Più precisamente, la Morte Nera

Quanto costerebbe se fosse reale l’Impero Galattico di Star Wars

Quanto costerebbe se fosse reale l’Impero Galattico di Star Wars
18 Dicembre 2015 ore 13:45

Il momento in cui si sta guardando Star Wars IV: Una nuova speranza, ed è la prima volta, e capite, senza fare troppa fatica, che quello vestito di nero è il cattivo, ma che ancora più cattivo è quello incappucciato, è uno dei momenti che di solito si ricordano quando, anni dopo, si pensa con incredulità che c’è stato un periodo della nostra vita in cui non sapevamo nulla di Jedi e di droidi. Ma si ricorda, soprattutto, la sottile angoscia provata quando si è scoperto che l’Impero Galattico è stato così perfido da avere ideato una stazione orbitale che è in grado di distruggere un intero pianeta con un solo, potentissimo, raggio laser («Non è una luna quella, è una stazione orbitale», dice Obi-Wan Kenobi). E se esistesse per davvero? Provate a immaginare; c’è qualche scienziato che l’ha già fatto.

 

[Immagine di unusualsuspex]

 

La Morte Nera, se esistesse. La Morte Nera, che in lingua originale chiamano Death Star, è un enorme ammasso di acciaio e altre leghe non definibili, e non è soltanto un’arma micidiale. È anche la base più importante dell’Impero, dato che su di essa viaggiano truppe, AT-AT (quegli enormi droidi che assomigliano vagamente a dei dromedari), droidi da guerra, Strumtruppen e tutto l’entourage dell’Imperatore e del suo discepolo, Darth Fener (o Vader, se preferite la versione originale). Sarebbe, la Morte Nera, una palla dal diametro di 160 chilometri, avrebbe al suo interno più di 650mila “addetti del Lato Oscuro” e 607mila soldati. In termini terrestri, occorrerebbero 833mila anni per costruire una cosa simile, che peraltro costerebbe una cifra spropositata, una roba veramente mai sentita: ben 852 quadrilioni di dollari. Cioè: 851 miliardi a cui va addizionato un altro milioncino di dollari – ovvero, una cifra da quindici zeri consecutivi. Insomma, non è esattamente quello che si dice un progetto ingegneristico sostenibile. Come si può calcolare una cifra del genere, soprattutto su un impianto che non esiste? Per rispondere bisogna partire da molto, molto lontano. Precisamente, da un gruppo di fan della saga che ha avanzato una proposta singolare.

 

 

Costruire la Morte Nera, ma quanto ci costa? Qualche burlone e fanatico ha promosso una petizione per chiedere all’amministrazione della Casa Bianca di costruire una Morte Nera, da usare ovviamente per la difesa degli Stati Uniti d’America. Obama, però, pare che non sia stato entusiasta della proposta. Del resto, se anche si fosse lasciato stuzzicare dall’idea, la realizzazione sarebbe stata alquanto impegnativa. Innanzitutto, intraprendere la costruzione di una Morte Nera genererebbe un deficit stratosferico. Non esattamente ciò di cui l’America ha bisogno. Inoltre, la “luna che non è una luna” non è affatto come una nave da guerra d’acciaio, solo un po’ più grande – come qualcuno sembra avere ipotizzato. Bisogna considerare che una Death Star è una stazione orbitante e se fosse fatta d’acciaio non riuscirebbe nemmeno a essere inviata nello spazio. Potrebbero essere costruite in acciaio, invece, solo alcune parti, ad esempio le armi, mentre il resto della struttura potrebbe essere fatto di un materiale molto più leggero, diciamo, l’alluminio. Calcolando la quantità d’acciaio che occorrerebbe per una Morte Nera da 160 chilometri di diametro e considerando il costo attuale del materiale, verrebbe fuori la cifra indicata sopra: circa mezzo quadrilione di dollari. Ovviamente il preventivo non include il costo dell’alluminio per l’esterno e quello dei materiali per gli interni. Materiali che, probabilmente, non sarebbe composti nemmeno da leghe conosciute ai terrestri.

 

 

Il grande svantaggio economico della fine dell’Impero Galattico. Tant’è: il Lato Oscuro, qui da noi, dovrà aspettare ancora qualche secolo, prima che possa sfruttare una tecnologia abbastanza avanzata per mettere in atto i suoi malvagi propositi. Nel frattempo, un professore della Washington University di Saint Louis, si è già messo a fare i conti per capire se la fine dell’Impero Galattico – cioè la morte dell’Imperatore Palpatine e la distruzione della Morte Nera – sia stata davvero un affare, per l’economia galattica. Zachary Feinstein, questo il nome dello studioso che ha lavorato sul progetto di fanta-finanza, ha scritto una ricerca serissima: «In questo progetto studiamo le ripercussioni finanziarie della distruzione di due stazioni di battaglia della dimensione di una luna, completamente armate e operative (“Death Stars”) e della dissoluzione di un governo galattico, su un periodo di quattro anni». Così comincia lo scritto. Il professore ha studiato il rischio sistemico che potrebbe essere stato generato dalla vittoria dei Ribelli all’interno della galassia. Con tanto di citazioni di George Lucas e Irvin Kershner, gli sceneggiatori, Feinstein ha dimostrato che la distruzione della Morte Nera getterebbe nel caos l’economia di tutti i sistemi planetari. Ahia. A meno che i ribelli non riescano a salvare il 15 percento, o meglio il 20 percento, del Prodotto Interno Lordo della galassia per mitigare il rischio di un collasso catastrofico, la distruzione sarebbe praticamente certa. Chiametelo fascino del Lato Oscuro.

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