A Leffe

1 maggio al Museo del Tessile Per vederne davvero di tutti i colori

1 maggio al Museo del Tessile Per vederne davvero di tutti i colori
Viva Bèrghem 01 Maggio 2018 ore 09:15

Primo maggio, festa del lavoro e dei lavoratori: se salite in Val Gandino, potrete vederne di tutti i colori. A prima vista è l’annuncio di un caleidoscopio di eventi, che certamente non mancano, a cominciare dal Primo Maggio Music Day, che dalle 15 alle 23 porterà sul palco in via Locatelli (tensostruttura comunale) le band emergenti della Valle e il gruppo 2 Mondi per il tributo a Lucio Battisti. In senso più strettamente letterale, i colori sono quelli del Museo del Tessile Ginetto Martinelli, un piccolo gioiello che racconta, con macchinari originali e funzionanti, l’epopea di una Valle e dei suoi operai.

 

 

La storia. Dal 2013 l’esposizione curata dai volontari di ARTS è ospitata in un ampio stabile annesso al Polo Scolastico Gianni Radici, in quella che nei decenni scorsi era la palestra scolastica, ma che ancor prima era, come centinaia di stabili leffesi, una manifattura tessile. Qui, ai piedi delle Orobie, si incrociarono aspetti ambientali e storici assolutamente sinergici, come la presenza di pascoli con relativo allevamento ovino, la conseguente disponibilità di lana e l’abbondanza di acqua, che consentì ai gandinesi prima e ai leffesi poi di divenire lanieri, tessitori, tintori e soprattutto mercanti. Se i gandinesi puntarono alla Mitteleuropa, alla Baviera, alle Fiandre ed alle terre della Serenissima e degli Asburgo, da Leffe, nel secolo scorso partì l’epopea dei copertini, ambulanti “incantatori” che raggiunsero ogni angolo d’Italia con i propri prodotti, venduti sulle piazze con veri e propri spettacoli. Credeteci o no, sono stati davvero i pionieri delle televendite: mancava solo la tv.

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1 maggio al Museo del Tessile. Il Primo Maggio per il Museo del Tessile di Leffe è da sempre un giorno di grande festa. Dalle 14 alle 19 l’esposizione sarà aperta a turisti, famiglie ed esperti. Non si tratta del semplice defilé di ferri vecchi e polverosi, ma della presentazione della filiera completa, con macchinari originali e (soprattutto) funzionanti. Si possono ammirare il grande torcitoio della seta con la ruota del mulino ad acqua dal diametro di oltre 3 metri, il reparto carderia, la serie di telai dal medioevo a metà del Novecento e la trasmissione centralizzata a cinghia di inizio Ottocento. Notevoli e particolari le macchine di finitura dei tessuti quali garzatrici, cimatrici, macchine da ricamo e per merletti.

La novità 2018 è rappresentata dalla nuova Sala Didattica multimediale, utile per proporre alle scolaresche lavori di gruppo e approfondimenti. Del tutto straordinaria, nel pomeriggio del 1 maggio, la dimostrazione di tintura di fibre, filati e tessuti con coloranti naturali, derivati da piante e radici, in alcuni casi coltivate nelle aree di pertinenza del Museo.

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La collezione. Il Museo del Tessile conserva per esempio l’originale Scarlatto di Gandino, con cui nel 1860 fu tinta la stoffa utilizzata per realizzare le camicie dei Mille di Garibaldi. Fra le curiosità anche la Lanital, la fibra ricavata dalla caseina (la proteina del latte) cui diede ampio risalto il regime fascista, alle prese con l’autarchia imposta dalle sanzioni internazionali successive alla guerra d’Etiopia. Fu scoperta da Antonio Ferretti e industrializzata dalla SNIA Viscosa. Poteva vantare struttura e valori vicini a quelli della lana, ma l’avvento nel dopoguerra delle fibre sintetiche relegò il progetto a pura curiosità. Negli ultimi anni un nuovo sviluppo si è legato ad indumenti per neonati, date le proprietà anallergiche.

Al Museo del Tessile di Leffe si possono ammirare il ciclo di lavorazione della seta (allevamento del baco, trattura, torcitura e cardatura), ma anche i telai (da quelli del Medioevo alle geniali intuizioni del leffese Nello Pezzoli) e il sontuoso torcitoio della seta che a Leffe, sino a meno di un secolo fa, occupava un intero palazzo a più piani e che presenta particolari tecnici studiati da Leonardo. La storia (non solo del tessile) passa dalla Val Gandino.

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