Viaggio nel bello italiano

Il programma tv delle Meraviglie Tutto merito di Alberto Angela

Il programma tv delle Meraviglie Tutto merito di Alberto Angela
17 Gennaio 2018 ore 09:45

Meraviglie d’Italia, il programma delle meraviglie: quello di Alberto Angela è certamente il fenomeno televisivo che segna questo inizio di 2018. Due puntate con ascolti vicini ai sei milioni e a share che sfiorano il 30 per cento. Per la terza, questa sera, è attesa una tappa destinata a stupire la platea di RaiUno dedicata in particolare alle meraviglie di Matera. Far scoprire l’Italia agli italiani: questa è la mission di Angela. Non è il primo a tentarci, ma pochi ci sono riusciti, perché sono scivolati nel narcisismo, nella fiction, nella contrapposizione tra il bello e il brutto. Angela invece ha tenuto barra dritta su una sua assoluta convinzione: l’Italia è molto più bella di come possiamo immaginare. Bisogna saperla però restituire a 360 gradi, mixando cultura ed emozioni.

Il viaggio nella notte. L’esempio più chiaro è stato quello del viaggio nella notte. Nessun paese ha i colori che bucano il buio come il nostro. Altrove la notte è un mantello che nasconde le bruttezze, in Italia invece accade il contrario: nel silenzio la bellezza scopre le sue carte segrete che si smarriscono nella confusione del giorno. Per rendere queste sensazioni, Angela ha le sue armi segrete: riprese spettacolari, uso di droni, elicotteri, qualche effetto speciale, ricorso a mini fiction ben studiate. Ma l’arma principale è Angela stesso, con le sue convinzioni.

 

 

Un viaggiatore tutto italiano. Emblematica la puntata in cui è passato per il Cenacolo di Leonardo. Non ha fatto un solo cenno alla lettura esoterica di Dan Brown che ha fatto del capolavoro di Leonardo un fenomeno da fiction globale. Angela restituisce l’Italia a una visione italiana, sottraendola ai tentativi di colonizzazione hollywoodiana. Se qualcosa di americano gli è rimasto dalla sua formazione e dai suoi studi negli Usa è semmai il profilo da esploratore. Quando lo vediamo in scena abbiamo l’impressione che sia lui il primo a stupirsi di ciò che ci fa scoprire. Non è un professore che ci spiega la bellezza che ci fa vedere, ma è un viaggiatore che viaggia per sé e anche per noi. Con lui sentiamo la sorpresa del viaggiatore che trova qualcosa che va al di là delle aspettative. Soprattutto non ci trasmette mai la sensazione di sapere già ciò che vedrà e ciò che vedremo con lui.

 

 

La bellezza. La bellezza per Angela è poi una dimensione profonda e trasversale. Ha spiegato a Francesco Merlo in un’intervista: «Quelle che voglio trasmettere sono emozioni che riguardano le origini, un modo di pensare, di voler bene, e poi, profumi, sapori, colori, valori, sono “le meraviglie” nelle quali ci riconosciamo e dalle quali veniamo». Non è un caso che abbia scelto come compagno di viaggio a partire da questa sera con Andrea Bocelli, che l’Italia non può vedere, ma di cui sente suoni e profumi. Per raccontare le Langhe ha fatto ricorsi a Paolo Conte, non come semplice colonna sonora, ma per fargli dire che lui per tutta la vita ha cercato nel jazz il rumore del trattore che sentiva da bambino.

Un bel refresh. C’è poi un ultimo aspetto che va a merito di Angela: quello di aver saputo aggiornare la grande tradizione che l’Italia ha in materia di divulgazione culturale. Una tradizione che si era smarrita nel personalismo dei divulgatori mediatici alla Sgarbi o alla Daverio e che invece ritrova una sua dimensione più credibile e oggettiva in questa sua trasmissione in cui non c’è un mattatore ma un esploratore.

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