Un posto pulito, illuminato bene

Shakerato, non mescolato Ma a Bergamo dove è meglio?

Shakerato, non mescolato Ma a Bergamo dove è meglio?
11 Giugno 2014 ore 10:51

L’ora felice

Cocktail con ombrellini (meglio se serviti da un alter ego di Tom Cruise), birra spillata ad arte e vini d’annata da degustare. Mentre il barman, con abilità da giocoliere, scuote lo shaker sopra la spalla, ad evocare le  alchimie di un mago. E il bicchiere, con la sua miscela misteriosa, con i suoi colori intensi e vivaci, diventa protagonista di una coreografia raffinata. Questo è l’aperitivo, eroe dell’ora felice.

Non tutti sanno che:
Un antecedente del moderno aperitivo era consumato già nella Roma antica: il mulsum a base di vino e miele. L’aperitivo moderno nacque però a Torino, grazie ad Antonio Benedetto Carpano, che nel 1786 inventò il Vermut, prodotto con vino bianco addizionato ad un infuso di oltre 30 tipi di erbe e spezie.
Da allora la “speciale bevanda” ha invaso tutta Europa: successivamente prodotta da Cinzano e Martini & Rossi è divenuta – col nome di “Martini” – l’aperitivo per eccellenza, da bere liscio o come base di cocktail come il Negroni (con Bitter Campari e Gin) o il Manhattan (Bourbon Whisky e 1 goccia di angostura). O come l’omonimo Martini, che vive però una sua vita autonoma in compagnia del Gin.
La sua diffusione in Italia data dagli ultimi anni del 1800, ed è legata al contemporaneo affermarsi dei caffé che avevano già attecchito in realtà come Torino, Genova, Firenze, Venezia, Roma, Napoli, Milano.

“Shakerato, non mescolato”

Anche i cocktail hanno i loro momenti di gloria. Un vero e proprio cliché, che nell’immaginario collettivo procede di pari passo con scene indimenticabili appartenenti all’epoca d’oro della cinematografia.
Un White Angel per Holly Golightly e un Banana Daiquiri per Fredo Corleone: nomi che hanno fatto la storia del cinema e della letteratura, da Colazione da Tiffany” a “Il Padrino: parte seconda”.
Un poster, realizzato da Pop Chart Lab, raccoglie i drink più amati dai protagonisti di film e serie tv. 49 cocktail serviti al bar come nelle pagine e nei frame dei best sellers. Con tanto di dosi esatte per replicarli, ispirandoci magari alle atmosfere anni ’20 del Grande Gatsby (quando andava di moda il Mint Julep) o a quelle più contemporanee di “Sex&The City” (dove Carrie va pazza per il Cosmopolitan). Passando per il Mojito di “Miami Vice” e i Manhattan di “A qualcuno piace caldo”.

Spesso ci si imbatte in drink che associamo subito a un personaggio: è il caso dei White Russian che tanto piacciono a Drugo del “Grande Lebowski”, lo Screwdriver che tiene sempre in mano Ordell Robbie di “Jackie Brown”. Un viaggio cinematografico ad altissimo tasso alcolico, nel quale è facile trovarsi faccia a faccia con vere icone del genere come il Vesper Martini visto in “Casino Royale”, con James Bond che ordina l’inedito mix di gin, vodka, Lillet Blanc e scorza di limone in onore di Vesper Lynd, la sua ultima Bond-girl (Eva Green) sussurrando le dosi esatte al cameriere. D’altronde Bond è perfezionista in fatto di cocktail. Il suo Martini dev’essere “Shakerato, non mescolato”.

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Pit stop irrinunciabili per l’aperitivo.

Per rinfrescare le vostre gole assetate, niente di meglio di un drink urbano. In piazza, tra la movida, in un dehor o nel relax di un angolo defilato della città. Ecco una mini guida per scegliere un cocktail, la location ideale in cui consumarlo o semplicemente un suggerimento per una pausa golosa.

Aperitivo Chic – Gourmet

Arri’s.

Dalle ceneri dell’ex Hemingway, ha preso piede il cocktail bar “stellato” Arri’s bar, che deve il suo nome ad un colpo netto inferto a quello di Arrigoni Stefano, suo Patron. Si respira, forse per la ricercata assonanza, l’atmosfera tipica degli Harry’s Bar, celebri ritrovi del jet set, che –  da Venezia a New York – annoveravano tra i propri clienti Hemingway e Fitzgerald.Durante l’aperitivo tapas gourmet e altre diavolerie preparate ad arte con materie prime d’eccellenza dallo chef Paolo Benigni irrompono nella folla. Nell’ora cardine dell’aperitivo il dehors estivo si anima, si colora dei cromatismi dei cocktail, si tinge delle parole dei suoi ospiti, profuma di stuzzicanti prelibatezze servite al tramonto. Un ambiente ultra chic che ha adottato la formula del kitchen bar, grazie all’intuizione del proprietario (titolare anche della pluristellata Brughiera di Villa d’Almè), nel quale abbiamo scelto una sosta a base di Spritz.

Aperitivo Originale

Harlem.

Una novità. Questo spazio ha conosciuto momenti di grande euforia, alternati a periodi di buio totale. Bergamo è una città imprevedibile in termini di andamento dei locali. La gente elegge un bar e lo sceglie, trascinandosi altra gente, facendo la fortuna di uno spazio. Ma, come una moda che va e viene, così anche l’utenza si sposta in massa verso nuovi orizzonti e mete, inspiegabilmente e senza riserve.
Da qualche mese una nuova squadra di tre ragazzi giovani, amanti del mood americano, quello del basket, dei graffiti e dello street style, ha rilanciato la location del vecchio Tassino, divenuto poi Tsunami. Oggi battezzata Harlem.

Cosa bere? Un Harlem Jungle Fruit, un cocktail preparato ad arte con frutta pestata, mixata con vodka o rum, e servito nel vasetto della marmellata.

Aperitivo Taste and Wine

Il Maialino di Giò.

In piazza Pontida, uno degli spot più gettonati della città. Il Maialino di Giò è una tappa obbligata per chi predilige la sosta tra la movida, ma sceglie di degustare un buon calice di vino e assaporare taglieri di salumi tipici, ricchi di tradizione e storia. La carta dei vini può creare qualche imbarazzo nella scelta, ma il personale competente e preparato può sicuramente aiutare ad uscire dall’empasse. Da provare perché: ricorda quei bistrot francesi in cui si trascorreva la serata conversando, seduti in piazza, immersi tra la gente, attingendo dalla botte di Bacco e riuscendo persino ad ascoltare i discorsi degli amici, cosa estremamente difficile durante gli happy hour mondani.

Aperitivo Relax

Al Villino Divino.

Siamo vicini al centro città, a Longuelo, ai piedi di Città Alta, ma sembra di essere in un altro posto. Lo scenario, il contesto riservato e l’ambiente friendly, meritano se non altro un sopralluogo. Abbiamo scelto questo posto per goderci una birretta in relax. Complice la tranquillità che pervade lo spazio circostante, la selezione di birre artigianali e la cortesia dei proprietari, questo spazio ci consente di consumare un aperitivo lontano dalla frenesia, dal caos e dalle chiacchiere rumorose. Intorno a noi pace e originali sapori da testare.

Aperitivo Dance

Bobadilla.

La domenica sera l’aperitivo è al Leolandia (ex Minitalia). Dal primo giugno, fino a fine settembre Bobadilla ospita circa duemila persone per serata fino a tarda notte. Aperitivo Martini. Dalle ore 19, prima che la musica inizi a “pompare” si può assaggiare qualche stuzzichino scegliendo tra le isole di finger food dislocate sul piazzale con vista Montagne Russe. Per gli amanti delle discoteche, per chi non può fare a meno della musica a grandi volumi e vuole vivere la sua ora felice in un bagno di folla.

Un consiglio? Don’t Drink the Water. Woody Allen dixit.

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