oPhone, un'invenzione parigina

Ecco l'incredibile smartphone con cui invieremo odori via sms

Ecco l'incredibile smartphone con cui invieremo odori via sms
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Secondo Nesta, fondazione britannica per la promozione dell’innovazione, trasmettere odori a distanza sarà uno dei 10 trend tecnologici dell’anno appena cominciato. L’olfatto è il nostro senso più delicato, il più magico, fatto di tante sfumature impossibili da immaginare. Ora inviare un odore, comunicando la sua eccezionalità, e condividerlo con una persona lontana per posta elettronica o via messaggio tuttavia sembra non essere più un'utopia. Arriva dalla Francia la notizia che alcuni ingegneri hanno realizzato il prototipo di un telefono in grado di mandare sms contenenti – appunto - profumi. Così sarà possibile aggiungere un tocco di salsedine alle foto che ci ritraggono in mare o mandare un buon aroma di caffè al nostro fidanzato al posto del classico messaggio del buongiorno.

Come? Il progetto oPhone è presto spiegato: si tratta di un device che permette di inviare messaggi olfattivi istantaneamente e in tutto il mondo. Nato dalla mente del professor David Edwards e dai suoi studenti di Havard Rachel Field e Amy Yin, in collaborazione con tutto lo staff di Le Laboratoire, un centro di arte contemporanea e design nel cuore di Parigi dove artisti e designer sperimentano alle frontiere della scienza, è stato presentato da una campagna in Indiegogo e prevede il lancio ufficiale sul mercato a partire dal 2015. Il prezzo sembrerebbe pure accessibile, 199 dollari (149 per chi partecipa alla campagna di finanziamento pubblica), mentre l’utilità rimane un dubbio.

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Vapor Communications oPhone
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The oPhone, the first delivery system designed for scent-based mobile messaging, available for pre-sale via a crowd-funding campaign on Indiegogo from June 17. (PRNewsFoto/Vapor Communications)

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Come funziona. Il funzionamento è semplice ma geniale. Ogni oPhone contiene qauttro oChip, ognuno dei quali contiene quattro fragranze diverse, per un totale di 32 aromi di base. Gli aromi si limitano, per ora, al solo mondo del cibo, anche se hanno raggiunto le 30mila varianti. Gli sviluppatori hanno detto che al momento del lancio verrà fornito un vedemecum che specifica la combinazione di aromi più comuni: quello del caffè, di una pizza calda, il profumo di un fiore e così via. Ma spiegano anche che è possibile sperimentare per creare il profumo più simile alla foto che s’intende inviare con il proprio messaggio. L’idea finale non è quella di fare in modo che ogni utente di iPhone possieda un oPhone, quanto piuttosto quella di creare degli hotspot aperti a tutti dove chi riceve un messaggio “profumato” possa recarsi e annusare la fragranza che gli è stata inviata. Sembra fantascienza, ma probabilmente questo è quello che pensavano anche i primi avventori delle scoperte tecnologia più avanguardiste.

 

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I tentativi precedenti. Comunque, non è la prima volta che qualcuno si cimenta nel tentativo di portare aromi e profumi in un mondo così freddo e inodore come quello della tecnologia. Il primo è stato lo Smell-o-Vision negli anni Sessanta, un sistema che, installato nei cinema, permetteva di rilasciare particolari odori durante la proiezione di un film; ma ebbe poca fortuna. Semplicemente perché puzzava. Poi toccò a Odorama, negli anni Ottanta, utilizzato, per poco, sempre nelle sale cinematografiche. Altro flop.

Passando ai computer di casa, forse qualcuno si ricorderà di iSmell, un hardware prodotto nel 2001 che, collegato alla porta USB di un computer, era in grado di rilasciare una determinata fragranza, da un ventaglio di 128 combinabili tra loro, quando l’utente riceveva una mail o entrava in una particolare pagina web. Anche iSmell non ebbe particolare successo: nel 2006 la rivista PC World Magazine lo mise nella classifica dei 25 peggiori prodotti tecnologici di tutti i tempi. Ora tocca a oPhone. Come se la caverà?

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