Seattle, 18 giugno, ore 19

La sorpresa di Amazon

La sorpresa di Amazon
17 Giugno 2014 ore 11:55

Alle ore 19 di mercoledì 18 giugno, in uno speciale evento mediatico a Seattle, Amazon lancerà le sue novità. Tra queste, la presentazione di un attesissimo nuovo prodotto: in tanti pensano si tratti di uno smartphone.

Un nuovo smartphone 3D? Il riserbo da parte della società è stato praticamente assoluto e l’unico indizio fornito è la diffusione di un video in cui utenti incuriositi e contenti provano il nuovo dispositivo. Che non viene, però, mai mostrato.
Uno smartphone targato Amazon non sarà, però, solo un ingresso nel mercato della telefonia. Il Lab126, il misterioso laboratorio di ricerca e sviluppo dell’azienda, pare abbia integrato il nuovo dispositivo con una rivoluzionaria tecnologia 3D, gestita da ben 4 fotocamere IR frontali. La tecnologia di base si chiama Okao Vision ed è stata sviluppata dalla casa giapponese Omron, che ha brevettato un sistema in grado di stabilire con precisione millimetrica la posizione del nostro volto, in modo da offrire un’interfaccia 3D con effetti incredibili, ma pur sempre basata su un tradizionale schermo LCD. Un cenno del capo sarà sufficiente a impartire comandi allo smartphone. Che dovrebbe essere, se Amazon rispetterà le sue precedenti politiche di prezzo, piuttosto economico. E quindi, già di per sé appetibile.

 

 

Prime Music, la penultima novità. Settimana scorsa, Amazon ha lanciato, solo negli USA, il proprio servizio di streaming musicale gratuito, Prime Music.
Gratuito, ma non del tutto. Per poter accedere all’archivio musicale offerto da Amazon bisogna essere iscritti ad Amazon Prime, che in America costa 99 dollari. In Italia, invece, solo 9,99 euro. Ma nel Belpaese Amazon Prime offre, qualche servizio in meno rispetto alla versione statunitense: niente spedizione gratuita entro due giorni, né streaming video di film e serie TV, né libreria di ebook gratuiti per i clienti Kindle.
Amazon non ha accompagnato con alcun annuncio pubblicitario il servizio, spiazzando un po’ tutti. Probabilmente non voleva togliere risalto all’evento mediatico in programma il 18 giugno.
La novità di Prime Music è di fatto una sfida lanciata a Spotify e Deezer, realtà che da tempo si sono consolidate nel settore, e a YouTube, battuto sul tempo dopo l’annuncio dell’imminente uscita del suo nuovo servizio di streaming musicale.
Senz’altro una parte è stata giocata dalla necessità di giustificare l’aumento del costo del pacchetto Prime, passato da 79 a 99 dollari negli USA. E di renderlo più appetibile, nonostante il prezzo.
Molte perplessità hanno seguito il lancio di Prime Music, soprattutto per il fatto che l’archivio offerto ai propri clienti è decisamente meno ricco di quello dei concorrenti. Rispetto agli oltre 20 milioni di canzoni disponibili su Spotify, Prime Music ne avrà solamente un milione. Il motivo è il mancato accordo con la Universal, che non permetterà l’uso delle canzoni dei suoi principali cantanti (Katy Perry e Kanye West su tutti) e con diverse case discografiche indipendenti, ma comunque di tendenza, negli Stati Uniti. Al momento solo le due major Warner e Sony hanno ceduto i diritti ad Amazon.
Nonostante questo, Prime Music non parte da zero: sfrutterà il bacino già consolidato di oltre 20 milioni di utenti Amazon Prime. Che sono più del doppio rispetto ai clienti premium, cioè paganti, del concorrente Spotify.

 

 

Che cos’è Amazon. Amazon.com è un’azienda di commercio elettronico statunitense con sede a Seattle, nello stato di Washington, Stati Uniti d’America. Fondata con il nome di Cadabra.com da Jeff Bezos nel 1994 e lanciata nel 1995, Amazon.com iniziò come libreria online, ma presto allargò la gamma dei prodotti venduti a DVD, CD musicali, software, videogiochi, prodotti elettronici, abbigliamento, mobilia, cibo, giocattoli. Oggi spedisce prodotti in tutto il mondo e possiede, tra le altre, Alexa Internet (società di statistiche internet), A9.com (il motore di ricerca di Amazon) e IMDb (Internet Movie Database, banca dati online sul mondo del cinema). E fattura, all’anno, 74,45 miliardi di dollari.

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