Da Gianni Morandi a...

Tormentoni ed epic fail del 2015 Quando i social danno il meglio

Tormentoni ed epic fail del 2015 Quando i social danno il meglio
31 Dicembre 2015 ore 09:05

L’arrivo della fine dell’anno, oltre a suscitare i consueti desideri e sogni e per l’annata che ha da venire, è il momento giusto per guardarsi alle spalle e dare un’occhiata ai 365 giorni appena trascorsi. E non stiamo parlando solo di avvenimenti che possono essere categorizzati come “storici” nel senso classico del termine: in un mondo ormai conquistato e dominato dalla tecnologia di massa, anche i fenomeni dei social network possono essere considerati a pieno titolo come eventi rilevanti dell’anno che si sta per concludere. Facciamo allora un piccolo focus su quelli che sono stati i tormentoni social di maggior rilievo del 2015, sia per il clamoroso successo ottenuto che, eventualmente, per il loro doloroso flop.

 

Gli Epic Win

 

1) Gianni Morandi, il vincitore indiscusso

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Il 2015 di Facebook, in Italia, ha avuto un unico e incontrastato dominatore: Gianni Morandi. A partire all’incirca dallo scorso gennaio, infatti, il buon Gianni ha iniziato a utilizzare in maniera quasi compulsiva il social network di Mark Zuckerberg, postando foto in qualsiasi momento della giornata che lo ritraevano a fare le cose più quotidiane, da una corsa al parco alla cura del giardino. Ma fin qui, nulla di eccezionale. Ciò che veramente ha lanciato Morandi nell’Olimpo dei personaggi social sono state le risposte ai commenti lasciati da suoi fan (o detrattori): sia che si tratti di un complimento, che di un insulto, che di una battuta, Gianni si è prodigato nel rispondere a moltissimi, con uno stile sempre molto pacato, sarcastico, e spesso autoironico. Concludendo sempre, ovviamente, con l’ormai classico “un abbraccio”. Un disponibilità che ha portato i natanti di Facebook a commentare in continuazione i post di Morandi, nella speranza di ottenere una risposta. E, molto spesso, sono stati accontentati.

 

2) Ceres

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Particolarmente apprezzata e condivisa è stata la cartolina che l’azienda produttrice di birra Ceres ha realizzato in occasione degli atti di vandalismo che i tifosi della squadra olandese di calcio del Feyenoord compirono in occasione della partita di Europa League contro la Roma, quando danneggiarono in maniera quasi irreparabile la Barcaccia del Bernini. Ceres, che è un marchio danese e quindi non mosso da sensi patriottici, pubblicò sui social una cartolina raffigurante la Barcaccia devastata e la scritta «Se non sapete bere, statevene a casa». Un gesto apprezzatissimo dal popolo romano e non solo, che valse decine di migliaia di like e condivisioni, e la giusta menzione fra i fenomeni social dell’anno. Ma la sagacia dei social media manager di Ceres è ormai nota ai più, basta guardare l’ironica maestria con cui correlano il marketing agli eventi socio-politici-mondani contemporanei, fino alla cultura letteraria e cinematografica.

 

3) National Geographic

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Applausi meritati anche per National Geographic, grazie nientemeno che a… Miss Italia. Chi non ricorda l’uscita, francamente poco comprensibile, di Alice Sabatini durante il concorso per nominare la donna più bella del nostro Paese? La non ancora Miss nazionale, quando le viene chiesto in quale periodo storico vorrebbe rinascere, risponde sicura: «Mi sarebbe piaciuto vivere nel ’42, per vedere realmente la Seconda Guerra Mondiale». Non paga, prosegue con un: «Tanto le donne mica di andavano in guerra». Le reazioni del popolo del web, ovviamente, non si sono fatte attendere, e Alice, benché poi divenuta Miss Italia, è passata alla storia dei media esclusivamente per queste sue controverse dichiarazioni. National Geographic, con uno stile impeccabile, invece che lasciarsi andare ad insulti e attacchi feroci come la maggior parte degli italiani, ha postato sui propri social una locandina ironica di un ciclo di documentari sulla Seconda Guerra Mondiale, muovendo proprio dalla frase della Sabatini, che campeggiava in cima all’immagine. Sobrio, ironico, ficcante e, naturalmente, condiviso: chapeau.

 

4) «Sono giapponese!»

Chiudiamo gli Epic Win con una frase rimasta impressa nella memoria digitale di questo 2015: «Sono giapponese!». A pronunciarla è stato un turista nipponico, che a Napoli, con tanto di maglia della squadra partenopea, viene avvicinato da un giornalista che gli chiede cosa stia domandando a San Gennaro, dal momento che il contesto è una funzione in onore proprio del santo patrono. E il turista, con un’espressione fra il perplesso e l’offeso, risponde: «Sono giapponese!». Apriti cielo! Questa risposta è stata un vero e proprio tormentone: riproposta, remixata, condivisa, copiata… Un’autentica bomba mediatica.

 

Gli Epic Fail

Ahinoi, al fianco di grandi trovate social ce ne sono state alcune, in questo 2015, che al contrario sono state un vero e proprio disastro, e che hanno talvolta arrecato addirittura importanti danni d’immagini alle aziende.

 

1) Samsung

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La prima da citare è senza dubbio la Samsung: la celeberrima compagnia produttrice, fra le varie cose, di smartphone, ha avviato un’importante partnership con Expo, grazie alla quale tutti coloro che erano in possesso un cellulare Samsung potevano iscriversi ad una community che avrebbe offerto l’opportunità di vincere ingressi gratuiti all’Esposizione milanese. Non fosse che nella locandina pubblicitaria postata sui social network veniva presentato un ragazzo intento ad iscriversi alla community con… un iPhone. Un autogol clamoroso, che il mondo social ovviamente ha avuto modo di rimarcare a dovere.

 

2) Melegatti

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Venendo invece alla Melegatti, storica azienda dolciaria veronese, fece un grande scalpore un’immagine pubblicitaria postata dai profili social dell’impresa a novembre, raffigurante due persone sotto le coperte che fanno colazione con i cornetti Melegatti e la scritta: «Ama il tuo prossimo come te stesso… Basta che sia figo e dell’altro sesso!». Come si può intuire, un’ondata di polemiche si è scatenata contro l’azienda, accusata di omofobia e violazione dei diritti degli omosessuali. La Melegatti ha fatto sparire in fretta e furia il post, scusandosi vivamente con il pubblico e prendendo le dovute misure nei confronti dei responsabili del marketing. Ma il danno d’immagine, ormai, era stato fatto.

 

3) Grisbì

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Chiudiamo i tonfi social di questo 2015 con la pessima trovata pubblicitaria della Grisbì, che per sponsorizzare i suoi biscottini ha fatto girare in internet un’immagine raffigurante due di questi (uno al cioccolato e uno alla panna) posizionati uno sopra l’altro e sovrastati dalla scritta “Missionario”. Ora, il riferimento alla posizione sessuale è più che chiaro ma… Cosa c’entra con dei biscotti? Una pubblicità tanto ambigua e confusa, articolata anche in altre immagini piuttosto eloquenti, che la Grisbì venne costretta a rimuoverla.

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