Prima di tutto la sicurezza

Le vie ferrate sulle nostre montagne

Le vie ferrate sulle nostre montagne
Viva Bèrghem 29 Marzo 2019 ore 04:30

La provincia di Bergamo con le sue Alpi Orobie e le valli che le “tagliano” sono un vero fiore all’occhiello delle montagne italiane. Rispetto alle più blasonate montagne della Val d’Aosta o le Dolomiti, le Orobie godono ancora di un turismo non di massa che le rende particolarmente attraenti per gli appassionati che vanno alla ricerca di percorsi isolati e impegnativi. Tra le opportunità più interessanti nelle valli bergamasche, ci sono sei bellissime vie ferrate che negli ultimi anni hanno attirato appassionati da tutte le regioni del nord Italia e non solo.

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Le ferrate ad alta quota. Ne abbiamo parlato con Sergio Vecchi, ideatore e gestore del sito specializzato ferrate365.it che include relazioni di oltre 370 vie ferrate in Italia. «Le Orobie sono montagne bellissime, che hanno carattere e che restano nel cuore a chi ha passione per la montagna. Sono stato nelle Orobie a percorrere le sei vie ferrate presenti in provincia di Bergamo e sono rimasto affascinato da queste belle vette, prive delle masse di turisti che affollano altre zone dell’arco alpino. La prima via ferrata della Bergamasca che merita di essere provata è quella al Passo della Porta, che risale il Monte Visolo nel gruppo della Presolana. Questo itinerario attrezzato è una via lunga, piuttosto impegnativa dal punto di vista fisico sebbene abbia limitate difficoltà tecniche. La via si intraprende da Colere. Salendo poi lungo le valli incontriamo due itinerari nel cuore delle Orobie: la ferrata al Pizzo del Becco e la ferrata al Pizzo Strinato. La prima è una ferrata piuttosto breve sebbene anch’essa inserita in un lungo giro. L’itinerario non è da sottovalutare anche a causa di alcuni tratti (semplici) da risalire in arrampicata libera. La salita al Pizzo Strinato è forse la via ferrata maggiormente “alpinistica” tra quelle bergamasche e si compie attraverso la via ferrata Guerino Rossi che in circa un’ora e mezza risale la parete nord su lunghi tratti di cresta. Caratteristici i canaponi che sostengono la progressione e particolare attenzione serve nella discesa lungo un’affilata cresta fino alla forcella che separa il Pizzo Strinato dal Monte Costone».

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Le ferrate sulle Prealpi. «Scendendo verso la pianura – continua Vecchi -, nelle Prealpi Orobiche incontriamo tre itinerari molto diversi tra loro. Con partenza dalla Conca dell’Alben, possiamo salire l’esposta via ferrata Maurizio, che ci condurrà alla vetta del Monte Croce da cui si può salire all’Alben. Dal borgo antico di Cavaglia, vicino al comune di Brembilla, si può invece salire la ferrata alla Madonnina del Coren. Questa via è probabilmente la meno impegnativa tra quelle bergamasche, eccezzion fatta per un passaggio suggestivo all’interno di una grotta. Infine, la via ferrata al Monte Ocone in Val Imagna è la più recente e sale una lunga serie di torrioni calcarei che mettono a dura prova chi li salirà. La via è nel complesso di quasi tre ore, con sezioni che vanno dal moderatamente difficile al molto difficile».

Prima di tutto, la sicurezza. Ricordiamo che per percorrere le vie ferrate è necessario avere con sé i dispositivi di sicurezza individuali minimi, ovvero imbrago da arrampicata, set da ferrata con dissipatore e due moschettoni, oltre al casco e ai guanti da arrampicata. A questi è consigliato aggiungere un paio di calzature da montagna idonee. Per percorrere le vie si deve essere in buono stato di forma e non soffrire di vertigini.

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