendosi alle mie occhiaie ormai croniche. Credo che per quelle serva veramente una mano di vernice, ma mi limito ad annuire come se davvero volessi d’ora in poi apparire meno imperfetta per ammaliare i miei amatissimi clienti. Dopo aver limato e corretto ogni cosa, anche se ci vorrebbe davvero uno scalpello, finalmente possiamo passare alla decorazione vera e propria.

 

 

Il fondotinta. La mia collega attacca un disco che io ho smesso di capire dopo la terza parola: «Il fondotinta leviga l’incarnato e costituisce una base per valorizzare i vostri colori e variare i volumi del visto. Ne abbiamo di consistenze variabili per effetti differenti e per donare idratazione piuttosto che spessore alla vostra pelle. Per le truccatrici più esperte è possibile anche modulare la coprenza con più passaggi». Deve aver percepito dal mio sguardo vacuo che non sono fatta per il fondotinta. Vorrei chiedere poi alle gentili utilizzatrici di queste magiche tinte qual è il loro segreto per non sudare dalla fronte e non impiastricciarsi con effetto palude dopo dieci minuti. Non parlo di quelle che si truccano per uscire a cena, nemmeno io sudo nel sedermi, ma quelle che vengono al lavoro agghindate come fanno? Temo che se provassi a mettermi il fondotinta per un giorno soltanto otterrei l’effetto fantastico desiderato, ma solo sugli avambracci. Solo chi suda sulla fronte mi ha capito.

La cipria. Non è mica finita. Se vogliamo continuare la stratificazione, subito dopo viene la cipria. Questa mi piace, mi sa di un gesto retrò e un po’ mi fa molto diva anni ’50. La cipria serve ad opacizzare la pelle – mi spiega con pazienza la collega, che tanto ha capito che non comprerò mai nulla dal mio viso imperfetto e traslucido dopo dieci ore di cassa. Per fortuna non devo affrontare nessun riflettore, ma nel caso ho capito che dovrei incipriarmi abbondantemente.

Il fard (o blush). Una volta che avete reso il vostro viso una tela perfetta, ora divertitevi a riprendere colore simulando di avere le guance di Heidi con il fard. Oh no, imperdonabile, ora si dice blush. Dal francesismo all’anglicismo, per stare in linea con i tempi, il prodotto è sempre lo stesso. Serve per colorire le guance e dare un aspetto sano (anche se avete appena fatto di tutto per sembrare una maschera di cera). Se sbagliate e ne mettete troppo sembrate appena arrivate in cima alla vetta del Resegone, ma è pur sempre un segnale di salute perfetta.

L’illuminante e il gran finale. La perla però viene riservata per il finale: «E qui infine abbiamo l’illuminante». Per un attimo mi sono sentita di nuovo tra le corsie del Leroy Merlin e mi aspettavo di vedere comparire un faretto da giardino. Invece è solo l’ennesimo prodotto da spalmare che questa volta mette in luce le parti salienti dei vostri connotati. Per un attimo mi sono immaginata andare in bicicletta di notte con la faccia catarifrangente grazie all’illuminante, ma poi ho capito che non era quello l’utilizzo previsto e ho rinunciato. La mia collega stava per passare oltre, ma si ferma d’improvviso e mi chiede a bruciapelo: «Ti interessa il contouring?». Non me la aspettavo. La commessa mi sta forse facendo una proposta indecente? Sarà legale in orario di lavoro? Forse le sono sembrata ambigua e ha deciso di osare? Invece prende l’ennesima spugnetta, la passa su una crema color marrone inquietante e si fa una riga sulla mano, iniziando poi a tirare qua e là il colore. Non so cosa questo dovrebbe farmi capire, ma per il contouring non sono pronta. Meglio parlare di labbra.

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