Stasera, 29 agosto, alle 22

La musica felice degli Hobos in Dust rallegra la fine di agosto al Goisis

La musica felice degli Hobos in Dust rallegra la fine di agosto al Goisis
Viva Bèrghem 29 Agosto 2018 ore 10:15

Agosto sta finendo, ma per salutare l'estate c'è ancora tempo. È vero, molti hanno già concluso le ferie e altrettanti sono rientrati al lavoro (sigh!), ma tutto questo non è un buon motivo per deprimersi. Meglio attendere i pomeriggi d'autunno per questo. No, adesso è ancora il momento di godersi il tramonto all'aria aperta, sorseggiare un bel cocktail e osservare la volta stellata ascoltando buona musica. Insomma, è ancora tempo di godersi gli estivi di Bergamo, tra cui in Città Bassa spicca certamente il Goisis a Monterosso. Lì c'è ancora un mesetto di buon cibo, sorrisi, eventi e, naturalmente, musica live. Stasera (mercoledì 29 agosto, ore 22), ad esempio, George Herald aprirà le porte agli Hobos in Dust, gruppo bergamasco doc che, di anno in anno, s'è costruito un nome e una solidissima "fan-base".

 

 

Il gruppo nasce quattro anni fa dall'incontro di Danilo Rota e Giorgio Pesenti, ovvero voce e chitarra acustica, a cui si sono poi aggiunti Nicola Regonesi e Paolo Zanchi, rispettivamente alla batteria e al contrabbasso. Per tutti loro Bergamo è casa, ma il genere di riferimento è il folk e l'orizzonte della loro musica non ha confini. È musica in purezza, quella degli Hobos in Dust, e ascoltarli è un po' come bersi un bicchierino di gin artigianale: è tutta un'altra cosa rispetto al sorseggiare un gin tonic. Palco o strada, non fa differenza: dove si può fare musica loro ci sono. E ancora oggi il loro tratto distintivo principale è il divertimento con cui approcciano la "musica in libertà", tanto che quasi tutta la band è anche co-protagonista del progetto "Canta Indie. Canta male.". Ma questa è un'altra storia (che vi raccontiamo QUI, se volete). Dopo due anni di gavetta, nel 2016 è uscito Capitan's Tale, ovvero il loro primo album, interamente autoprodotto, genuino e ricco di suoni artigianali. Un anno dopo circa, nel 2017, il secondo album: Paper Planes. Il lavoro piace, tanto che vengono selezionati per MTV New Generation come artisti della settimana.

 

 

La loro musica piace, coinvolge, diverte, e proprio per questi motivi il meglio del loro repertorio, piuttosto che in sala di produzione, lo danno dal vivo. Un motivo in più, quindi, per gustarsi il live di questa sera al Goisis, che proprio loro ci hanno presentato in una breve intervista.

Ragazzi, siete appena stati al Ferrara Buskers Festival, un evento grande e importante. Come è andata?

«Da circa un anno alterniamo, ai concerti sui palchi, alcuni live suonando per strada. Rispecchia molto il nostro modo di far musica: la gente si ferma, batte le mani, balla, senza l’esigenza di avere volumi significativi per stupire. C’è molto contatto con il pubblico e a Ferrara è andata proprio così. Abbiamo suonato nel centro storico, davanti al Castello Estense. Scene di questo tipo non capitano tutti i giorni».

Quali sono i vostri artisti di riferimento?

«Sicuramente Lumineers, Mumford and Sons e tutto il filone Indie-Folk. Ma anche molto altro, che magari non si sente così distintamente nella nostra musica. Abbiamo anche molti dischi elettronici o comunque lontani dal genere che suoniamo nella nostra playlist».

Qual è il momento del concerto che preferite?

«Gli ultimi brani, senza dubbio. Scendiamo dal palco e suoniamo in mezzo al pubblico. Insomma, non riusciamo a non farlo! Oltre a questo, ci sono mille momenti che ci piacciono. Siamo molto legati e spesso trovarsi a suonare equivale a stare con gli amici. Sarà per questo che ci dicono che siamo addirittura troppo felici, anche musicalmente».