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Pure il veleno d'ape!

Pensieri segreti di una commessa Il rossetto giusto per un tradimento

Pensieri segreti di una commessa Il rossetto giusto per un tradimento
Tendenze 06 Aprile 2019 ore 04:30

Le labbra hanno certamente una grande importanza nel viso di una donna. Ancora una volta sono poco propensa al trucco, per me l’universo delle labbra si limita al burro cacao in inverno e al gelato in estate. Fine. Invece la mia collega che mi sta conducendo come un bravo Virgilio in questo inferno di cosmesi, mi svela subito che truccare le labbra è un’operazione complicata. Le imperfezioni sono molteplici. Labbra troppo sottili o labbra troppo poco voluminose, angoli troppo giù o troppo su, rughe, colori inadeguati. Non si sa bene come dovrebbe essere una bella bocca, ma quello che ho capito è che nessuna donna la possiede naturalmente.

 

 

Partiamo dal colore delle labbra. Ovviamente quello in dotazione da madre natura non è mai adeguato, manco a dirlo. Evidentemente era daltonica, ha sbagliato tutti gli accostamenti. Quindi bisogna scegliere accuratamente dalla tavolozza di trucchi per ridipingersi i connotati. I rossetti classici sono quelli cremosi che hanno la consistenza del grasso da bicicletta. Quelli delle fotografie Anni ’50 che fanno le labbra lucide e durano giusto il tempo di una fotografia. Nel mio immaginario è il classico accessorio che la donna in abito da sera estrae dalla borsetta dicendo: «Vado a ritoccarmi il rossetto». La mia collega ci tiene a precisare che i rossetti più economici sono ovviamente da scartare, pena il dover passare tutta la giornata a ritoccarsi le sbavature o a pulire tutte le tazzine e i bicchieri da cui si beve. Senza parlare dei tovaglioli, del rossetto che si ingerisce e dei partner che si colorano. Per ottenere un effetto duraturo però non è solo questione di investimenti, la tecnologia ci è venuta in aiuto. Il rossetto lucido dimenticatelo, adesso per labbra veramente “in” bisogna usare il rossetto mat. «Non si chiama rossetto, ma tinta labbra», mi apostrofa l’esperta commessa. La tinta labbra è magica. È liquida e una volta asciutta cambierà i connotati delle vostre labbra, ma senza che il resto del mondo noti l’inganno. Non si spiattella su ogni superficie che accidentalmente toccate con la bocca. L’ideale per i tradimenti. «È meglio però restare su una fascia di prezzo medio alta». E ti pareva. «Perché?». Perché altrimenti quando si asciuga l’effetto cartavetrata è assicurato. Prendete nota, non si sa mai che una tinta labbra scadente pregiudichi la vostra tresca.

Ma non di soli rossetti vive la donna. Le matite labbra dove le lasciamo? Se sei una vera artista del restauro, prima di dipingerti col rossetto metti una bella base di matita labbra. Così il colore fa più presa. Per un attimo mi sembra di parlare con il mio imbianchino. Poi si può anche usare per il contorno labbra, per definirle meglio e non sbavare. La mia collega si ferma un attimo e sembra ripensarci. «In verità però questo stile di trucco è un po’ demodè. Oggi è bene invece uscire dai contorni» e poi mi fa un cenno con le labbra a metà tra un bacio e un’espressione perplessa. Capisco non so con quale intuito che non mi sta ammiccando, ma sta alludendo a un effetto labbra grosse. Ma certo, tutti vogliono labbra più grandi, espanse, carnose, gonfie. Oltre quindi a dipingersele fuori dal contorno con il rossetto, ci sono molti altri barbatrucchi sbalorditivi. Il gloss. Oltre a un banale effetto ottico traslucido o brillantinato che esalta i volumi, in alcuni lip gloss innovativi è contenuta un’arma chimica. Veleno d’ape, signore e signore. Effetto puntura d’ape per labbra turgide e attraenti. Chissà se nella preistoria le signore ficcavano la testa negli alveari prima di uscire a cena? «E se una non volesse rimpolparsi le labbra?», chiedo ingenuamente io. L’esimia collega mi guarda allibita come se fossi appena scesa da Marte. Nell’era del silicone nessuno non vuole labbra più grandi. Se le hai già carnose, ne vuoi ancora di più.

 

 

Se proprio una vuole essere sobria, l’accessorio base è il lucidalabbra. «Ah, questo lo conoscono anche io. L’ultimo che ho usato risale ai tempi del Cioè e aveva il potere di incollare le labbra ai denti». Sicuramente nulla a che vedere con gli strabilianti prodotti che la carissima collega mi sta illustrando. Nonostante la sua eloquenza, non mi ha convinto. Mi compro una matita nera per gli occhi, giusto per mandare in pensione quella che ho nel cassetto dall’adolescenza, ed esco con tutte le mie imperfezioni sul volto.