PUMA, NIKE, ADIDAS

Leggere, colorate, su misura L’evoluzione delle scarpe da calcio

Leggere, colorate, su misura L’evoluzione delle scarpe da calcio
17 Giugno 2014 ore 16:30

Le ultime scarpette da calcio arrivate ai mondiali brasiliani rappresentano una vera e propria rivoluzione. Dalle coloratissime Puma indossate da Balotelli e da molti campioni della nazionale (le evoPower) caratterizzate dal fatto di essere l’una di un colore diverso dall’altro (una è fuxia, l’altra è azzurra) all’ultima arrivata in casa Nike,che costuituisce la rivoluzione più significativa.Si chiama Magista, leggera e coloratissima ha il collo alto come uno scarponcino e al Mondiale in Brasile la indossano praticamente tutti i giocatori della scuderia statunitense. Il colpo d’occhio è forte, l’evoluzione delle scarpe da calcio sembra non conoscere confini e basta raccontare un po’ di storia per capire fino in fondo un fenomeno che pare inarrestabile.

Dalle Adidas Copa mundial al marketing di oggi.

Una ventina d’anni fa, c’erano sostanzialmente due opzioni. Scarpe a 6 tacchetti per i terreni più complicati e d’inverno, scarpe a 13 quando la bella stagione faceva capolino. Per ogni marca c’erano due scelte e nella sacca da calcio il portascarpe era riempito da ciabatte e parastinchi. Oggi, a livello planetario, la scarpa da calcio ha raggiunto livelli di tecnologia assoluti e ogni giocatore ha opzioni, soluzioni e stili dei più disparati. Gli sponsor fanno a gara per accaparrarsi i giocatori più in vista, spesso si identificano quelli della stessa scuderia perché durante la partita tutti indossano lo stesso modello e lo stesso colore (ai Mondiali sono Nike e Adidas le più gettonate) e tutto questo succede in nome del marketing.Ogni giocatore ha una dotazione praticamente illimitata di scarpe: ogni volta che ne chiede lo sponsor rifornisce. Il lancio di un nuovo modello è occasione per il produttore di procedere alla fornitura, i giocatori spesso si affezionano ad uno specifico paio e sono sempre i magazzinieri gli angeli custodi dei piedini fatati. A Bergamo il mitico Dorino è colui che si occupa di tenere in ordine tutto il materiale e conosce a memoria le preferenze di ogni giocatore del gruppo.

Ma in cosa si diversificano i vari modelli? Un’analisi completa di tutta l’offerta necessiterebbe di un volume specifico e dettagliato; per semplificare si possono identificare quattro caratteristiche che determinano la scelta di una scarpa: peso, tomaia, allacciatura e suola. In base al ruolo una scarpa più leggera (circa 200/210 grammi) si lascia preferire ad una più imbottita perché aiuta la velocità, la tomaia in pelle naturale (canguro) può essere più o meno ruvida in base alla sensibilità del piede che la indossa e del controllo di palla necessario (un portiere ha esigenze diverse rispetto al regista) mentre l’allacciatura può fare la differenza al momento del calcio. La suola e i tacchetti sono normalmente in plastica ma struttura, forma e numero di elementi che toccano terra sono variegati: i “lamellari” offrono miglior trazione, i “circolari” hanno altezze e distribuzione diversa in base alla tipologia del terreno da affrontare. Che sia in erba naturale o sintetico, per ogni condizione c’è una suola specifica. Un mondo variegato insomma, continuamente in evoluzione e con alcuni vecchi trucchi ormai superati.

In passato era normale vedere un professionista lasciare ad un ragazzo della Primavera delle scarpe nuove da sformare: si sceglieva qualcuno con lo stesso numero e si delegava il rischio di fiacche e arrossamenti a piedi meno pregiati. Anche la scelta di scarpe più piccole ormai è superata, si faceva per ottenere un perfetto modellamento sul piede della calzatura ma oggi ogni giocatore ha la scarpa su misura e quindi l’unica incombenza che gli rimane è la scelta del ricamo. Che sia il numero, il nome dell’amata o dei figli anche sulle scarpe si vedono spesso dettagli unici che rendono tutto ancora più speciale.

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